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Le autorità nazionali di regolamentazione dell'audiovisivo dovrebbero avere il potere di sanzionare i programmi che promuovono contenuti razzisti mentre i finanziamenti pubblici dell’Ue e stati dovrebbero essere preclusi ai media che promuovono l'incitamento all'odio e la xenofobia

Iniziative per un settore culturale più diversificato, programmi di apprendimento per i dipendenti pubblici e le forze di sicurezza statali per eliminare i comportamenti razzisti e xenofobi e autorità di regolamentazione del settore audiovisivo con il potere di sanzionare i programmi razzisti. Sono alcune delle misure proposte dalla commissione per la cultura e l’istruzione (CULT) del Parlamento europeo per combattere razzismo e discriminazione online e offline nell’Ue e in particolare attraverso i settori della cultura, dei media e dello sport, contenute in una risoluzione adottata con 21 voti favorevoli, 3 contrari e 4 astenuti. L’atto di indirizzo invita gli Stati membri sbloccare al più presto un accordo sulla direttiva “antidiscriminazione”, ferma in Consiglio dal 2008.

Tra le altre cose, i deputati chiedono che più finanziamenti europei siano diretti a iniziative che promuovono un settore culturale più diversificato e che i media dovrebbero smettere di diffondere “narrazioni stigmatizzanti che disumanizzano membri di particolari gruppi etnici o razziali”, ad esempio coprendo in modo sproporzionato i crimini commessi dai migranti. Richiedono inoltre programmi con l’obiettivo di ampliare le conoscenze dei professionisti dei media sulla diversità e l’inclusività. Le autorità nazionali di regolamentazione dell’audiovisivo dovrebbero avere il potere di sanzionare i programmi che promuovono contenuti razzisti mentre i finanziamenti pubblici dell’Ue e stati dovrebbero essere preclusi ai media che promuovono l’incitamento all’odio e la xenofobia.

“Oggi abbiamo preso una posizione chiara e fatto forti richieste alla Commissione e agli Stati membri, chiedendo loro di affrontare la natura strutturale e le radici del razzismo e affrontarlo in modo olistico e intersezionale”, ha spiegato l’eurodeputata francese Salima Yenbou (Verdi/ALE, FR), relatrice per la risoluzione. “Il nostro comportamento è modellato dall’educazione che riceviamo, dalla cultura di cui godiamo, dalle informazioni che consumiamo, nonché dai valori che lo sport ci trasmette. Dobbiamo sfruttare il loro potere per perseguire i valori dell’UE di tolleranza, equità e solidarietà e impegnarci in un’attiva lotta al razzismo”.

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