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LETTURE LENTE - rubrica mensile di approfondimento
La parità tra generi è imprescindibile per costruire modelli di sviluppo più sostenibili, più giusti, capaci di garantire il benessere delle future generazioni

Il concetto di sostenibilità è al centro dei progetti e delle visioni che orientano l’evoluzione dello sviluppo del mondo. Dalla sfera individuale alle politiche mondiali, il sostantivo femminile “sostenibilità” plasma il modo in cui immaginiamo il futuro. Un impulso decisivo all’affermazione di questo concetto è arrivato con la pandemia, che tra l’altro ha accelerato la diffusione delle proposte promosse nel 2015 dalle Nazioni Unite attraverso l’Agenda 2030: una serie di obiettivi sulla sostenibilità e l’equità che tutti gli stati del mondo hanno definito e si sono impegnati a raggiungere insieme.

L’Agenda 2030 e i suoi 17 SDGs (Sustainable Development Goals) sono il faro che orienta il PNNR dell’Italia e il Green Deal dell’Unione Europea. Buona parte delle decisioni che stiamo prendendo per definire le priorità verso cui indirizzare gli investimenti sono basate sulla visione della sostenibilità di cui questi programmi sono portatori. Le conseguenze? Oltre che sul piano politico, sociale ed economico la sostenibilità si sta riversando sul nostro immaginario, sulla cultura, sulla percezione del mondo.

L’Agenda 2030 è dunque da considerare come una grande architettura, come una piattaforma su cui costruire l’empowerment delle donne. È questo l’approccio con cui in ASviS, l’Alleanza italiana per lo Sviluppo Sostenibile (la più grande rete di organizzazioni della società civile mai costituita in Italia cui aderiscono  oltre 300 Aderenti che mettono a disposizione 800 esperti per contribuire alle attività attraverso  gruppi di lavoro tematici e trasversali), affrontiamo la questione, seguendola sia in maniera trasversale sia nello specifico, tramite il lavoro del gruppo dedicato al quinto degli SDGs, quello sulla parità di genere. Un obiettivo trasversale rispetto a tutti gli altri obiettivi, che non possono essere affrontati senza quello “sguardo” di genere capace di rendere una società prospera, pacifica, equa ed inclusiva.

Tra i target di questo Goal ci sono quelli di: porre fine a ogni forma di discriminazione e di violenza nei confronti di tutte le donne, bambine e ragazze; riconoscere e valorizzare il lavoro di cura e il lavoro domestico non retribuiti tramite la fornitura di servizi pubblici, infrastrutture e politiche di protezione sociale e la promozione della responsabilità condivisa all'interno del nucleo familiare; garantire alle donne la piena ed effettiva partecipazione e pari opportunità di leadership a tutti i livelli del processo decisionale nella vita politica, economica e pubblica; garantire l'accesso universale alla salute sessuale e riproduttiva e ai diritti riproduttivi; avviare riforme per dare alle donne pari diritti di accesso alle risorse economiche, come l'accesso alla proprietà e al controllo della terra e altre forme di proprietà, servizi finanziari, eredità e risorse naturali; migliorare l'uso della tecnologia che può aiutare il lavoro delle donne, in particolare la tecnologia dell'informazione e della comunicazione; adottare e rafforzare politiche concrete e leggi applicabili per la promozione dell'eguaglianza di genere e l’empowerment, ossia la forza, l'autostima, la consapevolezza, di tutte le donne, bambine e ragazze.

Conoscendo l’articolazione di questi target ci si accorge di quando la parità tra generi sia imprescindibile per costruire modelli di sviluppo più sostenibili, più giusti, capaci di garantire il benessere delle future generazioni. È imprescindibile nel mondo, dove molti di questi diritti sono sistematicamente violati, ma lo è anche in Italia, dove le criticità sono numerose, come emerge anche dall’ultimo Rapporto ASviS.

Gli indicatori sulla condizione femminile sono segnati in negativo dalle conseguenze della pandemia: nel 2021 in Italia, rispetto all’anno precedente, le donne sono infatti state penalizzate più degli uomini in termini di perdita di posti di lavoro. Il peso dei carichi di cura, derivante spesso da un utilizzo non regolato e contrattualizzato dello smart working e dalla chiusura delle scuole, è cresciuto. La conciliazione dei tempi di vita e di lavoro delle lavoratrici si è complicata. Gli episodi di violenza domestica sono aumentati.

Tra le note positive c’è la rinnovata attenzione all’uguaglianza di genere da parte delle istituzioni e delle strategie governative, nazionali e internazionali: come il PNRR che lo affronta in maniera rilevante e trasversale; la nuova Strategia nazionale per la parità 2021-2026; l’elaborazione proposta al W20, presieduto quest’anno dall’Italia. Un insieme di attenzioni che confermano la centralità del tema rispetto alla sostenibilità.

Presentato al Festival dello Sviluppo Sostenibile a fine settembre, il Rapporto ASviS 2021 contiene alcune proposte che potrebbero consolidare l’evoluzione che auspichiamo. Tra queste c’è l’apertura di un Tavolo di confronto istituzionale permanente con la società civile. Un organismo consultivo dedicato a valutare le politiche contro le disuguaglianze di genere che possa esprimere valutazioni e proposte in maniera puntuale e cadenzata, allineandosi per esempio alle verifiche semestrali sull’implementazione del PNRR condotte dalla Commissione Ue.

L’importanza di muoversi in una dimensione europea è a mio avviso indispensabile, anche per cogliere le opportunità di un contesto culturale favorevole impresso dalla presidenza della Commissione affidata per la prima volta a una donna. “La parità tra donne e uomini è un valore fondamentale dell’Unione europea» con queste parole la Presidente Ursula von der Leyen ha sottolineato che «la promozione della parità tra uomo e donna spetta all’Unione in tutte le attività che le competono in virtù dei trattati”.

L’accelerazione che la presidenza von der Leyen ha voluto dare ai temi dell’uguaglianza di genere e dell’empowerment femminile può contribuire a sviluppare un nuovo modello di leadership, all’insegna della determinazione e della concretezza, in grado di incentivare un cambio di prospettiva favorendo traguardi di valorizzazione della creatività, delle competenze e della professionalità delle donne. Con l’obiettivo non tanto di salvaguardare i diritti delle donne ma di valorizzare i diritti di tutti per promuovere la necessaria evoluzione verso una cultura più equa e inclusiva.

L’ambizione del nuovo ideale europeo, del New Deal, è quella di creare e diffondere benessere tramite la cura dell’ambiente e delle persone, la qualità della vita, la circolarità delle risorse e delle conoscenze, la mediazione generativa, la collaborazione, l’apertura alla diversità.

Di proporre al mondo una concezione dello sviluppo contrapposta a quella, ormai obsoleta, della ricchezza estrattiva, della crescita quantitativa, dell’accumulazione lineare, della competizione, della chiusura, del conflitto, dell’omologazione.

Un modo di essere umani e di abitare la Terra finalmente più vicino al sentire comune femminile.

 

Marcella Mallen laureata in giurisprudenza, è presidente di ASviS, l’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile e di Prioritalia, Fondazione delle organizzazioni dei manager Cida e Manageritalia. Docente di Diversity management presso l’Università Lumsa di Roma, componente del comitato direttivo di Value@Work dell’Istituto di Studi superiore sulla donna dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum. Tra le pubblicazioni: Effetto D. Se la leadership è al femminile: storie speciali di donne normali (FrancoAngeli, 2011), La figlia di Saadi (Polaris, 2016), Diversity management. Genere e generazioni per una sostenibilità resiliente (Armando Editore, 2020).

ABSTRACT

“Sustainability” is the term that shapes the way we imagine the future. A decisive impulse to the affirmation of this concept came with the pandemic, which, among other things, accelerated the spread of the proposals promoted in 2015 by the United Nations through the 2030 Agenda and its 17 SDGs (Sustainable Development Goals). The 2030 Agenda is the guiding light for Italy's RRP (Recovery and Resilience Plan) and the European Union's Green Deal and is, therefore, to be considered as a base on which is to build women's empowerment. This is also the ASviS (the Italian Alliance for Sustainable Development) approach: addressing the issue both in a transversal and specific way, through the work of the group dedicated to the fifth of the SDGs, that on gender equality. There are several critical issues, as also emerges from the latest ASviS 2021 Report presented at the “Festival dello Sviluppo Sostenibile” (Sustainable Development Festival). The indicators on the status of women are negatively marked by the consequences of the pandemic; however, on the other hand, there is a renewed attention to gender equality by the institutions and governmental, national and international strategies. The ASvis Report itself points out some proposals that could consolidate the evolution we hope for, highlighting that gender equality is essential to build more sustainable, fairer development models, capable of guaranteeing the well-being of future generations.

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