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LETTURE LENTE - rubrica mensile di approfondimento
Le biblioteche pubbliche rappresentano uno straordinario strumento di promozione del welfare culturale grazie anche alla loro natura di presidio locale, per garantire pari opportunità a tutti e tutte per l'apprendimento permanente e per l'accesso inclusivo alla conoscenza
© Nuova Biblioteca Civica Centrale, Torino. Stazione Appaltante: SCR Piemonte SpA. Raggruppamento di professionisti: ICIS srl – capogruppo RTP ICIS Srl (mandataria) – Arch. Rafael MONEO – ISOLARCHITETTI Srl – Ing. Giovanni Battista QUIRICO – ONLECO Srl – MCM INGEGNERIA Srl (mandanti). Progetto biblioteconomico a cura del professor Maurizio Vivarelli dell'Università degli studi di Torino.

PREMESSA

Le biblioteche pubbliche sono al centro di una attenzione inconsueta per il nostro paese, anche per gli investimenti che stanno interessando alcune grandi città come Torino e Milano, grazie ai finanziamenti del PNRR – Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e al PNC – Piano Nazionale Complementare. In particolare quest’ultima linea di finanziamento sostiene la realizzazione della nuova Biblioteca Centrale a Torino e della BEIC – Biblioteca Europea di Informazione e Cultura a Milano.

Significativo anche l’impegno recente profuso nel produrre e perfezionare strumenti per misurare l’impatto del lavoro delle Biblioteche, in particolare di quelle pubbliche che per ruolo e missione si rivolgono alla totalità della popolazione. La Commissione Nazionale Biblioteche Pubbliche dell’Associazione Italiana Biblioteche ha portato all’attenzione della comunità professionale, con il documento Disegnare il futuro della Biblioteca. Linee guida per la redazione dei piani strategici per le Biblioteche pubbliche (AIB 2019) [1], la centralità, anche per il comparto bibliotecario, della cultura di progetto e della valutazione dell’impatto dei servizi e delle attività così come l’importanza di costruire e condividere la visione strategica all’interno dell’organizzazione e nella comunità di riferimento. Fondamentale è stato poi l’apporto dato dall’ISTAT nella pubblicazione di indagini specifiche per le Biblioteche italiane [2], che ha visto una accelerazione di impegno e risultati nel post-Covid, come l’inserimento nel BES – Benessere Equo e Sostenibile di uno specifico indicatore dedicato alla fruizione delle biblioteche [3]. Ciononostante molta strada resta ancora da fare nella direzione della misurazione dell’impatto, soprattutto per valutare la ripresa del comparto nel post-Covid. Ad esempio un dato su cui indirizzare l’attenzione dei “decisori” [4] è quello relativo ai nuovi iscritti ai servizi, non soltanto per misurare il servizio di prestito, ma l’insieme di opportunità offerte, come corsi, gruppi di lettura e altre iniziative, valorizzando anche la tessera di iscrizione come strumento per accompagnare il primo accesso e successivamente produrre fidelizzazione anche verso altri servizi.

Partendo dai principi e dai servizi di base si dovrebbe dare nuovo impulso e significato agli strumenti che le biblioteche adottano per coinvolgere il pubblico, reinterpretandoli in chiave nuova e imparando a leggere i bisogni prima di predisporre e organizzare programmi.

Il secondo elemento strategico è uno strumento di metodo. “La città dei 15 minuti” [5] è stata proposta come paradigma di rilettura della città e di reinterpretazione dei suoi bisogni. Cosa può significare questo per le biblioteche? Innanzitutto potenziare il lavoro territoriale consolidando alleanze strategiche stabili che radichino il loro ruolo nelle comunità. Penso ai sistemi di prossimità che sappiano, intrecciando i livelli di cooperazione con quelli di altri enti (case del quartiere, centri culturali ecc.), dare evidenza e consolidare il posizionamento della biblioteca che svolge una doppia funzione: di luogo a bassa soglia, “terzo luogo”, dimensione che condivide con altre realtà culturali e sociali ma anche snodo “locale” della conoscenza, per l’apprendimento permanente perché luogo di integrazione e mediazione di contenuti ibridi. D’altronde l’evoluzione delle biblioteche è profondamente connessa a quella delle forme del sapere, come dimostra Gino Roncaglia nel suo libro L’architetto e l’oracolo. Forme digitali del sapere da Wikipedia a ChatGPT (Laterza, 2022).

I contenuti proposti dalle Biblioteche si esprimono mediante proposte che possono essere sviluppate anche seguendo percorsi diacronici, raccontando la storia della città e delle persone che l’hanno abitata, valorizzando le proprie collezioni, comprese quelle storiche oltre alle contemporanee, rendendole attuali per restituirle alla comunità. Questa doppia natura è un valore che esprime significati sociali importanti per sviluppare e radicare percorsi identitari all’interno della comunità di riferimento e può diventare lo strumento principale per raggiungere nuovi pubblici, dando così attuazione al principio cardine della ‘biblioteca per tutti e di tutti’, ribadito dal Manifesto IFLA/Unesco 2022.

BIBLIOTECHE PUBBLICHE NEL TORINESE

Stante questo contesto, cosa sta succedendo alle biblioteche pubbliche nel torinese? È in atto un complesso processo di ridisegno del sistema bibliotecario cittadino e metropolitano grazie agli investimenti del PNRR e del PNC e al piano strategico che li guida. Il PIU – Piano Integrato Urbano sta guidando un percorso di ridisegno del sistema delle biblioteche territoriali con un potenziamento dei servizi di biblioteca mobile (nuovi bibliobus, oltre a quello attualmente in dotazione della rete), per garantire servizi all’aperto e andare incontro alle persone laddove queste si ritrovano e incontrano. Il piano prevede un potenziamento del ruolo delle biblioteche territoriali e una loro riorganizzazione:

  • ristrutturazioni per potenziare l’accessibilità garantendo nel contempo la sostenibilità energetica;
  • ridisegno delle infrastrutture digitali per renderle più sostenibili e potenziare l’autonomia del pubblico e la proattività dei gruppi di lavoro;
  • riallestimento interno e ripensamento del layout per rinnovare le sedi più “tradizionali”, aumentando il comfort ambientale e l’accessibilità di tutte le sedi;
  • capillarità dei servizi potenziando i servizi di biblioteca mobile mediante due nuovi bibliobus.
  • L’apertura di una nuova sede nell’ampia Circoscrizione 5 completerà il ridisegno.

La nuova Biblioteca civica Centrale, finanziata con fondi del PNC, diventerà il fulcro del sistema bibliotecario ridisegnato, integrandosi appieno con esso anche in un’ottica di complementarietà con lo SBAM – Sistema Bibliotecario dell’Area Metropolitana, con cui è nato BiTo – Biblioteche integrate del Torinese.

Con lo SBAM è stata rinnovata nel 2023 la convenzione triennale finalizzata all’integrazione dei servizi di base: tessera unica, catalogo unico e servizi integrati di circolazione documentaria. La prima fase di integrazione, già conclusa, disegna un sistema di oltre 80 biblioteche pubbliche, a cui si aggiungono le oltre 50 biblioteche scolastiche di TorinoReteLibri Piemonte e quelle gestite da soggetti torinesi del Terzo Settore, fra cui le Biblioteche della Scuola Holden, del Centro Studi Piemontesi e del Maurice GLBTQ. Nuove Linee guida finalizzate a indicare la visione strategica per la definizione della programmazione culturale anche per promuovere la sua coprogettazione con il Terzo Settore e le azioni del Piano Giovani e con quelle del percorso di accompagnamento per l’attuazione del PIU – Piano Integrato Urbano, pongono le condizioni affinché cittadini e soggetti del Terzo Settore possano abitare le sedi bibliotecarie in nuovi modi, proponendo nuovi servizi.

LA NUOVA BIBLIOTECA CIVICA CENTRALE

La nuova Biblioteca civica Centrale [6] si inserisce nell’edificio di Palazzo delle Esposizioni, ideato e realizzato fra il 1938 e il 1958 da Ettore Sottsass senior e Pierluigi Nervi, reinterpretandone funzioni e valore simbolico. La sede si svilupperà su tre livelli occupando i padiglioni Sottsass (2b) e Nervi (2 e 4), con oltre 20.000 mq a disposizione del pubblico, 1400 posti a sedere di cui 700 informali, 150.000 documenti a scaffale aperto (libri e multimedia) e altre 600.000 unità documentarie che troveranno spazio nel deposito destinato alle collezioni storiche. La nuova Biblioteca civica Centrale attiverà nuovi servizi seguendo un percorso narrativo di reinterpretazione degli spazi che vanno dal Portico di Corso Massimo d’Azeglio al secondo accesso collocato nel Parco del Valentino. In particolare, nel Portico adiacente al Teatro Nuovo, oggetto anch’esso di interventi di restauro e rifunzionalizzazione, verranno collocate una caffetteria/bookshop, una sala conferenze, il prestito e la restituzione di libri e documenti h. 24 e un servizio di prima accoglienza.

Il grande padiglione Nervi (pad. 2) – ridenominato Galleria del Sapere per rievocare la Grande Galleria con funzioni di biblioteca e museo voluta da Carlo Emanuele I per collegare Palazzo Madama al Palazzo Reale, poi distrutta da un incendio nel 1659 –  ospiterà le collezioni di saggistica sviluppando connessioni con le Teche Imparare&Fare, posizionate sotto le terrazze del padiglione Nervi, destinate a ospitare aree studio tematiche, spazi per lavori di gruppo, per la lettura silenziosa, per mostre tematiche anche digitali, per raccontare ciò che accade in città e i suoi cambiamenti.  Nell’esedra del padiglione Nervi direttamente connessa con la terrazza e il parco del Valentino, sarà collocato lo spazio 0-6 anni destinato ai più piccoli, mentre nell’area più interna si svilupperà lo spazio dedicato alla contemporaneità, con richiami puntuali ai diciassette obiettivi di sviluppo sostenibile dell’agenda 2030.

La Via delle Storie, con percorsi integrati di narrativa, cultura musicale e visiva, si svilupperà invece sulle due terrazze collocate sopra le Teche, ognuna con oltre 2000 mq a disposizione del pubblico e delle collezioni, parte delle quali sarà destinata a ospitare le collezioni per i ragazzi e i giovani. Un grande spazio ipogeo – Il Bosco incantato – integrato con la Galleria del Sapere e i suoi laboratori, sarà dedicato alla produzione di contenuti creativi: gaming, musica, esposizioni, realtà immersiva, attività per le famiglie. Nel padiglione Nervi (pad. 4) troveranno spazio l’area logistica, il deposito con armadi compatti e, soprattutto, le 40.000 unità del fondo storico da valorizzare con percorsi di digital storytelling e integrare con l’insieme delle collezioni.

La peculiarità del progetto della nuova biblioteca riassume in sé le caratteristiche di sintesi, già esposte per le biblioteche territoriali, di luogo della conoscenza e dell’apprendimento, che trova conferma nella valorizzazione delle collezioni sia storiche sia contemporanee, anche in chiave digitale; luogo di produzione di nuovi contenuti anche grazie alla presenza di laboratori creativi; luogo della socialità e della relazione connessa alla dimensione di luogo della mediazione documentaria, in tutte le sue articolazioni analogiche e digitali.

Alla base del ridisegno si colloca il lavoro avviato grazie alle azioni di accompagnamento del PIU – Piano Integrato Urbano, che rappresenta nel suo insieme un grande incubatore di processo, un acceleratore di relazioni interne alla macchina comunale e territoriale con percorsi accresciuti di dialogo e partecipazione con i cittadini e il Terzo Settore. In tutto ciò trovano un potenziamento progettualità in parte preesistenti e importanti collaborazioni strutturali con l’Università degli Studi e il Politecnico di Torino, lo SBAM, la rete delle Biblioteche scolastiche e quelle del Terzo Settore e in special modo con alcune linee del Piano Integrato come il Piano Giovani.

In questo stesso scenario si inseriscono i progetti strategici: Nutrirsi di Cultura 0-6, dedicato allo sviluppo di sinergie territoriali strategiche fra il Programma Nati per Leggere (biblioteche) e Nati con la Cultura (musei) per raggiungere le famiglie più fragili e vulnerabili e facilitare processi di partecipazione culturale; Cultura dietro l’angolo, che coinvolge le principali istituzioni culturali cittadine (Museo Egizio, Gallerie d’Italia, Teatro Stabile, ecc.) per portare contenuti e proposte anche laboratoriali a nuovi pubblici; Cultura di base (inserimento in chiave sperimentale di studi di medicina di base o di pediatria nelle biblioteche). Si tratta non soltanto di un ridisegno delle biblioteche e della loro organizzazione ma anche di visione e di partecipazione civica, che riconosce alle biblioteche il ruolo di primo punto di accesso alle offerte della città, ai suoi servizi e alle sue opportunità.

NOTE E RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

[1] AIB, Commissione Nazionale Biblioteche pubbliche, Disegnare il futuro della Biblioteca. Linne guida per la redazione dei piani strategici delle Biblioteche pubbliche italiana. https://www.aib.it/wp-content/uploads/2019/10/AIB_CNBP_Linee-guida-24102019.pdf

[2] ISTAT, Indagine sulle biblioteche (istat.it). L’indagine è una rilevazione a carattere censuario e con cadenza annuale, condotta dall’Istituto Nazionale di Statistica e svolta in collaborazione con l’Istituto Centrale per il Catalogo Unico(ICCU), le Regioni e le Province Autonome. L’indagine è finalizzata a rilevare e diffondere informazioni sulle biblioteche pubbliche e private, escluse le biblioteche scolastiche e universitarie, per aggiornare l’anagrafica delle biblioteche italiane. L’obiettivo generale dell’indagine è quello di ricostruire una mappatura esaustiva e dettagliata delle biblioteche presenti sul territorio nazionale, raccogliendo, verificando e integrando i dati identificativi disponibili e fornendo una descrizione delle loro caratteristiche strutturali e funzionali, del patrimonio posseduto, delle attività svolte, dell’utenza e dei servizi erogati. Il Censimento sulle Biblioteche pubbliche e private: microdati ad uso pubblico (istat.it) è rivolto a più di 9.000 biblioteche, statali e non statali, sia pubbliche che private, è realizzato dall’ISTAT nella cornice del “Protocollo d’intesa per lo sviluppo del sistema informativo integrato su istituti e luoghi di cultura”, firmato con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo (Mibact) oggi Ministero della Cultura (MiC), le Regioni e le Province autonome, in stretta collaborazione con l’ICCU – Istituto Centrale per il Catalogo Unico delle biblioteche italiane e per le informazioni bibliografiche – e CEI – Ufficio Nazionale per i Beni Culturali Ecclesiastici e l’Edilizia di Culto

[3] Chiara Faggiolani, Un indicatore dedicato alle biblioteche nel Rapporto BES dell’ISTAT: una grande conquista per il nostro settore, AIB Studi, 61, n. 1 (2021), https://aibstudi.aib.it/article/view/13248

[4] Una parola che si riferisce sia ai decisori politici che alla totalità dei cittadini.

[5] Nel 2016 l’urbanista della Sorbona Carlos Moreno coniò l’espressione “città di 15 minuti“. Si tratta di un modello di pianificazione urbana per facilitare l’accesso dei cittadini e delle cittadine ai servizi di prima necessità.

[6] Il progetto Torino e il suo fiume. Memoria e Futuro comprende anche interventi sul Parco del Valentino, sul Teatro Nuovo, sul Borgo Medievale ed è finanziato dal PNRR – Fondo complementare. Stazione Appaltante: SCR Piemonte SpA. Raggruppamento di professionisti: ICIS srl – capogruppo RTP ICIS Srl (mandataria) – Arch. Rafael MONEO – ISOLARCHITETTI Srl – Ing. Giovanni Battista QUIRICO – ONLECO Srl – MCM INGEGNERIA Srl (mandanti). Progetto biblioteconomico a cura del professor Maurizio Vivarelli dell’Università degli studi di Torino.

ABSTRACT

The article proposes a reflection on the role of Public Libraries considering the changes in the context and the new opportunities offered by the national recovery and resilience plan (NRRP). After Covid, a new season has opened for public libraries to enhance their role as local hubs of the knowledge society and local social centers. The presentation of the redesign process of the Library network of Turin, including the project of the New Central Library, offers an opportunity to highlight this process.

 

 

Cecilia Cognigni

Cecilia Cognigni

Cecilia Cognigni da giugno del 2022 è dirigente del Servizio Biblioteche della Città di Torino. È stata presidente della Sezione Piemonte dell'Associazione Italiana Biblioteche e ha coordinato la Commissione Nazionale Biblioteche pubbliche. Collabora con diverse testate di settore e ha pubblicato per AIB ed Editrice Bibliografica.

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