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LETTURE LENTE - rubrica mensile di approfondimento
Fare rete con le realtà già presenti sul territorio per creare presupposti di permanenza creativa e di ritorno o arrivo per altri giovani

Seneghe è un piccolo paese della Sardegna centro-occidentale situato in cima a una collina ai piedi del Montiferru, a pochi chilometri dal mare, immerso in una natura straordinaria. È città dell’olio dal territorio variegato: ettari di oliveti e boschi di lecci e sughere, sorgenti d’acqua “frisca et cristallina”, pascoli bradi o semibradi di ovini e bovini tra i quali si annovera la razza sardo-modicana meglio nota come “Bue Rosso”, 68 nuraghi ben conservati, la maggior parte dei quali sommersa dalla macchia mediterranea e ignota agli stessi abitanti del luogo.

Tutto questo fa da cornice a dati socio-economici allarmanti e comuni a tutti i piccoli paesi d’Italia: spopolamento, invecchiamento della popolazione, calo demografico, disoccupazione e inoccupazione giovanile. Dati che portano molti a temere “ragionevolmente” che di questo gioiello segreto del Montiferru, tra poche decine d’anni, non rimarranno che pietre e macchia mediterranea incolta o addirittura, dati i cambiamenti climatici, terra arida e deserta. Una paura che ha portato altri, invece, a sognare e agire una prospettiva diversa che il periodo pandemico ha rafforzato e reso fertile con la nascita, lo sviluppo e la concretizzazione di un obiettivo apparentemente rivoluzionario: un progetto imprenditoriale di riappropriazione comune di questi patrimoni territoriali da parte di chi intende continuare o iniziare ad abitarli realizzandovi un modello di prosperità attraente e sostenibile. Questa nuova realtà si chiama Mussura e si tratta di una cooperativa di comunità composta da un gruppo eterogeneo di persone (ingegneri, enologi, biotecnologi, operai/e, studenti e studentesse, sociologi, architetti, fumettisti, operatori del turismo,) che hanno scelto di tornare a Seneghe dopo avere studiato, lavorato e vissuto altrove o che hanno deciso, sempre in controtendenza rispetto ai fenomeni di emigrazione giovanile, di continuare a viverci.

“S’ora e sa Mussura”, in lingua Sarda, è il tempo massimo di plenilunio, durante il quale la tradizione raccomanda di non prendersi rischi, evitando azioni e imprese, in particolare legate alle attività agricole. La cooperativa Mussura, già nella sua denominazione, sfida, quindi, la superstizione come simbolo di una storia di rassegnazione al “dev’essere”, per proporsi come testimonianza, strumento e opportunità di cambiamento e sviluppo.

Questa nuova rappresentazione del possibile nella contemporaneità squarciata (lo “spazio deflagrato dalla pandemia” come lo riferisce Giancarlo Sciascia) mette effettivamente in scena questo territorio, con i suoi protagonisti, alimentando le dimensioni che lo stesso Giancarlo Sciascia ci ha fatto scoprire nel Teatro del cambiamento prodotto dai giovani grazie all’opera di Marco Martinelli: desiderio e reciprocità. Marco Martinelli con la non-scuola del Teatro delle Albe è peraltro parte – e lo sarà ancora dal 2023 – della storia seneghenese che raccontiamo per l’apporto di provocazione e crescita delle sue più giovani generazioni. Seneghe insegna che l’istinto e la resistenza rigenerativa dei territori non sono nulla se non diventano intento educativo.

C’è un filo narrativo comune nelle esperienze rigenerative rintracciate ovunque da “Coltivare Comunità” che trova sempre, al loro innesco e nel loro sviluppo, biografie dirompenti la storia tradizionale per darle continuità, intenzionalmente e con grandi coinvolgimenti personali. Trovandolo esattamente replicato anche qui a Seneghe, potremmo ormai dire forse di un paradosso necessario: la tradizione può avere rispetto e continuità solo nella sua rottura trasformativa. Solo in questa possibilità i giovani hanno iniziazione e i territori nuovi figli per una consegna. A Seneghe, con il progetto della Cooperativa Mussura, il percorso di coinvolgimento dei giovani, “adulti e capaci”, arriva infatti a quella implicazione che già Ilaria De Cave indicava.

L’innesco culturale (informazione), la rappresentazione collettiva (coinvolgimento) e la specifica implicazione dei giovani hanno infatti a Seneghe un segno di particolare interesse e potenza. Fra le realtà associative presenti sul territorio alle quali Mussura deve una parte importante del proprio background culturale, emerge con particolare rilievo e ruolo l’Associazione Culturale Perda Sonadora. Perda Sonadora opera sul territorio comunale di Seneghe da oltre vent’anni e da diciotto, sempre tra agosto e settembre, organizza il Festival Internazionale di poesia “Cabudanne de sos Poetas”.

L’idea del Festival di poesia nasce dalla tradizione narrativa di Seneghe, terra nativa di poeti e, in particolare, della pratica del canto “a cuntrattu”. Radici che l’evento ha celebrato e attualizzato dal 2005 per l’intuizione di Mario Cubeddu, sostenuta dall’allora amministrazione comunale.

Sarebbe però riduttivo pensare il Festival come uno sguardo interno di tradizione e conferma del paese: nei suoi giorni, ben al contrario, il piccolo paese di 1700 abitanti – geograficamente isolato e marginale per servizi e accessibilità – diventa un luogo “del mondo” e i suoi abitanti – in particolare i giovani – hanno un’opportunità prodigiosa di sconfinamento e globalità. Seneghe diventa finestra e ponte di tutto il suo territorio verso l’esterno e sono più di 3000 le persone arrivate qui con esperienze di vita e bagagli culturali diversi, aperti e plurali. Non è indifferente che “Cabudanne de sos Poetas” sia uno “spazio comune” perché proprio per questo è capace di unire desideri e aspirazioni individuali a una crescita e una narrazione collettiva: una via efficace per combattere la disaffezione dei giovani ai luoghi culturali del loro territorio e, con questi, anche a quelli partecipativi. Il Festival non si propone come un evento ma più esattamente come un’opera, desiderabile insieme e partecipabile per la sua realizzazione. La sua costruzione dura un anno intero e, al termine di un’edizione, dopo averne rendicontato i costi e chiuso con ordine i suoi conti, si pensa subito a un tema da proporre per quella successiva come percorso di apprendimento reso possibile dalle conversazioni e dagli incontri del Festival, uno dopo l’altro.

Non va sottaciuto il tema della sostenibilità economica, sempre faticosa e sempre critica. Pur godendo del volontariato di passione culturale e civica che tanti mettono a disposizione per la sua realizzazione, il Festival è anche consapevole provocazione della questione remunerativa del lavoro culturale: produce comunità e indotto economico (il 70% dei costi ricade interamente sul paese per vitto e alloggio degli ospiti, pagamento di prestazioni necessarie e altri acquisti) ma rischia di non riconoscere dignità e possibile crescita alle competenze necessarie alla sua realizzazione. Un’immagine convincente ed emblematica del “posto della cultura” nel dibattito e nelle progettualità per lo sviluppo dei territori. Nel caso di “Cabudanne de sos Poetas”, che comporta un costo contenuto entro 80.000 euro per ogni edizione, la realizzabilità è legata a fondi sempre straordinari e sempre legati a bandi di finanziamento di esito non certo.

Da qui riprendiamo il filo che da Perda Sonadora, insieme ad altre realtà culturali del territorio, porta fino a Mussura come “istituzione cooperativa” di sviluppo che intende favorire stabilità a opportunità di lavoro e reddito che tengano insieme cultura, comunità, patrimoni territoriali ed economie. Il tema della diciottesima edizione del Festival è stato, infatti, nel 2022 quello della capacità di agire che, mai come ora, nei giovani e nelle giovani “militanti” dell’Associazione, è desiderio, istanza e impresa. In questo stesso anno si è costituita la cooperativa.

Lo scopo della Cooperativa Mussura a Seneghe è quello di rigenerare il territorio e alimentare opportunità di lavoro, impresa e reddito attraverso la produzione e la commercializzazione di prodotti di elevata qualità e mettendo a disposizione della comunità intera competenze, conoscenze e abilità di nuova trasformazione. La chiave è quella del fare rete con le realtà già presenti sul territorio creando presupposti di permanenza creativa e di ritorno o arrivo per altri giovani.

Il progetto cooperativo, già pensato dall’inizio con la denominazione attuale, è frutto di un percorso lungo. A partire dal 2020, Mussura-progetto si è occupata della gestione di 6 ettari di superficie vitata appartenenti a privati cittadini che per vari motivi (per lo più l’anzianità) non erano in grado di occuparsene. La proposta è stata apprezzata e ha concretizzato una sorta di attualizzazione, inedita in questo settore e in questa regione, delle proprietà collettive forestali affermando, fra l’altro, la condivisione di tecniche professionali nella gestione dei beni. Uno tra i soci, ad esempio, ha messo a disposizione le proprie competenze insegnando agli/lle altri/e persone del gruppo le pratiche elementari per poter lavorare la terra e le viti. Dopo la lavorazione – basata su principi di agricoltura biodinamica e sostenibile – e la prima vendemmia del 2021, si è proceduto alla prima produzione comune con offerta e degustazione del prodotto in varie occasioni sociali, con tanto successo da ottenere una crescita esponenziale di gestione comune dei vigneti. Le bottiglie già producibili sono 6000 e 60000 quelle pianificate a regime.

Dopo il primo anno sperimentale, Mussura si è quindi dotata di un apparato organizzativo più strutturato fino a costituirsi in cooperativa nel luglio 2022. I soci sono 17, con l’eterogeneità di competenza e provenienza che si tratteggiava sopra e una prospettiva di ampliamento comunitario della base sociale già da questo primo esercizio gestionale. Tre condizioni sono risultate particolarmente importanti per questa prima fase di ideazione, innesco e sviluppo: la forte collaborazione con Perda Sonadora, che ha veicolato Mussura in ogni sua attività; la chiara e coesa determinazione dei soci promotori; la visibile e utile concretezza del suo operato. Grazie a questo percorso Mussura si è costituita prima in piazza e nei vigneti che dal Notaio, godendo, grazie a queste condizioni, della trasformazione in consenso di buona parte dello scetticismo che il paese restituiva ai primi annunci progettuali.

L’ultima campagna vitivinicola si è conclusa con le vendemmie proprio nei giorni del Festival, tra agosto e settembre 2022, e il processo di vinificazione viene ora seguito e monitorato quotidianamente dai soci e, in particolare, dall’enologo Matteo Illotto, presso la Cantina Vitivinicola Montiferru, Società Cooperativa Agricola, con la quale Mussura, non essendo ancora dotata di una struttura atta alla vinificazione, ha siglato un contratto di collaborazione. Al di là del recupero e della lavorazione dei vigneti attraverso un tipo di lavorazione tradizionale e manuale, Mussura, in un’ottica di crescita e espansione della propria base sociale, intende ampliare il progetto aprendosi all’olivicoltura. Una prima fase di sperimentazione si è infatti conclusa positivamente.

Imprescindibile per la Cooperativa è la volontà di collaborare con gli attori del territorio, sia in ambito culturale che produttivo, così da potere estendere ulteriormente il valore sociale della cantina come farà, ad esempio, con laboratori aperti al pubblico e l’attivazione di tirocini formativi. Fondamentale è il lavoro di Mussura con centri di ricerca nazionali e internazionali con i quali avviare – questi gli obiettivi – la ricostruzione geografica e mappale delle varietà vitivinicole lavorate e uno studio dei microrganismi autoctoni presenti nel processo di fermentazione.

Lo sviluppo indotto dalla cooperativa sarà anche orizzontale volendo operare per la promozione del territorio e la destagionalizzazione del turismo, attraverso servizi e opportunità volte a un’attrattività più ampia come l’agricoltura didattica, percorsi a cavallo e bike, eventi e cammini enogastronomici.

Nel mese di giugno, il Comune di Seneghe si è aggiudicato i contributi del MiC Bando Borghi linea B con un progetto che si è attestato al primo posto in Sardegna e tra i primi cinque in Italia. Perda Sonadora, presieduta dal 2017 da Luca Manunza, e il Cabudanne de sos Poetas, che ne è ancora massima espressione, è stato tra i protagonisti della candidatura e del progetto che ne è scaturito. Una buona condizione di valorizzazione del Bando Borghi. Mussura non è parte finanziata nell’ambito di questo contributo ma cercherà spazio per cofinanziamenti nei progetti successivi resi possibili da questa opportunità. Il primo sarà dato dalla Linea C Bando Borghi che prevede il sostegno alle imprese che svolgono attività culturali, turistiche, commerciali, agroalimentari e artigianali localizzate nei medesimi comuni oggetto dei Progetti di rigenerazione culturale e sociale.

Fabrizio Ferreri indicava che “il recupero e la riattivazione di una coscienza di luogo distribuita, multipolare, non può essere solo l’effetto di politiche pubbliche specifiche, ma passa necessariamente attraverso la produzione di nuovi immaginari, ovvero di una nuova narrazione sui modelli di vita possibili”. Pensiamo che a Seneghe questo stia avvenendo. Una nuova coscienza di luogo fondata su un immaginario del possibile concreto e comune, prodotto dalla gente e abilitante quindi, nuove politiche pubbliche. È uno degli auspici e degli obiettivi più alti e decisivi.

ABSTRACT

The article presents the case of Seneghe, a small village in Sardinia (in the South of Italy), with a focus on the activities carried out by the Mussura (a community cooperative) and the Perda Sonadora (a cultural association). The main aim of their work is to regenerate the territory and offer opportunity for new jobs and economic development through the production of high-quality goods and services, making new and transformative skills, knowledge and capabilities available to the community. The key of success is represented by the ability to cooperate with the local entities that operate in the same area, creating conditions for creative permanence and return or arrival for young people.

 

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Enrica Illotto

Enrica Illotto

Enrica Illotto, segretaria organizzativa del Festival Cabudanne de sos Poetas dal 2017, socia della Cooperativa di Comunità Mussura. Dopo diversi anni di studio in Scienze Internazionali e Diplomatiche e di vita altrove, ha sentito il forte richiamo di Seneghe dove ha scelto di tornare e far crescere i suoi figli.

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