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LETTURE LENTE - rubrica mensile di approfondimento
Il volume di Giovanna Brambilla ci ricorda che la nascita è la possibilità data al mondo di reinventare un futuro migliore, alla speranza di abitare la Terra
K4YWN4 San Diego, California, USA. 7th Sep, 2017. French street artist JR constructed a towering portrait of Kikito, a one-year-old Mexican boy living in Tecate, Mexico next to the border wall. The unveiling came a day after U.S. Attorney General Jeff Sessions announced the Trump Administration's plans to phase out the DACA program, leaving the lives of more than 800,000 undocumented American DACA recipients in limbo.The artist, known as ''French Banksy, '' creates large-scale portraits as social commentary. Credit: ZUMA Press, Inc./Alamy Live News

“Non è vero che tutto si coglie al primo sguardo, e che quello che non si comprende a prima vista non esiste: l’arte va aperta e sfogliata, letta e sottolineata, come si fa con i libri, guardata col fiato sospeso…”.
Da queste parole del prologo si può partire per dire del bel libro di Giovanna Brambilla, “Mettere al mondo il mondo. Immagini per una rinascita”, un testo che ci spinge ad una scelta di campo precisa: l’opera d’arte ogni volta rinasce nello sguardo unico di chi la sta osservando, come è nata all’origine dal suo creatore.
Viene alla mente Donald Winnicott, secondo cui la creatività è la possibilità data ad ognuno di saper guardare, e di conseguenza di vivere la realtà in modo personale. La creatività come facoltà che riguarda non solo il pensiero, ma anche l’agire dell’uomo, nella capacità di saper leggere la realtà e di affrontare le situazioni in modo personale, cioè in grado di produrre (con l’azione o con il pensiero) qualcosa di nuovo, legato alla propria soggettività. “È la percezione creativa, più di ogni altra cosa, che fa sì che l’individuo abbia l’impressione che la vita valga la pena di essere vissuta”.
Allo stesso modo Brambilla ci dona il suo atto creativo di sguardo per invitarci a diventare osservatori attivi e partecipanti, per sperimentare questa possibilità, e, nel momento in cui abbiamo finito di leggere le pagine, avere il desiderio di inoltrarci con la stessa cura all’incontro di altre opere ed altri artisti.
Ogni capitolo è scandito da un’opera, di cui si parla con il rigore dell’esperto e la leggerezza del viaggiatore libero alla ricerca di un incontro unico. Le tracce sono brevi, le opere sono scelte con attenzione, come un distillato prezioso che stupisce per la sua varietà di ingredienti e per l’armonia che creano nell’insieme, pur così distanti nel tempo e nei linguaggi. Il denominatore che le lega è il tema: il nascere e il far nascere, l’inizio e il ricominciamento della vita. Un tema non casuale ma fondativo dell’essere.
I capitoli aprono porte, spalancano finestre, fanno entrare nella nostra stanza momenti di luce, ma anche dubbi, paure, proprio come accade nel momento della messa al mondo di una nuova creatura.
Il viaggio inizia con Mettere al mondo il mondo di Alighiero Boetti (che dà il titolo al libro), opera creata dall’artista in concomitanza con la nascita della figlia, una grande opera che ha richiesto tempo e precisione. Con questo quadro l’autrice ci offre la chiave di lettura fondamentale del libro: creatività e generatività sono saldamente intrecciate. Con le 25 lettere dell’alfabeto disposte in verticale al confine della carta applicata su tela si può scrivere qualsiasi cosa.
2001 Odissea nello spazio di Stanley Kubrick (1968), Bathtub di Joseph Beuys (1960), la Venere di Willendorf (circa 25.000 a C.), la Madonna del Parto di Piero della Francesca (1460), Alison Lapper pregnant di Marc Quinn (2000-2005), Giants Kikito di JR (2017), L’adorazione dei magi di Leonardo (1481) sono solo alcune delle opere a cui sono dedicati i capitoli, ma bastano per rendersi conto della varietà della proposta. Realizzate in epoche e luoghi lontani, con tecniche diverse, ciascun pezzo ha alle spalle una cultura specifica. Ci vuole coraggio e padronanza della materia per non avere paura ad affiancare elementi così distanti e permettere al lettore di scoprire come queste opere possano riverberare tra loro, regalandoci nuovi significati.
Sarebbe da capogiro seguire questa sequenza se l’autrice non creasse un filo che ci prende per mano e ci fa entrare in ogni stanza ricamando rimandi e profonde riflessioni. Ogni capitolo si collega al precedente e lancia trame per il successivo, ma il lettore se ne accorge un po’ alla volta e questo è il vero incanto che emerge nel procedere delle pagine.
Ad esempio il tema della protezione della nascita diventa diade con quello della sua esposizione, e non c’è scandalo ma umanità nel passare dalla foto Giusy di Oliviero Toscani dove l’immagine di una piccola neonata indifesa diventa grande manifesto al piccolo particolare scolpito nel marmo della schiena inarcata di Maria, nella Natività del pulpito di Giovanni Pisano a Pistoia, realizzato 700 anni prima.

Non si ha paura a far seguire alla scultura The Woven Child di Louise Bourgeois Le due madri di Giovanni Segantini. La figura materna senza volto e piena di cuciture con il figlio sul ventre avvolto nella mussola, è seguita dalla madre contadina che provvede al suo bambino come l’animale. La madre di Bourgeois è in una teca, “spazio sacro che separa l’opera dagli sguardi ma nello stesso tempo lo espone alla sua vulnerabilità”, la seconda sta nel luogo protetto della stalla.

Segantini, Giovanni (1858-1899): The Two Mothers. Milan, Gallery of Modern Art*** Permission for usage must be provided in writing from Scala.

Elementi contrari, sentimenti diversi, fusione e separazione, epifania e nascondimento, respiro e sangue, materia e sogno… Tanta è la ricchezza di questo piccolo e prezioso libro, in cui i contrari si richiamano e si significano.
Finita la lettura risulta fortissima la sensazione che il tema del mettere al mondo ci riguarda tutti e ancora una volta l’arte ci aiuta a comprendere la vita.
Donald W. Winnicott, Playing and Reality, London, Tavistock Publications, 1971; in it. Gioco e realtà, trad. di Giorgio Adamo e Renata Gaddini, Roma, Armando, 1974, pag. 119. Secondo Winnicott tutte le attività creative sono in un continuum esistenziale/esperienziale che va dall’area transizionale dei primi mesi di vita, al gioco, fino all’opera d’arte ed alla creatività intesa come «una sorta di colorazione dell’intero atteggiamento verso la realtà esterna» (pag. 119). Queste attività si trovano in un’area intermedia in cui «non è di fatto una questione di realtà interna e neppure di realtà esterna» (pag. 166).

“Mettere al mondo il mondo. Immagini per una rinascita di Giovanna Brambilla”, Vita e Pensiero, 2021. Il volume sarà presentato al Salone del Libro, quest’anno intitolato “Cuori selvaggi”, il 23 maggio alle 17.30 nell’ambito della giornata dedicata alla lettura come risorsa per lo sviluppo nella prima infanzia e il supporto alla genitorialità. L’incontro, organizzato in collaborazione con Abbonamento Musei, Biblioteche Civiche Torinesi, CCW – Cultural Welfare Center e Vita e Pensiero, porta la visione delle artiste e degli artisti di ogni epoca sulla centralità del tema della nascita e della generatività, per riflettere insieme sul ruolo della cultura per il benessere delle persone e delle comunità.

 

Giovanna Brambilla, storica dell’arte, è responsabile dei Servizi Educativi della GAMeC, la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo, e insegna Storia dell’Arte in una scuola superiore. Socia ICOM, è docente del Master “Economia e management dei beni culturali” della Business School del Sole24Ore e del Master “Servizi educativi per il patrimonio artistico, dei musei storici e di arti visive” dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Dal 2020 insegna Iconografia presso l’Accademia di Belle Arti “Rosario Gagliardi” a Siracusa. Tra i suoi titoli più recenti Inferni (EDB, 2020) e Soggetti smarriti. Il museo alla prova del visitatore (Editrice Bibliografica, 2021).

ABSTRACT

In the book the theme of birth, and regeneration, is crossed through nineteen art works. Each chapter takes into consideration one of them, narrated by the author with the rigor of an expert and the lightness of the free traveler in search of a unique encounter. The tracks are short, the pieces have been carefully chosen and amaze for their variety: from Boetti to Leonardo, from the prehistoric Venus of Willendorf to Kubrick’s 2001 A Space Odyssey, from Buthub by Joseph Benysla to the Madonna del Parto by Piero della Francesca. In each chapter a wealth of insights can be discovered, but the publication’s foremost value lies in the whole design and in the threads that weave a unique weft, a reflection full of continuous references. Each part connects to the previous one and starts plots for the next one: the reader realizes it gradually, and this is the real enchantment that emerges in the progress of the pages.

 

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Maria Grazia Panigada

Maria Grazia Panigada, esperta del metodo narrativo in rapporto al patrimonio artistico, è co-fondatrice con Simona Bodo e Silvia Mascheroni del gruppo di lavoro Patrimonio di Storie. Dal 2015 è direttrice artistica delle stagioni di prosa del Teatro Donizetti e del Teatro Sociale di Bergamo.

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