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LETTURE LENTE - rubrica mensile di approfondimento
Le implicazioni reali e le potenzialità dell'uso delle nuove tecnologie digitali nei percorsi educativi, oltre i luoghi comuni
© Foto di Taton Moïse su Unsplash

IL RUOLO DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE NELL’EDUCAZIONE

Il digitale è già un elemento cardine dell’educazione, piaccia o meno. L’utilizzo di ChatGPT, strumento per eccellenza di generazione di testi scritti sulla base di un breve input tematico, subisce fluttuazioni durante tutto l’anno. Fin qui nulla di notevole, ma la questione assume un rilievo diverso sapendo che un notevole calo affligge la piattaforma durante i mesi estivi, in particolare quando gli studenti sono in pausa dalle attività accademiche. Come dedotto da diversi media, tale flessione negativa è coincidente con la diminuzione delle attività legate all’istruzione durante il periodo delle vacanze, poiché gli studenti hanno meno necessità di utilizzare ChatGPT per attività come i compiti. Il calo della domanda durante l’estate è evidente da una diminuzione del traffico verso il sito Web ChatGPT, un calo dei visitatori unici e una riduzione delle metriche di coinvolgimento come il tempo trascorso per visita.

L’USO DELL’IA DA PARTE DEGLI STUDENTI

L’uso di simili strumenti da parte degli studenti appare già consolidato. Secondo la società di rilevamento del plagio Turnitin, nell’ultimo anno gli studenti hanno presentato oltre 22 milioni di documenti probabilmente scritti con l’aiuto dell’intelligenza artificiale generativa. Il loro strumento di rilevamento della scrittura basato sull’intelligenza artificiale ha analizzato più di 200 milioni di documenti, scoprendo che l’11% potrebbe contenere linguaggio generato dall’intelligenza artificiale nel 20% dei propri contenuti, mentre è stimato che il 3% è stato segnalato per una percentuale di testo dell’80% o superiore basata sull’intelligenza artificiale. Già qui la situazione si fa scivolosa: rilevare l’uso dell’intelligenza artificiale generativa è impegnativo in quanto non è classificato come plagio, poiché il testo è in realtà classificabile, secondo molte interpretazioni, come originale. Se a questo si aggiunge che esistono molti software dediti alla riscrittura di un testo, la questione dell’originalità – ed in particolare della sua certificazione – diviene sempre più arduo. Ma qui il discorso si allargherebbe oltre il confine di questa analisi.

GLI EFFETTI REALI DELL’USO DELL’IA NELLO STUDIO

Per chi volesse cadere nella tentazione di rubricare l’uso di strumenti di intelligenza artificiale generativa come dannoso tout court per lo sviluppo di percorsi didattici e delle capacità cognitive in genere, a rendere la valutazione più complicata giunge uno studio che rivela come ChatGPT, nel caso degli studenti universitari ESL (quelli che studiano l’inglese come seconda lingua) abbia un impatto positivo significativo sulle capacità di scrittura degli studenti, e venga da loro percepito come un prezioso supporto per l’apprendimento, fornendo un feedback formativo in grado di correggere errori e dare suggerimenti per lo sviluppo di una scrittura corretta ed anche più articolata.

Che gli strumenti digitali possano essere un fattore positivo integrativo dell’apprendimento emerge anche da un’altra ricerca, mirata a costruire un modello di personalizzazione dei percorsi didattici. Lo studio rileva che l’utilizzo della piattaforma migliora i risultati scolastici degli studenti, con un livello di soddisfazione del 90% riportato dagli utenti che si siano dichiarati interessati all’argomento. La piattaforma mostra risultati promettenti nel descrivere gli studenti in modo completo, aprendo la strada anche a forme di apprendimento collaborativo.

LA DIMENSIONE POTENZIALE DELL’EDUCAZIONE DIGITALE

Il tema dell’evoluzione digitale dell’educazione è stato affrontato in maniera sistemica già dal Digital Education Outlook 2021 dell’OCSE, che si concentra sul potenziale di trasformazione della tecnologia digitale e delle tecnologie basate sull’intelligenza artificiale, sull’analisi dell’apprendimento, sulla robotica e su altre tecnologie in campo formativo. Il rapporto esplora come tali tecnologie stanno attualmente cambiando l’istruzione nelle classi e la gestione delle organizzazioni e dei sistemi educativi. Un testo che mette in luce, esplicitamente, gli usi vantaggiosi delle tecnologie intelligenti, come la personalizzazione degli stimoli formativi, il supporto agli studenti con bisogni di apprendimento speciali, e sottolinea anche – tema qui non rilevante – l’utilità dell’uso della blockchain per la certificazione dei risultati accademici. Il rapporto prende in considerazione anche le sfide e le aree di ulteriore sviluppo, suggerendo percorsi a insegnanti, decisori politici e istituzioni educative per digitalizzare l’istruzione ottimizzando l’equità e l’inclusività. Il rapporto sottolinea la necessità di allocare strategicamente i fondi per consentire alle scuole, agli insegnanti e agli studenti l’uso di strumenti digitali facili da usare, convenienti, aperti e interoperabili con il settore privato. Il documento si spinge anche a discutere l’uso dei robot come tutor, assistenti didattici e supporti socio-emotivi, nonché il potenziale delle valutazioni basate su giochi per premiare gli studenti per aver dimostrato processi cognitivi piuttosto che per aver memorizzato nozioni. Uno dei fattori critici indicati è la necessità di affrontare il persistente divario digitale nell’istruzione per facilitare l’adozione su larga scala di queste tecnologie. Il quadro istituzionale restituisce quindi una tensione ad un uso sempre crescente – ma attento ed accurato – della tecnologia nell’educazione.

LA NECESSITÀ DI NUOVE COMPETENZE

Il World Economic Forum ha recentemente realizzato un paper che offre una panoramica di come l’intelligenza artificiale stia rivoluzionando il modo in cui lavoriamo, richiedendo ai lavoratori di sviluppare nuove competenze per prosperare in un mondo di macchine intelligenti. Il testo rileva come i sistemi educativi siano in ritardo nell’integrazione dell’intelligenza artificiale nei programmi di studio. Le iniziative di collaborazione tra istruzione e industria privata possono contribuire a colmare questo divario e facilitare la transizione verso una società più sostenibile, efficiente e inclusiva. L’impatto dell’intelligenza artificiale sull’occupazione varia da paese a paese, ma tutte le economie devono dare priorità alla formazione professionale per fornire ai lavoratori le competenze tecniche e digitali necessarie in un’economia basata sull’intelligenza artificiale. Il mercato dell’istruzione deve concentrarsi maggiormente sulle tecnologie emergenti e offrire programmi di apprendimento permanente per mantenere i lavoratori occupati. L’invito esplicito ai policymaker è guardare alle economie che hanno dato priorità alla formazione tecnica e alla collaborazione industriale per migliorare l’occupabilità e la competitività.

DEFINIZIONE E DIMENSIONE DELL’EDTECH

EdTech, abbreviazione di tecnologia educativa, è un termine che si riferisce all’uso della tecnologia per promuovere e facilitare l’accesso all’istruzione. Ciò può includere hardware, software e altri oggetti ausiliari che insegnanti e studenti utilizzano durante il processo educativo. L’EdTech – come abbiamo sperimentato tutti in epoca pandemica – viene già utilizzato per assistere gli studenti nella frequenza delle lezioni, nel lavoro collaborativo, nel coinvolgimento di studenti distanti oltre che per la creazione di nuove modalità di apprendimento, in aula come da remoto. Si tratta di un settore in rapida crescita, con una dimensione di mercato di quasi 90 miliardi di dollari nel 2020 e che si prevede crescerà a un ritmo annuo del 20% fino al 2028.

L’EdTech utilizza diversi tipi di strumenti, tra cui app e giochi educativi, podcast, sistemi di gestione dell’apprendimento (LMS), software di videoconferenza e forum di discussione online, fattori che – come dimostrato dalla ricerca – possono rendere l’apprendimento divertente, memorabile e accessibile, portando a un migliore coinvolgimento degli studenti e a una migliore preparazione. Emerge anche come l’EdTech possa recare vantaggio anche al resto del sistema educativo, includendo nei beneficiari insegnanti, famiglie e amministratori delle istituzioni scolastiche.

LA NECESSITÀ DELL’EDTECH

Che l’approccio digitale venga visto come un’opportunità da sfruttare a livello globale emerge anche da valutazioni svolte dall’altra parte del globo, dove si ribadisce come adottare l’EdTech nell’istruzione sia fondamentale per superare la crisi globale dell’apprendimento. La ricostruzione del sistema educativo richiede un approccio sistematico, che comprenda politiche, finanziamenti, infrastrutture tecniche e soluzioni EdTech accessibili. I test standardizzati rappresentano una sfida per la trasformazione digitale, poiché limitano la personalizzazione e l’adattabilità nell’apprendimento. L’uso della tecnologia, anche parziale, può migliorare i risultati e creare una routine differente e maggiormente articolata. Si ribadisce anche come per adottare l’EdTech, sia necessario un approccio globale che affronti le questioni relative alle infrastrutture, alla governance, alla preparazione di insegnanti e studenti e alla presenza di fornitori di adeguati. Esigenze ineludibili.

IL FRAMEWORK ETRI DELLA WORLD BANK

Una possibile risposta è l’EdTech Readiness Index (ETRI), creato per monitorare e supportare le politiche e le pratiche in materia di istruzione e tecnologia (EdTech) a livello globale. Il framework è stato creato dalla World Bank, con il supporto di Imaginable Futures, per consentire ai paesi di identificare le buone pratiche e le aree in cui le politiche EdTech possono essere rafforzate e monitorare i progressi compiuti dai governi in questo campo.

Il quadro ETRI (Education and Technology Readiness Index) è organizzato attorno a sei pilastri principali che si ritiene svolgano un ruolo fondamentale nell’ecosistema educativo.

Il primo, quello della gestione scolastica, si concentra su come gli istituti educativi possano implementare efficacemente gli strumenti digitali per aumentare le opportunità di apprendimento e ridurre le disuguaglianze. Gli insegnanti sono individuati come secondo pilastro, data la loro rilevanza di mediatori/utilizzatori degli strumenti digitali per migliorare le dinamiche dell’insegnamento e dell’apprendimento; in questo senso il loro coinvolgimento consapevole ed attivo à visto come fattore decisivo.

Il terzo pillar, focalizzato sugli studenti e sul loro ruolo nell’ambiente di apprendimento digitale, sottolinea la necessità che abbiano accesso – in modo equilibrato e diffuso – alle risorse digitali e alle competenze per utilizzarle in modo efficace. Tema che si connette al quarto elemento, quello dei dispositivi, in merito al quale vengono svolte considerazioni circa la necessaria disponibilità e accessibilità economica per studenti e insegnanti, nonché la necessità di soluzioni cloud nei sistemi di apprendimento ibridi. Ancora sul versante tecnico il quinto pilastro, che sottolinea l’importanza di una connettività a prezzi accessibili per le scuole, sia nei centri urbani che nelle aree rurali. Evidenzia inoltre la necessità di meccanismi di garanzia della qualità, compresi standard minimi per valutare l’apprendimento digitale. Come sopra.

Completa il quadro il sesto punto, che si concentra sulla disponibilità e accessibilità delle risorse digitali, compresi ecosistemi tecnologici aperti e contenuti di qualità per esperienze di apprendimento.

L’ESIGENZA DI PARAMETRI QUALITATIVI DI RIFERIMENTO

Se la maggioranza delle opinioni propende per l’impatto vantaggioso dell’educazione digitale, è ancora il World Economic Forum a sottolineare come la mancanza di standard di monitoraggio universali per la qualità e l’impatto dell’EdTech ostacoli il progresso verso un sistema educativo realmente efficace. L’organismo internazionale rileva che per raggiungere l’Obiettivo di sviluppo sostenibile 4 delle Nazioni Unite entro il 2030, sono necessari chiari standard minimi di qualità per l’EdTech. Il settore non dispone di standard universali di monitoraggio della qualità e dell’impatto, il che porta ad un’ampia distribuzione di prodotti di bassa qualità nelle scuole. L’industria definisce i propri standard di qualità, ma mancano prove a livello locale sull’impatto di soluzioni specifiche. L’UE deve ancora formulare un quadro di indicatori per l’EdTech e manca un linguaggio condiviso sulla qualità a livello globale. La vera sfida per approntare un sistema abilitante e virtuoso in tema di formazione delle persone nello scenario in divenire della rivoluzione digitale.

ABSTRACT

Embracing and being aware of the digital evolution of education is crucial in today’s fast-paced world. By leveraging technology in education, we can create more engaging and personalized learning experiences for students. From online courses and virtual classrooms to interactive educational apps and AI-powered tools, the possibilities are endless. It’s important for educators and institutions to adapt and embrace these digital advancements to ensure they are staying relevant and providing students with the skills they need to thrive in the digital age. The article makes an overview of the Edtech landscape, focusing on needed evolution of educational system.  

 

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