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LETTURE LENTE - rubrica mensile di approfondimento
Condividiamo la griglia concettuale di lavoro del gruppo di esperti che ha lavorato al tavolo dedicato alla Transizione Digitale
© Photo by Li Zhang on Unsplash

PREMESSA: IL RITMO FISIOLOGICO DELL’INNOVAZIONE

L’innovazione è fisiologicamente più lenta delle parole con cui si ama raccontarla. Il senso di una simile affermazione è solitamente lampante per chi lavora nel settore digitale: c’è una naturale – quanto inesatta – propensione generalizzata a disegnare la prospettiva di un cambiamento con la sua forma compiuta e definitiva, bruciando le tappe e tendendo a descriverlo come (teoricamente) già operativo. Esempio stentoreo di questa tensione, come già accennato in precedenza, è il Metaverso, disegnato mediaticamente di continuo come una realtà effettiva, e invece in effetti ancora ben lontano dal compiersi in maniera organica.

La rischiosa conseguenza di un simile approccio è ricavare un senso di disillusione se un ambito, rinnovato (a parole) dalle conquiste tecnologiche, non soddisfa in breve tempo le aspettative – solitamente molto elevate – che il progresso evocato porta con sé. Ristabilire quindi la giusta prospettiva, concettuale, temporale e dunque operativa, è fondamentale per ragionare in maniera costruttiva della rivoluzione tecnologica, nel campo culturale come in qualsiasi altro.

L’ESPERIENZA DI ARTLAB 22: STATO E PROSPETTIVE DEL DIGITALE PER LA CULTURA

Un prezioso contributo in questo senso deriva dai lavori della ventiduesima edizione di Artlab, incentrato sul tema “Il ruolo delle imprese culturali e creative nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e nelle politiche di coesione”. Un appuntamento finalizzato ad un lavoro collettivo utile a raccogliere spunti, riflessioni e considerazioni degli operatori culturali da trasfondere poi nella redazione di raccomandazioni che potessero fornire materiale eventualmente utile all’orientamento delle attività dei soggetti amministrativi preposti ai processi di pianificazione ed attuazione del PNRR.

La struttura dei lavori prevedeva sei seminari in parallelo, e la successiva costituzione di quattro tavoli focalizzati su macro-ambiti di interesse complessivo. Il verticale relativo all’innovazione tecnologica correva dunque su due seminari, nello specifico Le condizioni abilitanti per la transizione digitale e Le istituzioni culturali, laboratorio di innovazione digitale, per confluire poi nel tavolo di lavoro finale di discussione intitolato appunto alla Transizione Digitale.

Un quadro generale che ha consentito la ricognizione complessiva delle implicazioni e degli impatti attuali del digitale nel mondo della cultura, grazie al contributo articolato delle intelligenze e competenze di decine di esperti del settore culturale, ciascuno interprete di diverse istanze professionali e personali. Ulteriore vantaggio della formula è stato poi offerto dall’opera dei rapporteurs, uditori attivi in ogni seminario, che hanno poi riferito ai singoli tavoli di lavoro le risultanze sintetiche emerse nel confronto, offrendo materiale ancor più completo e prezioso per il ragionamento dei singoli gruppi di lavoro. Il tavolo sull’innovazione poteva quindi contare non solo sugli spunti emersi nell’ambito dei due seminari con focus sulla tecnologia, ma anche su tutto quello che di fatto era emerso nello specifico relativamente al digitale negli altri.

IL FRAMEWORK

Una simile formula ha spinto ad elaborare una modalità di governo della discussione dei vari punti che portasse a delle conclusioni capaci di restituire la densità ed il senso di quanto detto dai partecipanti, facendo una sintesi che rendesse giustizia, il più possibile, al contributo di pensiero di ciascuno. Un’esigenza che si è tradotta in una griglia concettuale, un framework capace di accogliere tutti gli elementi centrali relativi al digitale, contribuendo non solo a focalizzarli ma anche a non trascurarne nessuno in sede di discussione. Il modello ha accolto le parole chiave di partenza dei documenti preparatori dei lavori, aggiungendone altre e organizzando il tutto in una struttura basata su elementi capaci di guidare il percorso dialogico.

Quattro assi portanti formano la cornice infrastrutturale principale, andando di fatto a definire il “campo da gioco” per chi voglia ragionare e lavorare col e sul digitale.

In alto, precondizione necessaria all’intero impianto, la necessità di un pensiero strategico, che non si traduca in soluzioni ed iniziative episodiche, ma che consenta una proiezione delle attività in termini di continuità, temporale e concettuale. Utile anche la definizione di standard, nei quali confluiscono inevitabilmente sia i principi che le caratteristiche di applicazione di strumenti e pratiche.

A questo tipo di visione corrisponde necessariamente, al margine inferiore, l’individuazione di un sistema di indicatori indispensabile alle azioni di monitoraggio e valutazione dei flussi e degli effetti delle azioni digitali, con attenzione a non cadere nella trappola di numeri altisonanti ma non “parlanti” in termini qualitativi, detti in gergo tecnico “vanity metrics”.

Si è poi condiviso di inserire la narrazione, intesa come infrastruttura indispensabile all’interazione, e l’accessibilità, con riferimento alla capacità di inclusione che un progetto concepito in ambito (quantomeno anche) digitale dovrebbe garantire, a corollario, complemento e completamento della cornice che descrive il necessario contenitore di un progetto digitale (e) culturale.

All’interno del novero di questi principi, volendo fotografare gli ambiti di possibile impatto ed influenza, l’apporto del digitale deve (può) contribuire alla relazione della cultura con la Pubblica Amministrazione, e/o l’impresa (da interpretare in generale come l’ambito della produzione economica in ogni sua forma), e/o con i partner, siano essi inseriti o meno nella filiera culturale, andando a costruire o facilitare la costruzione di reti, e/o, infine, con i pubblici, gli utenti finali, gli interlocutori naturali del messaggio valoriale di un progetto culturale.

Passando agli strumenti che consentano la realizzazione degli obiettivi di una progettualità che si avvalga di elementi tecnologici, i cinque snodi essenziali della rete di contatto con i soggetti sovraelencati individuati corrispondono al quadro normativo, indispensabile per definirne le regole d’ingaggio e di sviluppo, alle infrastrutture materiali che possano garantire la connessione digitale (senza le quali l’intera matrice scompare all’istante, ovviamente), ad una tassonomia dei ruoli che stabilisca “chi fa cosa” nell’ambito del progetto, ai format utilizzati come applicativi ed insieme collettori delle energie e delle azioni comprese nel disegno progettuale, e infine alle competenze irrinunciabili per abilitare il sistema in ogni sua componente all’effettiva attivazione di un simile ecosistema.

IL POSSIBILE VALORE DEL FRAMEWORK

Oltre a coadiuvare gli sforzi di focalizzazione degli esperti intervenuti, questa griglia può avere una funzione generale di mappa utile all’esplorazione della geografia assai variabile di un progetto digitale, anche e soprattutto in ambito culturale. La visione multidisciplinare e composita garantita dalle diverse professionalità che si sono sommate nei due giorni di confronto ha confermato che una simile rappresentazione esaurisce effettivamente la visione, la prospettiva e le esigenze degli esponenti di qualsiasi tipologia di stakeholder dell’industria culturale e creativa, andando a fissare dei riferimenti che possono servire sia alla progettazione che alla ricognizione funzionale di ogni iniziativa di cui il digitale sia quantomeno una parte importante.

La considerazione, misurazione e valutazione dello stato dell’arte relativo ad ogni punto di intersezione tra un elemento e gli altri del modello corrisponde ad un potenziale punto di forza o di debolezza dell’ecosistema che attorno e grazie all’introduzione del digitale dovrebbe maturare.

ABSTRACT

The article describes a possible matrix about digital designing in cultural field. A framework, useful to digital culture-related projects, made by participants in ArtLab 22, an event focused on the role of CCI about PNRR, the strategic support measure by European Union (also) to cultural sector.

 

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