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LETTURE LENTE - rubrica mensile di approfondimento
A cosa servono gli NFT (Non Fungible Tokens) e come possono essere davvero utili al mondo creativo e culturale?
© Photo by Tezos on Unsplash

L’ESPLOSIONE DEL FENOMENO

40 miliardi di dollari: la cifra stimata del mercato degli NFT (Non Fungible Tokens) nel 2021, anno in cui il Collins Dictionary ha insignito il lemma del titolo di ‘Parola dell’anno’. Tra le evidenze più clamorose passate agli onori della cronaca recente, l’acquisto del primo Tweet (inteso proprio come primo contenuto pubblicato sulla piattaforma social dal suo creatore, Jack Dorsey) e reso unico con la formula NFT. All’esborso iniziale di 2,9 milioni di euro del compratore ha corrisposto il successivo tentativo di rivendita mediante asta pubblica del medesimo asset digitale, conclusosi con offerta massima di poche migliaia di euro (a fronte di una richiesta quantificata in circa 48 milioni di dollari come obiettivo del venditore).

In questa stessa rubrica abbiamo iniziato ad inquadrare il fenomeno nel più ampio contesto dell’evoluzione digitale orientata e costruita sul concetto di realtà immersiva (comunemente definita ‘Metaverso’) ma, vista la portata del fenomeno, è probabilmente utile fornire qualche ulteriore specifica relativa agli NFT e, in particolar modo, al loro valore funzionale ancora prima che economico. Le cifre e le notizie di cui sopra fotografano di certo i contorni di una pratica in grande crescita, ma non le necessarie sfumature di senso di uno strumento che ha molti diversi risvolti potenziali, positivi e negativi.

UNA PRIMA DEFINIZIONE DEGLI NFT

I token non fungibili (NFT) sono token (‘segni’), di fatto elementi immateriali creati in ambito digitale) che hanno proprietà digitali (dei dati identificativi specifici) capaci di distinguerli dagli altri asset virtuali. Tali proprietà consentono agli NFT di essere unici, non intercambiabili e quindi sottoposti al principio economico di scarsità, fattori che conferiscono loro molte delle stesse caratteristiche di beni fisici come le opere d’arte analogiche. La proprietà di un token non fungibile da parte di qualcuno viene registrata nella blockchain e può essere trasferita dal proprietario. Gli NFT in genere contengono riferimenti a file digitali specifici come immagini, video e audio. La loro identificabilità è ciò che li rende diversi dalle criptovalute, che di solito sono intercambiabili, e il loro valore (o prezzo, che dir si voglia) è direttamente correlato al file digitale a cui corrisponde.

I token sono progettati e supportati come detto su una blockchain, un database decentralizzato e immutabile che ne valida e ne certifica di fatto l’unicità, e dunque sono definiti come asset digitali, e comunemente usati in ambiti come il mondo dell’arte, del collezionismo, della moda, degli eventi, della musica, dell’immobiliare, dei videogame, e molto altro ancora.

NUOVE PROSPETTIVE PER LA CREATOR ECONOMY

Le caratteristiche degli NFT ne fanno uno strumento particolarmente efficace ed efficiente per la creator economy, che si fonda sulla produzione di contenuti creativi e sulla loro monetizzazione attraverso una serie di canali percorribili ed attivabili autonomamente, grazie alle piattaforme che ne facilitano i processi.

OpenSea, la più grande piattaforma del suo genere, offre agli artisti la possibilità di coniare o creare i propri NFT che possono essere venduti sul mercato con una formula peer-to-peer, ovvero con offerta diretta al pubblico per il possibile acquisto, dietro la corresponsione di una percentuale sulla cifra finale. In generale la commissione trattenuta dalla piattaforma è un carattere discretivo importante nella scelta degli artisti, che confrontano i termini e le condizioni, in genere quantificabili sul versante finanziario in una percentuale a loro carico che varia tra il 2,5 e il 15 percento.

Il mercato NFT di Binance, costruita per ospitare un ampio marketplace dedicato alle criptovalute, e dunque ad un asset tecnicamente e tecnologicamente complementare, comprende anche una sezione dedicata agli NFT con una commissione strategicamente fissata al minimo assoluto censito finora dell’uno per cento. La ratio di un simile approccio è che l’enorme interesse che riscuotono i token non fungibili viene ritenuto un fattore attrattivo rilevante per chi si muove nell’ambiente legato alla blockchain.

Altre piattaforme, come Foundation.app, sono accessibili agli artisti esclusivamente dietro invito, che diventa la conditio sine qua non per poter usufruire degli strumenti creativi e di distribuzione delle opere. Accanto alla considerazione sui costi vivi dell’operazione, la scelta della piattaforma include in genere anche una valutazione sulle possibilità creative offerte – in termini di strumenti di produzione più o meno accurati ed ampi – oltre che dal numero di utenti che frequentano questi veri e propri marketplace. Il passo ulteriore – ancora incompiuto – sarà probabilmente la caratterizzazione verticale di questi mercati virtuali e dei nuovi che entreranno in gioco, per aggregare pubblico anche in ragione della peculiarità della tipologia delle opere in vendita.

La diffusione di questo nuovo strumento digitale di compra-vendita passa anche attraverso una costituenda filiera di eventi offline – ad esempio nelle principali fiere mondiali – centrati proprio sugli NFT, del tutto o parzialmente. Hong Kong in particolare ha mostrato grande vitalità in questo senso, con appuntamenti focalizzati celebrati nel corso della Digital Art Fair (DAFA) e della fiera Fine Art Asia, ma praticamente tutti i maggiori operatori del mondo dell’arte si sono concentrati sul nuovo trend, come Art Basel, Miami NFT Week, Art Basel Miami, NFT NYC, la Non-Fungible Conference di Lisbona nell’aprile 2022 e Blockworks PERMISSIONLESS a Palm Beach, in Florida, nel mese successivo.

IL VERO VALORE DEGLI NFT: MECCANISMI

Gli NFT possono rappresentare e aiutare a far rispettare i diritti, quelli degli artisti e dei collezionisti, diritti di distribuire frutti del processo creativo, rivenderli e riscuotere royalties, relativamente ad asset digitali. La possibilità di effettuare le transazioni finanziarie e gli scambi sulla blockchain, e quindi la ‘ricevuta’ rappresentata dai token e lo smart contract sottostante, introducono un cambiamento vero nell’economia dei prodotti culturali, ponendo un rimedio tecnico alla questione della non tutelabilità di un qualcosa che è riproducibile senza limitazioni, e quindi contrastando la pirateria e le pratiche che pregiudicano la profittabilità della produzione delle arti e dell’industria dell’intrattenimento, almeno sul versante – finora critico – delle produzioni immateriali.

La possibilità di riferire la proprietà esclusiva di un bene digitale ad un soggetto, con i relativi diritti di trasmissibilità, offre una rinnovata possibilità di trarre profitto dalle opere, consentendo la valorizzazione di un sistema di royalty che riserva davvero ad artisti e curatori una percentuale sulle vendite degli NFT creati.

I PRINCIPALI CASI D’USO DEGLI NFT

Sebbene l’applicazione più popolare degli NFT sia quella nel mondo dell’arte contemporanea e del suo mercato, le possibilità tecniche ne ampliano di molto le declinazioni d’uso. L’emissione di un biglietto di un concerto, ad esempio, è strettamente legata al concetto di unicità. Altra condizione interessante è che i token, incorporando informazioni immutabili, si prestano anche ad arricchire eventualmente gli smart contracts (i contratti legali digitali) certificandone alcuni elementi, e consentendo alle parti coinvolte di verificare i passaggi validati con la blockchain. Il gruppo dei Kings of Leon ha unito diversi elementi creando una collezione di NFT in occasione del lancio di un loro album, includendovi anche merchandising digitale a corollario e addirittura il biglietto per il concerto di lancio.

Inutile sottolineare come ogni collezionista veda questo tipo di soluzione come l’ideale per poter autenticare (e a propria volta dimostrare l’autenticità) di un suo asset digitale, fattore messo a profitto dalla NBA, il campionato di basket professionistico americano, che vende i video “ufficiali” delle azioni più spettacolari dei suoi campioni agli appassionati, con ottimi risultati economici.

Permettendo di fatto un accesso limitato e preferenziale, i token si prestano anche all’emissione di coupon, in particolare nel Metaverso. Dunque è possibile utilizzare token non fungibili per ricevere sconti su varie cose, accedere a eventi esclusivi e prodotti in edizione limitata. L’idea essenziale è che l’acquisto garantisce a qualcuno una serie di privilegi esclusivi a vita, e in forza della trasparenza del loro processo di creazione e di distribuzione saranno sempre più facilmente acquistati, venduti e scambiati con qualsiasi tipo di risorsa digitale sulla blockchain.

Interessante anche la formula della creazione di copie digitali di oggetti del mondo fisico – i cosiddetti – “digital twins”, “gemelli virtuali” che possono essere realizzati come NFT, come già accaduto nel caso di Sotheby’s, che ha commercializzato i dipinti di Picasso in versione virtuale.

Anche il mondo della moda sta sperimentando forme di connessione tra le due dimensioni, creando collezioni di accessori che hanno una loro replica digitale certificata in edizione limitata, ottenendo tra l’altro grandi riscontri.

PROSPETTIVE (NON) CONCLUSIVE APERTE

In sintesi, è possibile applicare token non fungibili ovunque l’unicità sia un valore, che si tratti di opere d’arte, documenti legali, documenti d’identità, certificati o qualsiasi prodotto la cui riferibilità ad un brand, ad un’organizzazione o ad una persona siano essenziali per la sua asseverazione, di mercato (ma non solo). Le possibilità di casi NFT sono virtualmente infinite e crescono sempre più, man mano che il modello del Web 3.0, fondato sull’immersività dell’esperienza, si consolida nella pratica ma soprattutto nell’immaginario delle persone.

Ciò detto, una necessaria precisazione: il panorama tecnologico e concettuale degli NFT è tutt’altro che perfetto e scevro da implicazioni problematiche. Le potenzialità dello strumento, sicuramente notevoli, si sviluppano veloci lungo sentieri che poggiano su un terreno quantomeno accidentato. Un tema da analizzare in un ragionamento dedicato, per dipingere l’altra metà dell’orizzonte tecnologico in oggetto.

ABSTRACT

As the use of Non-Fungible Tokens (NFTs) is becoming increasingly common, they can be used as signs of particular elements that cannot be replaced or exchanged for another. We live in the digital age and NFT strings offer a solution for dealing with virtual assets. The token has a unique ID, so it can’t be swapped out. That makes it easy to prove whether a photo is authentic without the hassle of more extensive measures. It is a quick and simple way to transfer the ownership of valuable items. In this article we try to make clear the basics of this new powerful tool for cultural stakeholders.

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