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LETTURE LENTE - rubrica mensile di approfondimento
“Abbiamo Tutto, manca il Resto”, Farm Cultural Park rinnova il suo impegno per trasformare la società siciliana con l’arte. Il progetto ha l’ambizione di “diventare una piattaforma per sollevare domande e mettere in discussione il potere regionale, esplorando criticamente i problemi che affliggono la Sicilia ma anche per accogliere proposte e soluzioni innovative per lo sviluppo sostenibile. Con la convinzione che l'arte, la cultura e la creatività siano gli strumenti più potenti per segnare l’anno zero, invertire la rotta e iniziare un nuovo corso”

L’ISOLA INFELICE

Nel 2023 i dati del BES hanno registrato i neet in calo in Italia, ma non in Sicilia: l’Isola è la prima per giovani che non lavorano e non studiano ed è l’ultima per laureati e diplomati. I ragazzi delle medie sono gli ultimi in matematica e italiano. I siciliani leggono poco quotidiani e libri e non frequentano concerti, teatro e cinema.

A più di 160 anni dall’Unità d’Italia, il Paese è ancora diviso in due. Condizioni di vita, libertà civili, diritti sociali, pil pro capite e istruzione confermano che il Mezzogiorno rimane arretrato rispetto all’Italia e all’Europa. Perché il sud è rimasto indietro? Le responsabilità sono da rintracciare nella criminalità organizzata che scoraggia gli investimenti o nelle condizioni geografiche squilibrate? Lo svantaggio meridionale è stato il frutto di una sistematica maggiore attenzione alle esigenze delle regioni del nord? Occorre guardare ai governi che si sono susseguiti dal dopoguerra a oggi oppure alle classi dirigenti meridionali?

Dati alla mano, sono state queste ultime, secondo Emanuele Felice, Docente di storia economica e sociale all’Università IULM di Milano, a ritardare lo sviluppo, dirottando le risorse verso la rendita più che verso gli usi produttivi. Colmare il divario o cominciare a invertire la china non è impossibile, a patto che il Sud introduca modifiche socio-culturali che spezzino le catene istituzionali che lo condannano all’arretratezza.

Un’arretratezza testimoniata dai dati statistici che descrivono la distanza fra le macro aree del Paese con riferimento non solo agli aspetti infrastrutturali o macroeconomici, ma anche nel settore artistico e culturale, che rappresenta il contesto privilegiato in cui le possibilità di trasformazione auspicabili possono emergere e propagarsi.

ARTE E CULTURA COME DETERMINANTI DI TRASFORMAZIONE SOCIALE

A testimoniare il riconoscimento, nel nostro Paese, della cultura quale fattore di benessere e quale indicatore utile alla comprensione delle dinamiche sociali e all’orientamento di politiche e strategie di sviluppo, la Legge 4 agosto 2016, n. 16, stabilisce che una selezione di indicatori BES (Benessere equo e sostenibile) debba essere incorporata nel ciclo di programmazione economico-finanziaria.

I principali indicatori culturali nel BES sono aggregati attorno a tre nuclei tematici. Il primo, PAESAGGIO E PATRIMONIO CULTURALE, comprende Densità e rilevanza del patrimonio museale, Spesa corrente dei Comuni per la cultura, Densità di verde storico, Abusivismo edilizio e Preoccupazione per il deterioramento del paesaggio. Il secondo, ISTRUZIONE E FORMAZIONE, tiene insieme Partecipazione culturale fuori casa, Lettura di libri e quotidiani e Fruizione delle biblioteche. Il terzo, INNOVAZIONE, RICERCA E CREATIVITÀ, si concentra sull’Occupazione culturale e creativa.

Per quanto riguarda istruzione e formazione, è da sottolineare come le profonde disuguaglianze educative siano legate a diversi fattori quali il territorio in cui si cresce (Nord-Sud, città e aree interne), le condizioni socioeconomiche familiari e il genere (in quest’ultimo caso per l’accesso delle ragazze alle discipline STEM). Disuguaglianze educative che compromettono i percorsi di crescita di moltissime/i giovani, con conseguenze che pregiudicano non solo il loro futuro, ma anche il percorso di sviluppo del sistema Paese.

POLITICHE CULTURALI E DOMANDA E OFFERTA DI CULTURA

Una recente indagine, Minicifre della cultura, raccoglie in maniera organica dati statistici, indicatori e informazioni quantitative sulle politiche culturali e sulla domanda e l’offerta di cultura. Promosso dal Ministero della Cultura, il volume è realizzato dalla Direzione generale Educazione, ricerca e istituti culturali del Ministero della Cultura con la Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali. L’edizione 2023 permette di osservare le trasformazioni e le evoluzioni nel settore, negli anni compresi tra il 2018 e il 2022, a partire dalle rilevazioni condotte da istituzioni statistiche ufficiali e da altre fonti riconosciute.

Cinema, spettacoli dal vivo, Erogazioni Art bonus, occupati nel settore culturale e Lavoratori dello spettacolo INPS ex-Enpals vedono sud e isole indietro rispetto al nordest, al centro e al nordovest.

Le distanze misurate fra le diverse aree del Paese riguardano i luoghi del patrimonio, “situati per il 46% nel Nord Italia, per il 29% nel Centro e per il 26% nel Sud e nelle Isole. Se prima della pandemia la quota di popolazione residente che aveva visitato un museo o una mostra almeno una volta nell’ultimo anno si attestava intorno al 32%, nel 2022 essa è scesa a poco più del 22%, con tassi dimezzati ulteriormente fra le persone con più di 65 anni e fra i residenti nelle Regioni del Sud. Nel Centro-Nord prevalgono i musei, le raccolte e le gallerie (77%); nel Centro-Sud e nelle Isole, invece, le aree e i parchi archeologici (78%). Per i monumenti e le aree archeologiche la percentuale di residenti in Italia che li ha frequentati almeno una volta è variata dal 27,4% del 2019 al 20,7% del 2022”.

Anche “la distribuzione del pubblico delle biblioteche italiane vede una netta polarizzazione nelle Regioni del Nord rispetto al Sud e alle Isole, con valori che sono in linea con la corrispondente consistenza dell’offerta bibliotecaria”.

DISEGUAGLIANZE DI SALUTE IN ITALIA

Spostando l’attenzione dall’ambito culturale, anche le politiche sanitarie riflettono la struttura e la crisi del sistema italiano odierno, in cui persistono fratture storiche e diseguaglianze negli indicatori di welfare tra le regioni del Paese.

Lo svantaggio della zona meridionale del Paese si manifesta attraverso le condizioni economiche, sociali e culturali, e di riflesso, sotto il profilo della qualità dell’assistenza sanitaria. Alle diseguaglianze storiche si sono aggiunte, negli ultimi venti anni, nuove questioni legate all’invecchiamento della popolazione, all’immigrazione, alla disponibilità di nuove tecnologie biomediche.

PUÒ UNA MOSTRA DIVENTARE UNO STRUMENTO DI RIFLESSIONE POLITICA PER LA SICILIA?

In questo contesto si inserisce “Abbiamo Tutto Manca il Resto”, la prima edizione della Quadriennale transdisciplinare diffusa dedicata alla Sicilia per denunciare, combattere, trasformare con l’Arte, a cura di Farm Cultural Park, in collaborazione con Isola Catania, Ué Eventi Urbani e il Comune di Aragona, e col supporto di Dolciaria Di Stefano.

Tre giorni di “Odissea Sicilia”, dal 20 al 22 giugno 2024, tra Aragona, Catania, Favara, Gela, Mazzarino e Butera, una mostra diffusa che coinvolge artisti, fotografi, architetti, designer, scenografi, videomaker, imprenditori sociali, fisici quantistici, giuristi e creativi di diverse generazioni, che affrontano temi come la diaspora dei siciliani (sono 560mila i giovani andati via negli ultimi dieci anni); la migrazione (cercando di ripensare luoghi, politiche e pratiche di accoglienza); le opere pubbliche incompiute, in particolare per rigenerare ad Aragona un Auditorium, incompiuto da trent’anni, e costruire una proposta di legge da presentare in Parlamento.

La mostra ospita opere, installazioni e riflessioni su identità e stereotipi della Sicilia, mafie e burocrazie ottuse, natura e cambiamento climatico, condizione femminile e parità di genere; racconta “l’abbiamo tutto” con slanci necessari di speranza e il “manca il resto” con la crudezza dei dati che inchiodano le province siciliane sempre agli ultimi posti delle classifiche sulla qualità della vita.

CU NESCI ARRINESCI

I dati Istat indicano che la popolazione siciliana è scesa sotto i 5 milioni. Più di metà degli emigrati sono Under40. Ritenendola una terra senza futuro, 365mila persone, in gran parte laureate/i, hanno abbandonato la Sicilia in sette anni, oltre 91mila nel solo 2021, di cui 50.540 under 40: sono questi i numeri dei siciliani che si sono cancellati dall’anagrafe. Lavoratori, ventenni in cerca della prima occupazione, studenti o trentenni in fuga da contratti irregolari e lavoro, precario, discontinuo, sottopagato, spesso con straordinari fuori dalla busta paga oppure con ore extra da svolgere gratis.

Al 1° gennaio 2023, gli italiani iscritti all’AIRE sono 5.933.418, il 10,1% della popolazione italiana residente in patria. Mentre l’Italia perde residenti, la comunità italiana all’estero continua a crescere, sebbene a un ritmo più moderato rispetto agli anni precedenti. Il Rapporto Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes 2023 registra 815mila siciliani emigrati (8,9% del dato complessivo nazionale), sul podio con Lombardia (18,8%) e Veneto (11,4%), regioni principali fonti della diaspora italiana.

Col progetto immersivo “Agonia” dell’artista politico NUUCO viene rappresentata metaforicamente l’arretratezza dell’isola in via di spopolamento, la sua inerzia e lentezza, dove il tempo è dolorosamente dilatato e l’orologio impiega quattro secondi per muovere di un passo la lancetta dei secondi. L’arte, in tal modo, offre a tutte/i la possibilità di interrogarsi su questioni cruciali e di contribuire alla riflessione.

DALL’IGNOBILE AMAREZZA ALLA SPERANZA PER IL FUTURO

Nel titolo “Abbiamo tutto, manca il resto”, che cita una famosa battuta del noto comico isolano Pino Caruso, è contenuto il nucleo poetico, ossia evocativo e poietico della Quadriennale, all’insegna dell’amarezza e della mobilitazione politico-culturale: la Sicilia è un’esperienza agrodolce, che oscilla fra la straripante bellezza, storia, cultura, umanità e accoglienza e le carenze di infrastrutture e servizi essenziali che lasciano l’amaro in bocca.

Questa Quadriennale, in continuità con la storia della Farm Cultural Park a partire dal 2010, segna così un invito alla discussione “Politically Incorrect” con una forte connotazione generazionale, per stimolare una discussione aperta e critica su questioni sistemiche, nel solco delle precedenti iniziative di empowerment attivate nel territorio, basti pensare a “Radical she” – una quadriennale di arte per parlare dei diritti delle donne, a Sou – scuola di architettura per bambini e a Prime minister – scuola di politica per giovani donne.

Le installazioni ospitate hanno un respiro internazionale, approfondando aspetti che caratterizzano la dinamica culturale della fase storica che stiamo vivendo. Con “Victory”, di Lorendana Longo, sono rappresentate le contraddizioni e la violenza della guerra, in un corto circuito fra propaganda e realtà che costringe a fermarsi, interrogarsi e spostare il proprio punto di vista sui fenomeni.

Il progetto ha l’ambizione di “diventare una piattaforma per sollevare domande e mettere in discussione il potere regionale, esplorando criticamente i problemi che affliggono la Sicilia ma anche per accogliere proposte e soluzioni innovative per lo sviluppo sostenibile. Con la convinzione che l’arte, la cultura e la creatività siano gli strumenti più potenti per segnare l’anno zero, invertire la rotta e iniziare un nuovo corso”.

Un’arte rotta, nel senso di Caliandro, che si mescola alla realtà e aiuta a osservarla e comprenderla, un’esperienza di partecipazione culturale attraverso la quale negoziare il senso comune, lanciare provocazioni non sterili né autoreferenziali, figurare possibilità di cambiamento aperte e accessibili a chiunque.

SITOGRAFIA

Abbiamo tutto, manca il resto! https://www.abbiamotutto-mancailresto.com/

Rapporto Italiani nel Mondo 2023 – Fondazione Migrantes https://www.migrantes.it/rapporto-italiani-nel-mondo-2023/

Report BESt Sicilia 2023 https://www.istat.it/it/files//2023/11/BesT_SICILIA.pdf

Minicifre della cultura – edizione 2023: https://www.fondazionescuolapatrimonio.it/wp-content/uploads/2023/11/Minicifre-della-cultura_edizione-2023.pdf

Indagine sul pluralismo culturale nelle scuole italiane 2023: https://www.savethechildren.it/cosa-facciamo/pubblicazioni/il-mondo-in-una-classe

ABSTRACT

A brand new thought provoking exhibition, promoted by Farm Cultural Park, represents, through art thinking, the backwardness of Sicily, an island of rare landscape and cultural density, crossed by burning contradictions. The “We have everything, the rest is missing” project also marks a generational gaze and launches an appeal to build communities and imagine new social systems, in the name of peace and sustainability.

 

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Giancarlo Sciascia

Giancarlo Sciascia

Imprenditore e manager culturale con background in Economia Politica. Dal 2007 ha collaborato con numerose istituzioni italiane (Festival, Musei, Enti di ricerca) e contribuito alla realizzazione di varie startup competition all’intersezione tra gli ambiti digitale, sociale e culturale (cheFare, Culturability, Internet Festival, Falling Walls). Dal 2016 è l'Audience Developer di Fondazione Bruno Kessler. Nel 2020 ha curato il libro “Fabbricare fiducia al tempo di Covid19 e oltre” per Rubbettino.

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