skip to Main Content
LETTURE LENTE - rubrica mensile di approfondimento
In un panorama globale caratterizzato da un peggioramento dei cambiamenti climatici, da un arretramento democratico, da persistenti disuguaglianze, da un aumento delle discriminazioni, della violenza e dei conflitti, l’educazione può essere uno strumento per affrontare e prevenire questi problemi in futuro lavorando sulle nuove generazioni
© Foto di Alexander Grey su Unsplash

«Education for All means Education for Everyone»

UNESCO, GEM Report

Educazione al patrimonio: un processo trasformativo

Come sottolineato dalla Convenzione di Faro, l’arte e il patrimonio devono essere interpretati come una risorsa per riflettere, interrogarsi, (ri)conoscersi, rappresentarsi, relazionarsi, emozionarsi, crescere, rimettersi in gioco (Bodo e Mascheroni, 2021).

In questo senso educare al patrimonio può essere visto come un processo trasformativo legato ad una serie di parole chiave come apprendimento, intergenerazionalità, accoglienza, relazione, in cui l’arte diviene al servizio della comunità come riverbero del tempo e della storia.

Non solo. Come ricorda l’Unesco (Education transforms lives), la costruzione di società più pacifiche, giuste e sostenibili inizia con l’educazione. Essa influenza tutti gli aspetti della nostra vita quotidiana e le nostre prospettive generali, oltre ad avere un impatto sulla salute e sull’ambiente. In un panorama globale caratterizzato da un peggioramento dei cambiamenti climatici, da un arretramento democratico, da persistenti disuguaglianze, da un aumento delle discriminazioni, della violenza e dei conflitti, l’educazione può essere uno strumento per affrontare e prevenire questi problemi in futuro lavorando sulle nuove generazioni.

Partendo da questi assunti, l’articolo propone una lettura delle recenti riflessioni dell’Unesco sui temi dell’educazione all’arte e alla cultura con un focus sul Framework for Culture and Arts Education adottato lo scorso 15 febbraio.

UNESCO Framework for Culture and Arts Education: il legame imprescindibile tra cultura ed educazione

Lo scorso 15 febbraio si è tenuta ad Abu Dhabi la UNESCO Conference on Culture and Arts Education in cui Stati membri dell’Unesco hanno adottato all’unanimità il “Quadro globale per l’educazione alla cultura e alle arti” (UNESCO Framework for Culture and Arts Education)1.

Questo documento strategico rappresenta un’opportunità fondamentale per rafforzare il consenso globale sul nesso tra cultura ed educazione e per promuovere politiche e azioni integrate per lo sviluppo inclusivo e olistico degli individui e delle società.

Nel 2021 gli Stati membri dell’Unesco avevano infatti richiesto un processo di concertazione per sviluppare una riflessione sul rapporto tra educazione, cultura ed arti che sfociasse in un documento di piano. Il Quadro è il risultato di questo processo e si basa così sul lavoro dell’ente in questi settori.

Una volta adottato, il Quadro costituirà uno strumento fondamentale per gli Stati membri al fine di definire strategie e politiche integrate che ancorino la dimensione culturale nei sistemi educativi e li aiutino ad investire nella formazione di abilità e competenze, in particolare attraverso la cultura e le arti, rispondendo alle sfide contemporanee ed alle opportunità future.

Sviluppo sostenibile, educazione alla sostenibilità e partenariati territoriali: il “Framework for Culture and Arts Education” dello scorso 15 febbraio

Il “Framework for Culture and Arts Education” considera l’educazione alla cultura e alle arti come un ecosistema che comprende attività educative per tutte le persone, erogate in tutti i contesti formali e non formali, utilizzando diverse pedagogie – in particolare quelle che abbracciano diverse prospettive culturali come attività, pratiche, espressioni, materiali e metodologie diverse.

Il Quadro interpreta inoltre la cultura come trigger di un insieme di processi, valori e dialoghi interculturali che si ritrovano in uno spazio comune di conoscenza, collaborazione e inclusione.

Un luogo simbolico che abbraccia e promuove la collaborazione tra più soggetti e ampi partenariati intersettoriali: ricercatori, comunità locali, settore privato, fondazioni, organizzazioni della società civile, istituzioni educative e culturali, enti governativi, siti commemorativi e del patrimonio, luoghi di culto.

Il documento identifica anche degli obiettivi che, riconosciuti come strategici, dovrebbero essere da guida per il futuro dell’educazione: 1) accesso, inclusione ed equità nella cultura e nell’educazione artistica e attraverso di essa; 2) apprendimento di qualità, lungo tutto l’arco della vita, in e attraverso l’educazione culturale e artistica; 3) valorizzazione della diversità culturale e capacità di impegno critico; 4) sviluppo di competenze per dare forma a futuri resilienti, giusti e sostenibili; 5) istituzionalizzazione e valorizzazione degli ecosistemi di educazione culturale e artistica.

Come attuare tutto ciò?

Il Framework indica alcune strade mettendo in evidenza la necessità di attivare processi di partnership, governance e nuove esperienze di conoscenza.

Si propone infatti di lavorare sui learning environments attraverso una visione che mette al centro non solo i discenti, ma anche i nostri luoghi culturali: ampliare cioè il concetto di spazi per l’apprendimento instaurando una cooperazione più sostenuta con i luoghi formali e non formali come scuole specializzate, musei, gallerie, biblioteche, luoghi di spettacolo, poli creativi, città e comuni,

compresi i membri della Rete delle Città Creative dell’Unesco e della Rete Globale delle Città dell’Apprendimento. Questo approccio apre nuovi orizzonti di scambio interdisciplinare attraverso varie modalità, come il learning-by-doing, mentorship e stage, nonché partnership pubbliche e private, per arricchire le esperienze educative.

Esse stesse potrebbero diventare vere e proprie learning experiences, come le definisce il Rapporto, in cui i sistemi di conoscenza locali, le risorse tangibili e intangibili, le espressioni culturali diventano volano di valorizzazione dei territori e dei valori di cittadinanza attiva. Gli artisti e gli operatori culturali diventerebbero così espressione di un “patrimonio vivo” locale.

Il tutto cercando il più possibile di diversificare e allo stesso tempo di specializzare la professione del docente assicurandosi che incarni la ricca diversità culturale all’interno delle società, per promuovere la cura e il sostegno comuni, lo scambio di conoscenze e la co-creazione necessari per la trasformazione e il cambiamento.

In ultimo, ma non per importanza, il Rapporto insiste su due processi fondamentali: 1) la valorizzazione e mobilitazione dei finanziamenti – anche grazie a partenariati pubblici e privati – per lo sviluppo di ecosistemi di collaborazione tra soggetti diversi, attraverso una riorganizzazione del sistema amministrativo – burocratico; 2) il rafforzamento dei sistemi di valutazione e ricerca verso piattaforme sistematiche, complete, collaborative, interdisciplinari per lo sviluppo di una solida raccolta dati, analisi e monitoraggio.

La costruzione del Framework: il processo di concertazione

Per comprendere a fondo questo documento è importante risalire non solo alle riflessioni dell’ente in termini di arte e cultura, ma anche ricapitolare quelli che, negli anni, sono stati alcuni dei documenti elaborati dall’Unesco in termini di educazione.

Sin dalla sua fondazione, 75 anni fa, l’Unesco ha promosso diversi report globali per ripensare il ruolo dell’educazione nei momenti chiave di trasformazione della società. Ha cominciato nel 1972, con il rapporto della Commissione Faure dal titolo “Learning to Be: The World of Education Today and Tomorrow”, proseguendo poi nel 1996 con il rapporto della Commissione Delors, “Learning: The Treasure Within”. Entrambi i rapporti furono accurati e influenti; tuttavia, negli anni recenti, il mondo è cambiato radicalmente.

Successivamente nel 2006 era stata adottata a Lisbona la “Road Map for Art Education4 che si poneva l’obiettivo di indagare sul ruolo dell’educazione artistica in relazione ai bisogni di creatività e di sensibilizzazione culturale del XXI secolo, e individuava le strategie indispensabili ad introdurre a promuovere l’educazione alle arti nell’ambito dell’apprendimento.

La “Seoul Agenda: Goals for the Development of Arts Education3 del 2010 raccoglie le raccomandazioni della Road Map in un documento di advocacy in cui si invitano gli Stati membri dell’Unesco, la società civile, le organizzazioni professionali e le comunità a: 1. assicurare che l’educazione artistica (e.a.) sia accessibile come componente fondamentale e sostenibile di un rinnovamento educativo di alta qualità; 2. lavorare affinché le attività e i programmi di e.a. siano di alta qualità nella concezione e nella realizzazione; 3. applicare i principi e le pratiche dell’e.a. per contribuire a risolvere le sfide sociali e culturali che il mondo di oggi deve affrontare.

In questo documento, seppur esso sia strategico e non entri nel dettaglio di specifiche azioni, emergono già parole chiave importanti come benessere, innovazione (riferita a pratiche e metodologie), educazione all’arte per promuovere l’inclusione e il dialogo tra le culture. Il tutto proposto in un quadro politico che promuove la arts education come “processo motivante” per migliorare il coinvolgimento degli studenti e ridurre i livelli di abbandono scolastico.

Si parla invece di educazione come “bene comune globale” nel documento del 2015 “Rethinking education: towards a global common good?. Il concetto di “bene comune” presuppone processi partecipativi e generativi fondamentali per la governance democratica dell’educazione in una società in rapida trasformazione. In questo senso l’educazione si configura come un processo che può offrire l’opportunità di guidare il cambiamento alla luce di alcuni valori fondamentali condivisi come: il rispetto della vita e della dignità umana, l’uguaglianza dei diritti, la giustizia sociale, la diversità culturale, la solidarietà.

Arriviamo quindi fino al 2021 in cui, durante i lavori della 41ma Conferenza Generale dell’Unesco, è stato presentato il rapporto “Reimagining our Futures together: A new social Contract for Education”2, elaborato dalla Commissione Internazionale sui Futuri dell’Educazione. Le riflessioni guardano a due obiettivi: il rispetto dei diritti umani e l’interesse per l’educazione, intesa come bene comune, devono diventare la trama che unisce le nostre comunità e i futuri ad esse connessi.

Come sostiene il rapporto, questi due principi universali devono diventare ovunque fondamentali nei diversi contesti territoriali e culturali.

Riferimenti ai documenti di piano esistenti: un tema aperto

Complessivamente, per quanto riguarda il Framework, ci si chiede come esso si ponga rispetto ai documenti di piano esistenti che vengono citati ma, rispetto ai quali, non si fa riferimento ad indicatori, strategie e/o azioni specifiche.

A partire dal Global Education Monitoring Report (GEM) che – benchmark di settore 2 – esplora e propone di monitorare i progressi nel raggiungimento dei traguardi di sviluppo sostenibile previsti dall’Agenda ONU 2030, in particolare riguardo l’Obiettivo 4. In questo ambito, l’edizione del 2023 del Rapporto, esplora le possibili sinergie tra educazione e nuove tecnologie non solo attraverso dati quantitativi, ma proponendo domande più profonde che riguardano il possibile superamento della disparità di genere in educazione.

Dal punto di vista del tema arte e cultura, non si cita invece l’importante documento Culture 2030 che, redatto dall’Unesco nel 2020, ha l’obiettivo di misurare e monitorare il contributo che la cultura può offrire all’interno del framework degli obiettivi dello sviluppo sostenibile. Il documento che proponeva lo sviluppo di 22 indicatori specifici relativi alle performance della cultura, si poneva come ponte con altre pubblicazioni che l’Unesco aveva messo a disposizione negli anni. Si pensi per esempio al Culture for Development Indicators (CDIS) del 2014 che suggeriva una serie di indicatori come testimonianza del ruolo multidimensionale della cultura nei processi di sviluppo, oppure al The 2009 UNESCO framework for cultural statistics (FCS) che offriva un possibile approccio all’identificazione, definizione e valutazione degli indicatori culturali.

Ci rincuora, come docenti, educatori ed operatori culturali, ritrovare tra le pagine scritte dall’Unesco osservazioni necessarie sulla possibilità di far dialogare i mondi dell’educazione e della cultura. Riflessioni che da sempre animano le nostre occasioni di confronto e le visioni che condividiamo con i diversi soggetti che, a vario titolo, si occupano di questi settori.

Rimane comunque aperta l’opportunità di creare un dialogo più stretto tra cultura ed educazione anche facendo tesoro delle visioni di medio e lungo periodo fino a qui condivise dai soggetti istituzionali internazionali che, con ruoli diversi, si sono occupati di questi temi.

Sarebbe auspicabile, infatti, che la letteratura di riferimento fino a qui prodotta, potesse essere davvero una base solida da cui partire per sviluppare le strategie e le azioni proposte nel Framework for Culture and Arts Education.

Bibliografia essenziale

UNESCO (2024), UNESCO Framework for Culture and Arts Education, disponibile qui.

UNESCO – International Commission On The Futures Of Education (2021), Reimagining our futures together: a new social contract for education, UNESCO, Paris.

UNESCO (2010), Seoul Agenda: Goals for the Development of Arts Education, UNESCO, Paris.

UNESCO (2006), Road Map for Art Education, The World Conference on Arts Education, Lisbon. Qui la traduzione.

 ABSTRACT

The nexus between art, culture, and education holds transformative potential, as emphasized by the Faro Convention, framing heritage as a resource for reflection and self-recognition. UNESCO’s Framework for Culture and Arts Education, adopted unanimously on February 15th, signifies a pivotal opportunity to bolster global consensus on this linkage. This strategic document advocates for integrated policies fostering inclusive individual and societal development. Anchored in intergenerational learning and cultural diversity, it envisions education as a catalyst for fostering resilient, just, and sustainable futures. It aims to reframe learning environments through collaborative partnerships and innovative pedagogies, leveraging cultural institutions as educational hubs. Despite its strategic nature, the framework prompts critical dialogue on aligning it with existing educational blueprints, advocating for a cohesive approach to leverage cultural and educational synergy for holistic societal advancement.

 

Clicca qui e leggi gli altri articoli della sezione “POLITICHE PER LA CULTURA” di LETTURE LENTE

Emanuela Gasca

Emanuela Gasca

Emanuela Gasca è Architetto per il restauro specializzata nella valorizzazione dei beni culturali. Dal 2015 è docente di Storia dell’Arte nelle scuole secondarie di secondo grado. Qui promuove progetti di valorizzazione turistica del territorio attraverso la STEAM education. È stata ricercatrice presso il Politecnico di Torino e l’Istituto Superiore sui Sistemi Territoriali per l’Innovazione. Fino al 2022 ha collaborato con la Fondazione Fitzcarraldo come ricercatrice senior sulle politiche museali e il management del turismo. Delegata regionale della SISTUR (Società Italiana di Scienze Turistiche) e coordinatrice del gruppo di lavoro “Valutazione dei musei e studi sui visitatori” di ICOM Italia, è autrice di molte pubblicazioni a tema tourism management, sviluppo locale e politiche museali.

© AgenziaCULT - Riproduzione riservata

Back To Top