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LETTURE LENTE - rubrica mensile di approfondimento
Essere agenti di cambiamento con il Forum Disuguaglianze Diversità

UN PERCORSO DI CO-PROGETTAZIONE IN RISPOSTA A UNA DOMANDA DI FORMAZIONE

Il Forum Disuguaglianze e Diversità (ForumDD) è un “think and do” che dal 2018 unisce organizzazioni di cittadinanza attiva, ricercatori e ricercatrici con l’obiettivo di promuovere la giustizia sociale e ambientale attraverso politiche pubbliche e azioni collettive che riducano le disuguaglianze. Nel 2019 abbiamo pubblicato il Rapporto “15 Proposte per la giustizia sociale” e, da allora, conduciamo sperimentazioni territoriali per l’attuazione delle proposte, produciamo analisi e promuoviamo strumenti operativi per la riduzione delle disuguaglianze. con un metodo di lavoro che unisce sempre cittadinanza attiva e mondo della ricerca.

Negli anni abbiamo ricevuto un numero crescente (ad oggi oltre un migliaio) di richieste di formazione da parte di “agenti di cambiamento”: soggetti singoli, collettivi, enti pubblici, del privato-sociale, tutti accomunati dall’impegno in progetti di cambiamento volti alla giustizia sociale e ambientale. Questa domanda di formazione ci ha mostrato un impegno e una determinazione forte e diffusa, insieme alla grande difficoltà nella costruzione di un consenso ampio intorno alle idee e all’operato degli e delle agenti di cambiamento a causa del senso comune egemone poggiato su valori, credenze e concezioni del mondo lontane della giustizia sociale e ambientale.

E così, tra il 2022 e il 2023, attraverso seminari e focus group in diversi luoghi d’Italia, abbiamo co-progettato una risposta a questa domanda di formazione coinvolgendo circa 200 agenti di cambiamento.

UNA SCUOLA PER LA GIUSTIZIA SOCIALE E AMBIENTALE

La Scuola per la giustizia sociale e ambientale si pone due obiettivi: capacitare agenti di cambiamento e contribuire al cambiamento del senso comune egemone.
Per perseguirli, intende combinare diversi dispositivi di offerta formativa:

  • la piattaforma di e-learning NuoviEquilibri con le parole chiave della giustizia sociale e ambientale fruibili in formato video e podcast;
  • moduli formativi in presenza e itineranti per classi di 30 agenti di cambiamento;
  • l’accompagnamento sul campo di agenti di cambiamento per il perseguimento di una sfida, una visione, un obiettivo di giustizia sociale e ambientale;
  • il “Laboratorio del senso comune” per creare e divulgare conoscenza sui meccanismi di trasformazione del senso comune, con un focus particolare sul ruolo dell’arte, attraverso seminari e progetti artistici pilota.

Il metodo di co-progettazione della Scuola e il metodo didattico che la caratterizzano sono figli dello stesso approccio, ispirato dalla pedagogia critica di Paulo Freire e bell hooks. Se la storia è un tempo di possibilità e non di determinismo, se il futuro è problematico, ma non inesorabile, non serve una pedagogia politica “depositaria”, basata su dogmi, verità intoccabili e nozioni da accumulare, servono invece comunità di apprendimento che ruotano intorno alle esigenze degli e delle agenti di cambiamento con programmi flessibili, capaci di letture critiche della realtà e capaci di valorizzare il contributo di conoscenza e di esperienza che ognuno può dare, andando anche fuori dalle aule dei moduli formativi, nei progetti di “artivismo” e nei processi di accompagnamento sul campo.

L’EDIZIONE ZERO DELLA SCUOLA

La Scuola ha appena lanciato la sua edizione 0. A Genova, il 20 e il 21 aprile, negli spazi dei Giardini Luzzati, verrà presentata la piattaforma NuoviEquilibri e si terranno in contemporanea il primo modulo formativo e il primo seminario del Laboratorio sul senso comune. La seconda tappa sarà Alessandria, dove si svolgerà il secondo modulo formativo l’11 e il 12 maggio presso la sede dell’associazione Cultura&Sviluppo. Prossime tappe verranno annunciate a breve.

La piattaforma NuoviEquilibri raccoglierà progressivamente le 100+ parole che il ForumDD trova essenziali per ogni strategia di cambiamento. Sarà accessibile gratuitamente a partire dal 20 aprile con il primo nucleo di 10 parole. Speriamo serva ad orientare nella babele di parole e interpretazioni che costellano il dibattito pubblico sulle disuguaglianze.

Nel primo modulo formativo, aperto a 30 agenti di cambiamento e intitolato Una trasformazione ecologica giusta: il welfare energetico locale”, verrà analizzata la crisi climatica ed energetica nella sua interrelazione con la riduzione del welfare state e l’evidenza di nuove forme di povertà. A partire da una ricerca-azione svolta dal ForumDD in 5 contesti territoriali, da nord a sud, si metteranno a fuoco le cause della povertà energetica e le possibilità di intervento combinando politiche ambientali e politiche sociali.

Il secondo modulo formativo, anch’esso aperto a 30 agenti di cambiamento e intitolato “Giustizia sociale e disuguaglianze educative: visioni, approcci, pratiche e strumenti”, combinerà saperi teorici e pratici sul contrasto alle disuguaglianze educative, il cui riequilibrio è una precondizione fondamentale per lo sviluppo dei luoghi. In particolare, si lavorerà sulla costruzione e la gestione di Patti Educativi Territoriali e di Comunità, considerati strumenti operativi di grande potenzialità, a partire da esperienze prototipali in corso in diverse parti d’Italia.

IL LABORATORIO SUL SENSO COMUNE: UNA PROSPETTIVA INEDITA SULL’ARTE

Il Laboratorio sul senso comune è la componente della Scuola che porta il ForumDD verso nuovi orizzonti tematici: per la prima volta ci occupiamo di arte, connettendola al tema del senso comune.

Siamo partiti dall’idea che il cambiamento del senso comune egemone è oggi indispensabile affinché abbiano successo le azioni collettive e le politiche pubbliche volte a una maggiore giustizia sociale. Le espressioni del senso comune, infatti, si innalzano come ostacoli al consenso su quelle politiche e azioni. Basti pensare alle interpretazioni dominanti di alcune parole centrali nel dibattito pubblico: merito, associato all’accumulazione di patrimonio, anziché all’utilità sociale del pensare e dell’agire; povertà, attribuita al non impegno delle persone, anziché al loro contesto di nascita e vita; pubblico, sinonimo di cattiva gestione delle risorse, anziché di gestione nell’interesse generale; migrante, identificato come una minaccia identitaria e alla sicurezza, anziché come l’espressione della libertà di exit.
Queste interpretazioni dominanti conducono verso determinati giudizi e comportamenti che rendono difficile l’operato degli agenti di cambiamento. Ecco perché occorre un’elevata comprensione dei meccanismi che generano e che cambiano il senso comune.

Nel processo di co-progettazione abbiamo dedicato seminari e focus group al senso comune, coinvolgendo persone che lo studiano in diversi settori disciplinari. Abbiamo così individuato i dispositivi che possono cambiarlo, se combinati tra loro: l’informazione, la comunicazione via mass media e social media, la discussione pubblica, la mobilitazione e l’arte.

L’arte può avere, infatti, un effetto spiazzante, può emozionare e spingere verso nuovi schemi di lettura della realtà, ma occorre capire bene quali traiettorie percorrere perché ciò possa essere di supporto alle azioni e alle politiche per la giustizia sociale e ambientale.
Le neuroscienze, attraverso prove empiriche, parlano di una universalità nella reazione alla fruizione artistica: di fronte ad un’opera d’arte visiva, a prescindere dalla cultura e conoscenza delle opere, gli esseri umani reagiscono con la cosiddetta “simulazione incarnata”, cioè sentono le sensazioni e le azioni raffigurate, anche se può variare il giudizio sull’opera. A fronte di questa universalità della reazione alla fruizione artistica, i dati sulla partecipazione culturale rilevano però che l’arte è ancora privilegio di una piccola parte della popolazione. Sebbene ci sia ancora molto lavoro da fare sull’ampliamento della partecipazione culturale, osserviamo già da anni pratiche artistiche nello spazio pubblico con un potente impatto sul consueto modo di interpretare la storia, come gli interventi su statue e monumenti legati al movimento Black Lives Metter, vediamo film come Welcome Venice di Andrea Segre sostenere e far avanzare una proposta di legge sulla regolamentazione degli affitti brevi, vediamo istituzioni museali come la Fondazione Querini Stampalia o nuovi centri culturali come Base Milano fare un grande lavoro sulla decolonizzazione degli immaginari, sulla rappresentanza delle persone LGBTQIA+, sull’allargamento delle voci e delle istanze contenute, elaborate, rilanciate. Vediamo un’arte politica e vediamo istanze politiche che riescono a raggiungere più persone attraverso l’arte.

Il Laboratorio per il cambiamento del senso comune vuole elaborare un impianto concettuale che aiuti a rendere più intenzionale il ruolo delle pratiche artistiche nel cambiamento del senso comune in direzione della giustizia sociale. E vuole anche supportare progetti artistici sperimentali a supporto di mobilitazioni politiche.

Questo non vuole dire pensare che l’arte debba necessariamente avere un fine o essere strumentale o di supporto a qualcosa. Vuol dire solo riconoscerne alcune evidenti potenzialità e facilitare uno spazio di riflessione e azione comune per artisti e artiste che interpretano il proprio lavoro come agenti di cambiamento, altri enti e gruppi impegnati nelle stesse battaglie politiche, sociali, di senso.

A Genova, il 20 aprile, il primo seminario pubblico del Laboratorio prenderà il via da un non paper elaborato in corso di co-progettazione, intitolato “Senso comune, giustizia sociale e arti”, che verrà discusso da 9 relatori e relatrici di fama internazionale, insieme a 40 persone che si candideranno a partecipare entro il 31 marzo.

ABSTRACT

The Forum Disuguaglianze Diversità proposes the 0 edition of its “Scuola per la giustizia sociale e ambientale”, a wandering project aimed at changemakers, which will start in Genoa on 20-21th April. The School proposes an educational system that brings together live courses, an e-learning platform, field mentorship and a “Laboratorio per il cambiamento del senso comune”, focused on artistic practices. The article tells the School and its co-design process, focusing on the Laboratory aimed to investigate the ability of art to displace and reorient common sense, i.e. beliefs and values guiding our way of being and acting.

 

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Alessia Zabatino

Alessia Zabatino, economista della cultura e PhD in Pianificazione territoriale e politiche pubbliche di territorio, si occupa di politiche e processi di sviluppo umano e territoriale in aree a bassa densità demografica. Ha lavorato come progettista della Strategia Nazionale per le Aree interne, come coordinatrice delle aree di radicamento territoriale della ONG ActionAid International Italia, come consulente strategica e di programmazione per PA e fondazioni. Fa parte del gruppo di coordinamento del Forum Disuguaglianze Diversità ed è consulente della Fondazione Compagnia di San Paolo.

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