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LETTURE LENTE - rubrica mensile di approfondimento
All’interno della collaborazione editoriale con Hangar Piemonte, questo mese ospitiamo una riflessione sul tema dell’accessibilità, un concetto ampio che coinvolge anche la comunicazione e le narrazioni. Dove c’è accesso al linguaggio, la democrazia si consolida e l’inclusione aumenta. Le narrazioni accessibili favoriscono anche la diffusione dei prodotti culturali e di intrattenimento, con alcuni accorgimenti da applicare per incontrare differenti profili di fruitori, soprattutto quando si scelgono canali digitali e web
© Foto di Towfiqu barbhuiya su Unsplash

COSA SONO L’ACCESSIBILITÀ E LE NARRAZIONI ACCESSIBILI?

Definiamo accessibile qualcosa che è di facile accesso. Di solito al concetto di accessibilità si contrappone quello di barriera che impedisce o complica la fruizione di un servizio. Il caso delle barriere architettoniche è il più conosciuto: chiunque di noi ha avuto esperienza di come una scala, un marciapiede interrotto, l’assenza di ascensore, diventi un ostacolo quando una ragione di carattere motorio (usare una sedia a rotelle o stampelle, condurre un passeggino, ecc.) ci impedisce di accedere a un edificio o a una strada.
Ma l’accessibilità non è solo una questione architettonica; la ritroviamo in molti ambiti del nostro vivere quotidiano, inclusa la comunicazione digitale.

L’AGID (Agenzia per l’Italia Digitale) descrive l’accessibilità come “la capacità dei sistemi informatici di erogare servizi e fornire informazioni fruibili, senza discriminazioni, anche da parte di coloro che a causa di disabilità necessitano di tecnologie assistive o configurazioni particolari.”

L’accessibilità è quindi il diritto di ogni persona ad accedere a informazioni e documenti utili a portare avanti le proprie attività quotidiane.

Nei primi anni ‘80, Tullio De Mauro e Maria Emanuela Piemontese lanciarono un progetto all’avanguardia in Europa: dueparole, la prima rivista a “scrittura controllata” in Italia. dueparole apriva la narrazione di testi di uso quotidiano, come gli articoli di giornale, alle persone che hanno bisogno di testi informativi molto leggibili e comprensibili.

Scriveva Tullio de Mauro: «Le parole sono fatte, prima che per essere dette, per essere capite. Chi non si fa capire viola la libertà di parola dei suoi ascoltatori. […] Chi è al servizio di un pubblico ha il dovere costituzionale di farsi capire.» Le narrazioni accessibili, siano esse su supporti cartacei o digitali, sono quelle che rispettano il principio di comprensibilità: si fanno capire perché usano la lingua e le tecnologie in modo aperto, come canale di comunicazione universale fruibile da più persone possibile.

A COSA SERVE L’ACCESSIBILITÀ DELLE NARRAZIONI?

Durante il Festival DiParola, Maria Emanuela Piemontese ha parlato dei progetti di semplificazione linguistica iniziati dalle amministrazioni pubbliche italiane negli ultimi decenni, e degli ostacoli che li hanno rallentati. Piemontese ha ricordato come in Italia esista un forte pregiudizio verso tutto ciò che è semplice, perché si tende a confondere la semplificazione con la banalizzazione.

Eppure, per semplificazione non si intendono solo la chiarezza e la semplicità linguistica, ma anche la precisione. La lingua è uno strumento di creazione di mondi nuovi: serve per esercitare la cittadinanza e vivere in maniera più degna e umana in società.

La democratizzazione del sapere è uno dei primi motivi per cui le narrazioni accessibili sono importanti. Lo dicono anche la Dichiarazione universale dei diritti umani (1948) e i principi dell’Unione Europea, che sanciscono il diritto alla conoscenza, a una educazione di qualità, alla espressione delle potenzialità personali, alla partecipazione alla vita sociale e culturale degli individui.

Democratizzare il sapere smonta il gatekeeping (traducibile come “controllare i cancelli”), cioè la dinamica per cui una o più persone si arrogano il potere di dare o negare l’accesso a una comunità o a un’identità. Le persone che occupano posizioni di rilievo o di potere in un determinato ambito possono decidere se tenere aperti o chiusi i cancelli del sapere, e uno strumento potente per farlo è proprio l’uso della lingua.

Le narrazioni accessibili favoriscono anche la diffusione dei prodotti culturali e di intrattenimento. Un esempio è il digital storytelling usato da molti musei: si tratta di un racconto breve con testi, immagini, video, effetti sonori, che combina la narrativa tradizionale con quella creativa del mezzo digitale. Quello dei musei è solo un esempio. Tutte le pagine web, le piattaforme social e di email, i bancomat o gli schermi interattivi negli uffici pubblici sono spazi di narrazione e, in quanto tali, devono essere accessibili.

COME SI FA A RENDERE LE NARRAZIONI ACCESSIBILI?

Per rendere le narrazioni accessibili è importante uscire dall’ottica della narrazione unica e ricordare che le persone possono fruire dei contenuti digitali in modi diversi tra loro.

Per esempio, se ci chiedessimo “come leggono le persone sul web?”, daremmo una risposta influenzata dalla nostra esperienza personale.

Il Nielsen-Norman Group ha identificato diversi schemi di lettura che le persone adottano quando accedono ai contenuti web. A volte scansioniamo le pagine e saltiamo direttamente alla porzione di testo che ci interessa; se vogliamo approfondire un testo, come un articolo di giornale o una pagina Wikipedia, tendiamo a leggere riga dopo riga, senza saltare i paragrafi. E poi ci sono tutti i sistemi hardware e software – dispositivi di puntamento oculare, software di ingrandimento dello schermo, screen reader, ecc. – che permettono alle persone cieche, ipovedenti o con altre disabilità di leggere i testi sul web. Viste le numerose possibilità di lettura sul digitale, è importante che qualsiasi testo sia ideato e sviluppato per essere accessibile al più ampio numero di persone. Gli studi sull’usabilità dei testi web condotti dal Nielsen-Norman Group nel settore scientifico, tecnologico e medico, hanno dimostrato che anche le persone con un grado di educazione più alto preferiscono leggere informazioni facili da scansionare e da comprendere. Questo perché, generalmente, chiunque ha il desiderio di navigare sul web e arrivare prima possibile al succo del messaggio.

COME FARE, QUINDI, PER RENDERE LE NARRAZIONI CHIARE, ACCESSIBILI E FRUIBILI?

Il principio di base è usare il linguaggio chiaro, che in inglese viene definito plain language. Le tre tecniche fondamentali per scrivere in modo chiaro e accessibile sono:

  1. Scegliere parole familiari al pubblico di riferimento

Evitiamo parole complicate o forbite che possono confondere chi legge. Se un concetto può essere espresso con due parole dal significato simile, scegliamo il termine che è più probabile venga usato nel linguaggio comune del nostro pubblico.

  1. Usare frasi e paragrafi brevi

Le frasi più comprensibili contengono poche parole. Se possiamo trasmettere le stesse idee con meno parole, facciamolo. Eliminiamo le parole superflue che aggiungono poco valore al messaggio, come le ridondanze, le espressioni gergali, gli avverbi in -mente, le frasi generiche che non apportano contenuti utili.

  1. Seguire le regole di formattazione per la leggibilità web

Un contenuto ben formattato aiuta tutte le persone, a prescindere dalle loro capacità di lettura, a trovare facilmente informazioni in una pagina web. Le tecniche di formattazione web attirano l’attenzione sugli elementi più importanti del testo, aiutano le persone a scansionare più in fretta le pagine e ad accedere alle aree di loro interesse.

Le convenzioni di formattazione web più comuni ed efficaci sono:

  • Inserire titoli per definire e descrivere gli argomenti trattati.
  • Usare elenchi puntati e tabelle per semplificare i contenuti complessi.
  • Lasciar respirare il testo con spazi bianchi e rientri.
  • Evidenziare in grassetto parole e frasi chiave.
  • Per i testi più lunghi, inserire un riassunto a inizio pagina o un indice di navigazione dei contenuti.

Infine, è importante ricordare che anche i contenuti multimediali come immagini e video devono essere accessibili e leggibili dalle tecnologie assistive. Per questo, le immagini che carichiamo sul web dovrebbero avere un testo alternativo, i video dovrebbero essere sottotitolati e i file audio accompagnati da trascrizioni testuali.

Chiunque di noi può iniziare a creare narrazioni accessibili con questi accorgimenti: piccoli ma forti mattoni che permettono a molte più persone di fruire dei contenuti e sentirsi così incluse nella divulgazione del sapere.

Leggi anche gli altri articoli pubblicati nell’ambito del percorso di collaborazione tra Letture Lente e Hangar Piemonte:

Diversity Manager, guida del cambiamento nelle istituzioni culturali

Black Italia. Memorie e contro-storie di resistenza

Violenza epistemica e orientamento al ribasso: (ri)pensare la scuola per le nuove generazioni

L’amministrazione condivisa dei beni comuni: verso nuove forme di democrazia contributiva

Cosmotecnica, ecologia e tecnologia

Muse artificiali: comprendere l’Arte nell’Era dell’IA

L’immagine algoritmica e l’estetica dell’invisuale

La partecipazione culturale è sinonimo di comunità?

Educazione e colonialità

Le istituzioni culturali italiane per i diritti LGBTQ+

Curare / ricreare / ri-mediare / fare-futuri

Trasformare le istituzioni culturali. Prospettive decoloniali di un processo creativo. Marie Moïse intervista Françoise Vergès

Dove va la partecipazione democratica?

Le strade della partecipazione

Agenzia per la trasformazione culturale. La visione generativa di Hangar Piemonte

ABSTRACT

Accessibility is a broad concept that also involves communication and narratives. Where there is access to language, democracy is consolidated and inclusion increases. Accessible narratives also favour the dissemination of cultural and entertainment products, with some tricks to be applied to meet different user profiles, especially when digital and web channels are chosen.

 

Clicca qui e leggi gli altri articoli della sezione “POLITICHE PER LA CULTURA” di LETTURE LENTE

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Alice Orrù

Alice Orrù è content writer e traduttrice tech specializzata in linguaggi inclusivi e accessibili per il web. Dal 2015 collabora con la comunità open-source di WordPress. Negli ultimi anni ha formato decine di aziende italiane sui temi della comunicazione digitale inclusiva. Ha scritto, insieme a Valentina Di Michele e Andrea Fiacchi, il primo manuale pratico di scrittura inclusiva e accessibile: si intitola "Scrivi e lascia vivere" (ed. Flacowski).

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