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LETTURE LENTE - rubrica mensile di approfondimento
Il decreto interministeriale per la valorizzazione dei comuni a vocazione turistico-culturale si configura come un passo cruciale per riconoscere, sostenere e sviluppare i comuni della Rete delle Città Creative dell’UNESCO in Italia, costituendo un unicum nel panorama internazionale
© Women Traveling in Bologna City, Ross Helen, Canva

Il 4 marzo 2022 è stato pubblicato un Avviso pubblico riguardante l’individuazione di progetti volti alla valorizzazione dei Comuni a vocazione turistico-culturale nei cui territori sono ubicati siti riconosciuti dall’UNESCO patrimonio dell’umanità e, per la prima volta, dei Comuni appartenenti alla rete delle città creative dell’UNESCO [1]. L’iniziativa dà seguito ad un decreto interministeriale del MITUR e MEF che ha istituito un fondo con l’obbiettivo di sostenere la ripresa turistica di questi comuni, per fare fronte alle pesanti conseguenze della crisi pandemica del COVID-19 [2].

Con una dotazione finanziaria complessiva di 75 milioni di euro, i “fondi UNESCO e città creative” finanziano interventi per la valorizzazione del sistema turistico locale dei siti UNESCO di riferimento, come lo sviluppo di strumenti di valorizzazione e promozione turistica digitale, nuovi itinerari turistici, progetti di marketing culturale ed eventi, ma anche vere e proprie opere di carattere strutturale e nuovi allestimenti dei siti culturali e naturali. I comuni coinvolti sono stati invitati a presentare le loro proposte progettuali entro il 15 luglio 2022, specificando il cronoprogramma completo degli interventi progettati e gli indicatori dei risultati attesi. Il finanziamento dei progetti si concluderà il 30 novembre 2025, e ad oggi 58 progetti definitivi sono stati già approvati coinvolgendo 250 comuni per un impegno complessivo di oltre 70 milioni di euro [3].

I PROGETTI FINANZIATI

I “fondi UNESCO e città creative” hanno riscosso un notevole successo di partecipazione soprattutto tra i Comuni appartenenti alla rete delle città creative dell’UNESCO. Alla data dell’8 aprile 2022 infatti, le 13 città creative italiane (Bolzano, la quattordicesima città creativa è infatti stata designata successivamente, nel novembre 2023) avevano manifestato il loro interesse a presentare proposte progettuali per accedere ai finanziamenti.

Tra le proposte presentate, sono emersi progetti volti alla valorizzazione e alla promozione digitale del patrimonio culturale e creativo, all’ideazione di nuovi itinerari turistici e a iniziative di marketing culturale e turistico. Un esempio significativo è rappresentato dal progetto “Let-MI: Letteratura esperienza turistica a Milano”, promosso dal comune di Milano, una città creativa per la Letteratura dal 2017, che si concentra sullo sviluppo di una piattaforma digitale open source. Questa piattaforma offrirà percorsi interattivi per esplorare gli autori che hanno reso grande Milano e i luoghi descritti nelle opere letterarie, musicali e teatrali.

Allo stesso modo, Biella, riconosciuta come città creativa per l’artigianato e le arti popolari, ha proposto il progetto “Biella Creativa da scoprire”. Questo progetto prevede una serie di iniziative nel campo del marketing e della comunicazione, tra cui lo sviluppo di un podcast dedicato a raccontare le varie anime creative della città.

Inoltre, sono stati presentati progetti come “Destinazione Como Città Creativa UNESCO”, “Torino. Dire fare vedere Design. Una città Creativa UNESCO”, “Alba e la sua biodiversità creativa”, e “Fabriano in tour: carta e artigianato nel territorio“. Questi e altri progetti ancora sono previsti per essere implementati entro novembre 2025. 

NON SOLO PATRIMONIO MONDIALE: LA RETE DELLE CITTÀ CREATIVE UNESCO IN ITALIA

Attraverso il supporto allo sviluppo di progetti finalizzati alla valorizzazione dei comuni parte della rete delle città creative UNESCO, quest’iniziativa del MITUR e del MEF compie un passo importante verso il riconoscimento e la legittimazione dell’importanza di questa rete e dei comuni italiani che ne fanno parte.

Meno conosciuto di altri programmi dell’UNESCO come la Convenzione per il Patrimonio Mondiale del 1972 o quella del 2003 sul Patrimonio immateriale, la Rete delle Città Creative è un progetto pilota nato nel 2004, il primo di diversi programmi ed iniziative dell’UNESCO in favore della promozione della sostenibilità urbana e direttamente indirizzati alle metropoli e agli insediamenti urbani, invece che gli stati nazionali. All’istituzione delle Rete hanno poi seguito, negli anni, numerosi altri programmi rivolti alle città in tutti i settori di competenza dell’Organizzazione, come l’International Coalition of Inclusive and Sustainable Cities – ICCAR (2004), World Heritage Cities Programme (2005), UNESCO Global Network of Learning Cities (2013), Megacities Alliance for Water and Climate (2015), Media and Information Literacy Cities (2018). Per coordinare i numerosi network e programmi focalizzati sulle città l’UNESCO ha lanciato nel 2019 la UNESCO Cities Platform (UCP), una piattaforma che riflette l’approccio trasversale dell’Organizzazione alla sostenibilità urbana.

La missione della Rete delle Città Creative UNESCO è quella di promuovere la cooperazione tra le città che hanno identificato la cultura e la creatività come elementi strategici per lo sviluppo urbano sostenibile. Una volta designate dall’UNESCO in una delle sette aree corrispondenti ad altrettanti settori creativi (artigianato e arte popolare, cinema, design, gastronomia, letteratura, media arts e musica) le città della rete collaborano per mettere al centro dei loro piani di sviluppo le industrie culturali e creative e per cooperare a livello internazionale. Le città creative sono impegnate nello sviluppo e nello scambio di best practices per rafforzare la partecipazione alla vita culturale dei cittadini e per integrare la cultura e la creatività nelle politiche di sviluppo urbano sostenibile. Inoltre, la Rete sostiene gli scambi artistici sia con le altre città che con il settore pubblico e il settore privato.

Attualmente, l’Italia è rappresentata nella Rete da 14 città: Bologna (musica), Fabriano (artigianato e arte popolare), Torino (design), Roma (cinema), Parma (gastronomia), Milano (letteratura), Pesaro (musica), Carrara (artigianato e arte popolare), Alba (gastronomia), Biella (artigianato e arte popolare), Bergamo (gastronomia), Como (artigianato e arte popolare), Modena (media arts) e Bolzano (musica) [4]. Riuniti nel Coordinamento Nazionale Città Creative Italiane UNESCO, i comuni italiani partecipano attivamente alle iniziative della Rete, tra cui la produzione ogni 4 anni di un Membership Monitoring Report, che presenta i principali progetti portati avanti dalle città nel quadro della loro designazione e un piano di sviluppo, comprensivo di budget, per i 4 anni successivi;  la partecipazione alla Conferenza annuale della Rete, ospitata ogni anno in una città diversa e momento fondamentale per il networking, lo sviluppo di partnership strategiche e lo scambio di best practices. Inoltre, le città creative italiane s’impegnano con costanza nell’organizzazione di eventi a livello locale, nazionale e internazionale – tra cui la Conferenza annuale dalla Rete delle Città Creative, ospitata dalla città di Fabriano nel giugno 2019 – dove si sono riuniti oltre 500 ospiti, tra cui delegati, rappresentanti delle istituzioni e personalità di spicco appartenenti ai settori della cultura, provenienti da tutto il mondo. Per l’organizzazione di tali attività, le città membri fanno affidamento su una parte del loro budget municipale dedicato alla cultura, un importo variabile che spesso, soprattutto per i piccoli comuni, non lascia molto margine di manovra. A tal proposito, il dibattito sulla sostenibilità finanziaria della Rete è stato sollevato più volte dalle città membri, ed è un tema ricorrente di discussione all’interno del Network.

Se in Italia le misure a sostegno dei comuni che ospitano siti designati dall’UNESCO ad oggi si limitavano quasi esclusivamente ai siti del Patrimonio mondiale [5], i “fondi UNESCO e città creative” rappresentano in un’opportunità senza precedenti a livello internazionale per riconoscere e sostenere queste realtà.

RIPARTIZIONE DEI FONDI

Una volta evidenziata l’importanza di questi finanziamenti e il loro ruolo essenziale nel riconoscimento e nell’impulso alle città creative italiane, è necessario porre l’attenzione su alcune criticità relative a quest’importante iniziativa.

In primo luogo, va precisato che tali fondi si indirizzano ai Comuni italiani già classificati a “vocazione turistico-culturale”, classificazione espressa da un set consistente di indicatori statistici definiti per misurare la dotazione di infrastrutture ricettive, la presenza di flussi turistici e l’incidenza a livello locale di attività produttive e livelli occupazionali in settori di attività economica tourism oriented, cioè, riferiti in modo specifico al settore turistico e/o culturale [6]. Di conseguenza, i fondi non contribuiscono a dare nessun impulso a quei piccoli comuni che ancora non rientrano in questa classificazione ma che potrebbero sfruttare delle misure di sostegno economico per sviluppare le loro infrastrutture valorizzando il loro patrimonio culturale e dare nuovi impulsi al settore turistico.

In secondo luogo, i “fondi UNESCO e città creative” rappresentano una misura eccezionale, innescata dalla pandemia del COVID-19, mentre sarebbe auspicabile che, considerata l’importanza delle attività dei comuni coinvolti, a livello nazionale e internazionale, fossero istituiti dei finanziamenti di carattere strutturale nel tempo.

In aggiunta, sebbene i fondi in questione prevedano un finanziamento complessivo di 75 milioni di euro, è notevole che la quota predominante, pari a 58,8 milioni di euro, sia destinata a progetti presentati da Comuni classificati dall’ISTAT come “Comuni a vocazione culturale, storica, artistica e paesaggistica”, con siti riconosciuti dall’UNESCO come patrimonio mondiale dell’umanità. Inoltre, 9,8 milioni di euro sono stati stanziati esclusivamente per il Comune di Roma Capitale, finalizzati a interventi di valorizzazione turistica. In conclusione, solamente 4,9 milioni di euro dei 75 milioni totali sono stati destinati ai 13 Comuni italiani che nel 2022 facevano parte della Rete delle Città Creative UNESCO [6]. A riprova del fatto che il cammino da compiere verso un pieno riconoscimento e sostengo di queste realtà è ancora lungo.

Va poi evidenziato che i criteri di distribuzione dei fondi includono un contributo fisso di 94.230,77 € per comune, ma prevedono anche un contributo variabile per ogni città in base alla diminuzione delle presenze turistiche nel 2020 rispetto al 2019. Questo criterio ha fatto si che la città di Roma, già beneficiaria di 9,8 milioni di euro, ottenesse un contributo aggiuntivo di 2.338.556 € in qualità di città creativa per il cinema. D’altro canto, i piccoli comuni come ad esempio Fabriano, una città creativa per l’artigianato, hanno ricevuto un sostegno che non supera i 96.247,57 €. Questa disparità così importante contribuisce ad accrescere il divario nelle presenze turistiche, nell’attrattività e nell’offerta turistico-culturale tra grandi città, già consolidate mete turistiche a livello nazionale ed internazionale, e i piccoli centri che faticano ad incrementare le presenze turistiche e a sviluppare la loro offerta tristico-culturale.

CONSIDERAZIONI FINALI

In chiusura, l’iniziativa dei “Fondi UNESCO e città creative” si erge come un tassello fondamentale nell’ambito del riconoscimento e del sostegno alle città creative italiane, delineando un percorso significativo per la valorizzazione del patrimonio culturale e creativo nel contesto post-pandemico. Nonostante i successi conseguiti, è essenziale riflettere sulle sfide emerse lungo il percorso.

L’analisi della ripartizione dei finanziamenti e dei criteri di assegnazione solleva questioni di equità e inclusione, soprattutto per quanto riguarda i piccoli comuni. L’attuale distribuzione dei fondi rischia infatti di perpetuare disuguaglianze e disparità tra le varie realtà urbane, accentuando il divario tra le grandi metropoli già consolidate nel panorama turistico e le comunità più piccole e meno visibili.

Tuttavia, è importante sottolineare che l’impegno e la varietà dei progetti presentati dimostrano il vibrante tessuto creativo che permea il territorio italiano. Queste iniziative non solo celebrano l’eredità culturale delle città coinvolte, ma anche proiettano uno sguardo verso il futuro, promuovendo uno sviluppo urbano sostenibile e inclusivo.

Pertanto, in vista dei prossimi passi, è cruciale perseguire una revisione delle politiche di finanziamento al fine di garantire un sostegno equo e mirato a tutte le realtà urbane, grandi e piccole. Solo così sarà possibile assicurare un’autentica rinascita delle città creative italiane, in linea con i principi di valorizzazione culturale e sviluppo sostenibile dei territori.

NOTE E RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

[1] Avviso approvato con determina del 28 febbraio 2022 (prot. 2959) che dà seguito al Decreto interministeriale del 30 novembre 2021 

[2] In attuazione dell’articolo 7 commi 4 e 6 bis DL 25 maggio 2021 n. 73 recante “Misure urgenti connesse all’emergenza da COVID‐19, per le imprese, il lavoro, i giovani, la salute e i servizi territoriali”

[3] https://www.ministeroturismo.gov.it/mitur-75-milioni-per-siti-unesco-e-citta-creative-approvati-58-progetti-definitivi/  

[4] Città creative – Unesco Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco

[5] in attuazione della legge 20 febbraio 2006, n. 77 e s.m.i. “Misure speciali di tutela e fruizione dei Siti e degli Elementi italiani di interesse culturale, paesaggistico e ambientale, inseriti nella “lista del patrimonio mondiale posti sotto la tutela dell’UNESCO”

[6] Classificazione dei Comuni in base alla densità turistica come indicato dalla Legge 17 luglio 2020, n. 77, art. 182

[7] Avviso approvato con determina del 28 febbraio 2022 (prot. 2959) 

ABSTRACT

The recent inter-ministerial decree for the enhancement of municipalities with a touristic and cultural vocation represents a fundamental step in the recognition and support of the UNESCO Creative Cities Network and its member cities in Italy. This fund, set up by the Italian Ministry of Tourism in collaboration with the Italian Ministry of Economy and Finance, aims to mitigate the impacts of the COVID-19 pandemic on the tourism and cultural sector by offering resources for the recovery and development of these communities. However, while the commitment to provide financial support is appreciated, there are critical issues in the implementation and distribution of funds. The exceptional nature of the decree raises doubts about its continuity over time, while the distribution of funding shows inequalities. Therefore, it is crucial to review the way funds are allocated to ensure fair and proportionate support for all the communities involved. Furthermore, it would be desirable to transform this initiative into a structural and ongoing programme, recognising the importance of the cultural and tourism activities carried out by Creative Cities in the national and international landscape.

 

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Camilla Donà dalle Rose

Camilla Donà dalle Rose

Camilla Donà dalle Rose si laurea in Filosofia presso l’Università La Sapienza di Roma e l’École normale supérieure – PSL di Parigi. Dopo aver ottenuto un Master di II livello in Management dei Beni e delle Attività culturali presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, diventa Project Assistant all’UNESCO dove ha supportato il segretariato della Rete delle Città Creative, progetto che promuove la cooperazione internazionale tra città per l’implementazione di politiche culturali a livello locale. Rappresentante regionale per l’Associazione Italiana Giovani per l’UNESCO, ha collezionato varie esperienze come collaboratrice presso le redazioni di riviste culturali e di geopolitica.

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