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LETTURE LENTE - rubrica mensile di approfondimento
La giovanissima associazione dei lavoratori dell’arte contemporanea AWI-Art workers Italia ha pubblicato i risultati di un’indagine importante per fare luce sullo stato dell’arte di un settore totalmente privo di tutele e riconoscimenti delle condizioni lavorative, che rasentano la soglia della povertà
© Photo by Enrico Da Prato on Unsplash

La giovanissima associazione dei lavoratori dell’arte contemporanea AWI- Art workers Italia ha pubblicato i risultati di un’indagine importante per fare luce sullo stato dell’arte di un settore totalmente privo di tutele e riconoscimenti delle condizioni lavorative, che rasentano la soglia della povertà. Un settore di professionisti molto competenti, con profili internazionali, responsabili della produzione della nostra cultura contemporanea, che non riescono a farsi riconoscere ricerca, progettazione, produzione. Ambizione e impegno di AWI è proprio quello di dotare gli artisti di strumenti di tutela, per costruire consapevolezza in difesa del proprio lavoro e opportunità per uno sviluppo, di concerto con gli altri attori della filiera: musei, gallerie, accademie, politiche pubbliche.

AWI – Art Workers Italia ha presentato lo scorso 25 marzo 2022 i risultati di ART WORKERS (IN) ITALIA, la prima indagine di settore condotta nel 2021 dedicata al lavoro nel campo dell’arte contemporanea a livello nazionale, in collaborazione con il Dipartimento di Giurisprudenza – School of Law, Università Bicocca di Milano, con un evento in presenza e remoto moderato dall’agenzia cheFare. Nel corso della giornata sono stati presentati anche i due strumenti messi a punto da AWI per tutelare i lavoratori dell’arte: la Guida ai compensi minimi, che include una tabella con i compensi minimi raccomandati per alcune delle principali professioni nell’ambito dell’arte e i Modelli di contratto pensati per gli artisti.

L’associazione, autonoma e apartitica, è nata nel 2020 in piena pandemia, dando voce ai lavoratori dell’arte contemporanea in Italia su iniziativa di un gruppo di art workers, che ha sentito forte la necessità di unirsi per sostenere le istanze dei lavoratori del settore. AWI, infatti, collabora con esperti del settore legale, fiscale e amministrativo, enti di ricerca e università, istituzioni dell’arte e della cultura per costruire strumenti di tipo etico, contrattuale e giuridico a tutela degli art workers, agendo per il riconoscimento del lavoro e la sua regolamentazione, per una più equa distribuzione delle risorse e per favorire l’accessibilità a fondi e opportunità.

UN SETTORE AD ALTISSIMO LIVELLO DI PROFESSIONALITÀ, CHE PAGA DURAMENTE LA SUA DEREGOLAMENTAZIONE

L’indagine di settore, realizzata nel 2021 da AWI in collaborazione con ACTA – l’associazione dei freelance, offre un’analisi quantitativa e qualitativa delle condizioni lavorative degli art workers dal punto di vista sociale, economico, contrattuale e giuridico.

Dall’indagine è emerso che l’85,9% dei lavoratori dell’arte in Italia, in maggioranza nati negli anni ‘80 e ‘90, ha una laurea magistrale o un grado di formazione superiore, nel 27,8% dei casi conseguita all’estero. Tuttavia, nonostante l’alto grado di professionalizzazione, la maggior parte ha contratti precari e rapporti di lavoro instabili, quasi nessuna tutela, ma soprattutto redditi non proporzionati alle competenze e all’impegno richiesti.

Nel 2019 quasi la metà dei rispondenti ha dichiarato un reddito annuo inferiore ai 10.000 euro, al di sotto della soglia di povertà di 10.299 euro secondo l’ISTAT.

Circa il 36% del campione dichiara di essere retribuito solo per meno della metà degli incarichi o addirittura per nessuno di essi. Inoltre, a questo scenario di estrema fragilità concorre il fatto che i professionisti dell’arte contemporanea sono scarsamente tutelati e rappresentati, vista la mancanza di un sindacato specifico.

DUE STRUMENTI IMPORTANTI A FAVORE DEI LAVORATORI

Nell’ottica della costruzione di una maggiore consapevolezza dei lavoratori dell’arte, nella stessa giornata sono stati introdotti anche i Modelli di contratto e la Guida ai compensi minimi, strumenti messi a punto da AWI, in dialogo con tecnici, direttori di museo e altri professionisti che operano nell’ambito delle arti contemporanee.

I Modelli di contratto prendono le mosse da un’iniziativa già presentata dieci anni fa a Milano, in Accademia di Brera, attraverso il volume “I contratti per gli artisti. Nuovi modelli di trattativa”, a cura dell’Avvocato Alessandra Donati. Diversamente da quella esperienza, AWI in collaborazione con la stessa Donati, ha puntato sulla semplificazione, per dotare di strumenti applicativi, chiari e agili gli artisti e operatori del mondo dell’arte. L’idea è la modularità: da un contratto essenziale, a integrazioni ad hoc in base alle casistiche specifiche, con una particolare attenzione al diritto d’autore, al diritto morale e di tutela dell’integrità dell’opera, per regolare anche la sua utilizzazione economica.

La Guida ai compensi minimi, in particolare, è costituita da una tabella con i compensi minimi raccomandati per diversi lavori e prestazioni, da una checklist di istruzioni e buone pratiche per formalizzare l’impiego da svolgere e da un glossario di keywords per orientare nel contesto dell’arte contemporanea. Si tratta del risultato di un lavoro di analisi e comparazione con i modelli già utilizzati in altri Paesi e da altre categorie di lavoratori della cultura in Italia e può essere utilizzato tanto dagli art workers quanto dalle committenze.

Grazie alla collaborazione con Franco Broccardi di BBS Lombard,  AWI ha messo in campo anche la formulazione di FAQ di pubblica utilità degli associati su due direttrici: la gestione di richieste che pervengono via mail su tematiche generiche come aprire la partita IVA. E la formulazione di risposte più specifiche pubblicate sul sito, con consulenze più dettagliate che costruiranno un repository a disposizione dell’associazione.

LA PIETRA D’ANGOLO PER COSTRUIRE UN PERCORSO DI SOLIDITÀ

In anni di osservazione e studio del mondo dell’arte contemporanea, è la prima volta che un’iniziativa di questa portata viene promossa direttamente dagli artisti, dal basso, aggregati in un’organizzazione molto giovane e dalla composizione articolata (diverse sono le generazioni di artisti aderenti).

La chiarezza di intenti e la strutturazione dell’indagine dimostrano una solida consapevolezza e volontà di costruire un percorso verso la regolamentazione del settore.

Ulteriore merito da riconoscere ad AWI è anche l’ampia capacità di costruzione del network, non solo coinvolgendo esperti tecnici per dotarsi di strumenti di tutela e orientamento, ma anche per stimolare un dibattito ampio che nel caso della giornata di presentazione dell’indagine, ha previsto il coinvolgimento di direttori di museo, galleristi, accademie e formatori, insieme al mondo delle politiche locali e nazionali. Ci sono tutti i presupposti per la costruzione di un percorso solido.

ABSTRACT

The association of AWI-Art workers Italy has published the results of a survey on the state of the art of a sector, totally lacking in protection and recognition of working conditions. Despite the high competences, the professionals are unable to get recognition for research, design, production.

AWI’s ambition and commitment is precisely to provide artists with tools to protect themselves, to build awareness in defense of their work and opportunities for development, in concert with other actors in the chain: museums, galleries, academies, public policy.

 

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Neve Mazzoleni

Neve Mazzoleni

Background di storica dell’arte e filosofa, perfezionata in management dell’arte e della cultura e anche in innovazione sociale, business sociale e project innovation. Per anni è stata curatrice ed exhibition manager della collezione corporate internazionale di UniCredit all’interno del progetto UniCredit&Art; attualmente ricopre il ruolo di communication & stakeholder manager del programma UniCredit Social Impact Banking. Ha scritto per diverse testate di settore sulle fondazioni e imprese private impegnate nello sviluppo di progetti culturali, di centri di produzione culturale dal basso, di arte contemporanea. I suoi maggiori interessi sono l’innovazione sociale a base culturale, le forme di ibridazione fra i settori pubblico e privato a favore della cultura, i dibattiti sulla sostenibilità sociale e ambientale che fanno leva sulla cultura.

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