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LETTURE LENTE - rubrica mensile di approfondimento
Il progetto Aldus Up, sostenuto dall’Unione Europea nel quadro di Creative Europe, sviluppa studi, rilevazioni e analisi sul ruolo delle fiere del libro, la promozione della lettura, i flussi di traduzioni, l’editoria digitale. I principali risultati saranno presentati nell’incontro “L'Europa dei lettori che ancora non c'è”, l’8 dicembre a Più Libri Più Liberi

La lettura ha un ruolo fondamentale nello sviluppo del capitale umano. Un’ampia mole di studi ha evidenziato come adeguate reading e writing literacy siano un essenziale prerequisito per il miglioramento socio-economico e culturale degli individui e delle società, sia durante il percorso di studi [1], sia nell’età adulta [2].

L’unanime riconoscimento della centralità della lettura spiega l’attenzione rivolta a valutare la frequenza e l’intensità della lettura e le caratteristiche dei lettori. Per questa ragione, già da diversi anni nei principali paesi sviluppati si svolgono indagini empiriche che approfondiscono questi temi.

Allo stato attuale è però complesso comparare tra loro i risultati di indagini nazionali sulla lettura che differiscono in modo sostanziale nei metodi di rilevazione e misurazione – forse un riflesso della difficoltà a definire univocamente le tante dimensioni della “lettura”.

IL PROGETTO

Il progetto Aldus Up, sostenuto dall’Unione Europea nel quadro di Creative Europe, sviluppa studi, rilevazioni e analisi sul ruolo delle fiere del libro, la promozione della lettura, i flussi di traduzioni, l’editoria digitale. Contribuiscono al progetto un ampio numero di fiere del libro, associazioni nazionali degli editori e la Federation of European Publishers (FEP).

All’interno di questo articolato quadro, uno specifico gruppo di ricerca di Aldus Up analizza le caratteristiche dei dati relativi alla lettura nei paesi europei e valuta come rendere possibile la loro comparazione [3].

La prima fase del progetto ha proposto di misurare la lettura tramite alcuni dati di base identificando tre supporti materiali – libro stampato, e-book e audiolibro – un passo preliminare verso l’analisi di motivazioni e implicazioni individuali e collettive della lettura.

In questa prospettiva, e in linea con la maggior parte delle indagini esistenti, Aldus Up valuta la lettura nel tempo libero escludendo la lettura funzionale indotta da motivazioni estrinseche (di manuali e materiali di natura professionale) e l’analisi di blog o pagine web, la cui lettura è di norma molto frammentata e non confrontabile con l’articolato contenuto proprio di un libro.

L’obiettivo ultimo dell’indagine, tanto ambizioso quanto ineludibile, è suggerire una prospettiva di analisi europea del fenomeno lettura, L’analisi proposta non si limita agli aderenti ad Aldus Up ma è rivolta anche ai paesi che al momento non partecipano al progetto.

LE INFORMAZIONI SULLA LETTURA

La ricerca si è sviluppata in due fasi. Nel 2021 alle 29 associazioni aderenti a FEP di 28 paesi europei [4], e ad altri tre paesi non associati a FEP, è stato proposto un questionario relativo alle caratteristiche delle rilevazioni nazionali sulla lettura [5]. È importante notare che in alcuni paesi sono disponibili sia rilevazioni di fonte pubblica che privata. In Italia, ad esempio, sia l’Associazione Italiana Editori sia Istat raccolgono informazioni sulla lettura, ma con tempi e modalità diversi e con focus su differenti aspetti.

I 24 questionari raccolti hanno permesso di fotografare lo stato delle informazioni disponibili, di valutare le possibili affinità nelle rilevazioni e nelle analisi e di indentificare un limitato set di domande “core” da incorporare nelle indagini nazionali.

Sono emerse importanti differenze nelle diverse rilevazioni. Riguardo alla frequenza si distinguono tre gruppi di peso analogo: indagini effettuate a intervalli irregolari, a cadenza annuale oppure infra-annuale. I dati sono raccolti utilizzando diverse metodologie, nella maggior parte dei casi attraverso interviste telefoniche o di persona, mentre in altri casi la rilevazione è condotta in forma scritta o sfruttando entrambi i metodi. Emergono differenze anche nella struttura del campionamento. Quasi tutte le indagini (20 su 24) si basano su un campione rappresentativo della popolazione di riferimento, ma in 9 casi tale campione si riferisce agli individui con più di 15 anni mentre in 6 casi i questionari si focalizzano sui maggiorenni. Solo in 2 casi le indagini considerano anche i bambini.

Alcuni aspetti demografici, sociali e di contesto sono presenti in tutte le rilevazioni, anche se nessuna variabile è presente in ogni questionario. Età e genere sono rilevate nel 92% e nell’83% dei casi, rispettivamente. L’aspetto forse più importante riguarda la definizione di “lettura”. Il perimetro delle attuali rilevazioni comprende sempre i libri a stampa, ma non sempre è allargato a e-books e audiolibri. Circa un terzo delle indagini considera la lettura di libri su diversi supporti, mentre altre rilevazioni considerano anche la lettura di giornali, riviste, siti web, e-mail.

La difficoltà nel definire e nel misurare la lettura conduce quindi ad una spiccata eterogeneità nelle rilevazioni riguardo a tipo e quantità dei contenuti letti e frequenza e tempo dedicato alla lettura.

UNA PROPOSTA SU COME MISURARE LA LETTURA

La seconda fase del progetto, svolta nel 2022, ha individuato un set minimo di domande che, se presenti nelle rilevazioni nazionali, consentirebbero di comparare i diversi risultati e di comprendere meglio la lettura all’interno dell’Europa [6]. In presenza di esperienze consolidate a livello nazionale e di importanti differenze nell’entità dei budget disponibili, risulta difficile proporre l’armonizzazione delle metodologie di raccolta dei dati. Il progetto Aldus Up lascia quindi ampia flessibilità sotto questo aspetto, ma raccomanda di predisporre rilevazioni che assicurino la rappresentatività del campione rispetto alla popolazione dei lettori (individuata tra chi ha compiuto 16 anni).

Il set di dati core, denominato ERICS (European Item Core Set for Reading Surveys) riguarda il genere, l’età precisa (e non gli intervalli di età utilizzati in alcune indagini), il luogo di residenza e il livello d’istruzione del rispondente, la distinzione tra lettore e non lettore e le modalità di utilizzo di libri stampati, e-book e audiolibri. Per ciascuna delle tre tipologie considerate viene richiesto il numero di libri letti, la frequenza (quotidiana, settimanale, mensile, ecc.) e il tempo di lettura (su base settimanale). Come già ricordato non si considerano le letture scolastiche, universitarie e professionali.

L’indagine Aldus Up permette di caratterizzare il lettore tramite queste domande core. In molti casi le domande si innestano su questionari già rodati e che hanno consentito la costruzione di importanti serie storiche. La flessibilità nella struttura delle rilevazioni sulla lettura svolte da istituzioni statali o dagli istituti di statistica nazionali è limitata – queste indagini considerano elementi di natura politico-istituzionale e sono spesso affiancate o parte di più ampie indagini sui consumi culturali, sull’utilizzo del tempo e sulle condizioni socio-economiche delle famiglie [7]. Le rilevazioni delle indagini sulla lettura svolte o commissionate da entità private – nel caso italiano l’AIE – sono di norma più flessibili, pur mantenendo le serie storiche pazientemente costruite nel tempo.

Nei paesi in cui sono disponibili delle rilevazioni sulla lettura, Aldus Up intende evidenziare l’utilità di rendere comparabili questi risultati di base. Particolarmente nei paesi che ancora non dispongono di indagini sistematiche e strutturate sulla lettura, il set di domande core individuate può favorire l’implementazione di tali rilevazioni.

I PRIMI RISULTATI

Il passo successivo è stato realizzare un’indagine pilota sulla lettura volta a testare sul campo l’effettiva realizzabilità del progetto. L’indagine è stata svolta, su base volontaria, in Italia, Norvegia e Spagna ed ha coinvolto l’AIE, le consorelle norvegese (Den Norske Foreleggerforening) e spagnola (Federación de gremios de editores de Espana) e l’Associazione delle librerie norvegesi (Bokhandler-Foreningen).

Alcuni risultati dell’indagine offrono materia di riflessione. In linea con l’evidenza empirica già disponibile, la quota dei non lettori in Italia (il 34%) è il doppio di quella norvegese (17%). La situazione della Spagna è solo marginalmente migliore rispetto a quella italiana (32,1%). Il set di domande ha evidenziato diversi profili di lettura nei tre paesi. Il formato cartaceo è sempre largamente preferito, ma vi sono differenze nella diffusione dei formati alternativi considerati. Il lettore italiano preferisce l’e-book all’audiolibro, ma la preferenza non è così netta come in Norvegia, dove gli audiolibri sono preferiti agli e-book o in Spagna, dove invece la situazione è opposta.

Un altro interessante risultato riguarda il numero di libri letti in un anno. I lettori-tipo di Italia e Spagna non evidenziano forti differenze tra libri stampati ed e-book, anche se il lettore italiano è comunque più debole (6 e 7 libri all’anno, rispettivamente) di quello spagnolo. (10 e 12 libri). In Norvegia le preferenze del lettore tipo vanno al formato cartaceo (10 libri letti all’anno) mentre è marginale l’utilizzo dell’e-book (un e-book letto all’anno).

Questi ed altri stimolanti risultati saranno presentati nell’incontro “L’Europa dei lettori che ancora non c’è”, l’8 dicembre a Più Libri Più Liberi.

Il progetto Aldus Up mostra come, all’interno delle diverse rilevazioni nazionali, sia possibile individuare una prospettiva europea nell’analisi della lettura. Disporre di dati confrontabili permette di comprendere meglio la complessità ma anche la crucialità della lettura e di prevederne, con un crescente grado di accuratezza, peculiarità ed evoluzione nel tempo. Le politiche di promozione del libro e della lettura, nazionali e comunitarie, e la comunità dei lettori non potranno che beneficiare di questo sforzo.

NOTE E RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

[1] PISA 2018 Results (Volume III): What School Life Means for Students’ Lives, PISA, OECD Publishing, Paris, https://doi.org/10.1787/acd78851-en

[2] Brunello G., Weber G., e Weiss C.T. 2015, Books are Forever: Early Life Conditions, Education and Lifetime Earnings in Europe, Economic Journal, https://doi.org/10.1111/ecoj.12307-

[3] Il gruppo di lavoro su questo specifico tema di ricerca è costituto dalla Fiera del Libro di Francoforte, dalla Fiera del libro per Ragazzi di Bologna, dalla Federazione Europea degli Editori e dalle Associazioni degli Editori di Austria, Belgio, Lettonia, Lituania Norvegia, Portogallo e Romania, nonché dall’Associazione Italiana Editori con le consociate EDISER e LIA, dall’Università Johannes Gutenberg di Magonza, e dalla Fondazione Germàn Sànchez Ruipérez di Madrid.

[4] In Belgio sono associate due associazioni, distinte per area linguistica.

[5] Fröhlich D., Bläsi C., Einarsson K. e Gonzáles Martín L., 2021, Survey on Reading Habits in Europe: State of the art. Aldus Up – the European book fairs network. In www.aldusnet.eu.

[6] Fröhlich D., Bläsi C., Einarsson K. e Gonzáles Martín L., 2021, ERICS. European Item Core Set for Reading Surveys. Aldus Up – the European book fairs network. In www.aldusnet.eu.

[7] Nel caso dell’Italia ci si riferisce all’Indagine multiscopo sulle famiglie: Aspetti della vita quotidiana.

 

Luca Bonacini è Ricercatore a Tempo Determinato presso l’Università di Bologna ed è affiliato alla Global Labour Organization. Dopo un periodo di tirocinio formativo presso la Banca d’Italia, nel 2021 ha conseguito il dottorato di ricerca in Lavoro, Sviluppo e Innovazione presso l’Università di Modena e Reggio Emilia. È stato visiting scholar presso il Luxembourg Institute for Socio-Economic Research (LISER) e la University of Luxembourg. I suoi principali interessi di ricerca riguardano la distribuzione del reddito e le disuguaglianze nelle opportunità, con un focus sulle tematiche di educazione e genere.

Antonello E. Scorcu è Professore di Politica Economica nell’Università di Bologna dove insegna Economia della Cultura. È stato cofondatore e responsabile scientifico dell’European Workshop on Applied Cultural Economics. È autore di monografie e numerose pubblicazioni sul tema dell’Economia della cultura e, in particolare, sull’impatto economico della lettura.

ABSTRACT

Reading has a relevant role in human capital development and developed countries have implemented specific surveys that analyze the characteristics of the readers. However, the comparison among national surveys is difficult, because of important technical and methodological differences. The project Aldus Up aims to overcome some of these challenges. In the first step of the project, a survey was submitted to those organizations managing information collection in their own country. Relying upon this detailed information about the national frameworks, the second step of the project proposed a core set of questions that should be included in national surveys. The development of a joint perspective of analysis allows a better understanding of the reading characteristics and motivations and an enhancement of the national and European policies in the field. The results of the Aldus Up project will be presented during the meeting “Verso un’Europa dei lettori”, scheduled on 8th december at Più Libri Più Libri, the Fair of small and medium publishers, to be held in Rome.

 

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