skip to Main Content
LETTURE LENTE - rubrica mensile di approfondimento
Vecchie e nuove prospettive di indagine

LE BIBLIOTECHE: UN VIAGGIO NELLE FONTI DELLA STATISTICA UFFICIALE*

La biblioteca è un presidio culturale: è, come è stata già definita, una piazza del sapere (1), un territorio aperto a individui, gruppi, associazioni, spazio di comunità e centro di riflessione e di condivisione del sapere; un nodo, insieme ad altri nodi, di una rete di istituzioni culturali. Quando si parla di biblioteche si fa riferimento a concetti differenti che rimandano a spazi fisici, ma non solo, che delimitano attività, incontri, forme ed espressioni di socialità e partecipazione.

La biblioteca è stata per lungo tempo presente solo in modo residuale all’interno dell’agenda della statistica ufficiale in Italia. Tornando indietro nel tempo, infatti, in un viaggio tra le fonti della statistica, troviamo già a partire dai primi anni ’50 vari segnali di interesse verso il monitoraggio della produzione libraria (lato offerta culturale) e dei comportamenti di lettura e di impiego del tempo libero (lato domanda culturale) che vengono monitorati e che via via diventano parte integrante di rilevazioni statistiche condotte a cadenza sempre più costante. Più sporadica e occasionale è stata, invece, la raccolta di informazioni sulla fruizione delle biblioteche e sull’offerta di biblioteche presenti sul territorio. In particolare, per quanto riguarda la fruizione delle biblioteche, l’Istituto nazionale di statistica (Istat) inizia a condurre le sue indagini a partire dal 2000, inserendo alcune domande specifiche all’interno del questionario dell’indagine su partecipazione culturale e tempo libero “I cittadini e il tempo libero – Anno 2000” (2).

Questa indagine, condotta su individui e famiglie, rileva per la prima volta, per tutte le persone di 11 anni e più, la fruizione delle biblioteche (3), il numero di volte in cui si è andati in biblioteca, se per svago o per studio/lavoro e l’avere effettuato una serie di attività durante le visite. Successivamente la stessa indagine verrà condotta nel 2006 e nel 2015 (4).

Nel tempo cresce l’interesse verso il tema: nel 2015 si abbassa la soglia di età per misurare la fruizione e le informazioni vengono rilevate a partire dai 6 anni e, oltre a questo, viene ampliata la lista di attività svolte in biblioteche che vengono rilevate e, per la prima volta, si rileva anche la fruizione dei servizi on line offerti dalle biblioteche. Si tratta comunque fino a questo momento ancora di indagini occasionali che non prevedono un monitoraggio costante nel tempo del fenomeno.

La svolta in questo senso arriva nel 2019, quando l’Istat inizia a monitorare con cadenza annuale la fruizione delle biblioteche inserendo un set di quesiti all’interno dell’indagine annuale “Aspetti della vita quotidiana” nella quale si chiede, a tutte le persone di 3 anni e più (5), se, nei 12 mesi precedenti l’intervista si sono recate in una biblioteca, quante volte e per svolgere quali attività (6). Cosa molto importante, poiché la raccolta di informazioni si rivolge anche alla fascia dei più piccoli di 3-10 anni, si espandono le attività svolte in biblioteca che vengono rilevate, comprendendo anche attività notoriamente rivolte ai più piccoli (corsi, gioco, aiuto compiti, ecc.).

Quello compiuto nel 2019 è un vero e proprio giro di boa, un cambiamento molto rilevante sia perché si calendarizza un’indagine che annualmente rileverà la fruizione e si amplia il target di popolazione di riferimento, sia perché si comincia ad affermare anche in ambito statistico l’idea secondo la quale le biblioteche sono un presidio culturale rilevante, un’agenzia culturale che, insieme alla scuola, alle università ed alle altre infrastrutture culturali, è parte fondante di una comunità, fonte di benessere per famiglie ed individui e che è necessario monitorare nel tempo in modo costante. La disponibilità di dati annuali ha avuto come effetto ulteriore il transito dell’indicatore della fruizione all’interno del progetto Istat BES che, a partire dal 2013, vuole superare il PIL per definire il benessere della popolazione attraverso il consolidamento di 12 domini di interesse per un totale di più di 150 indicatori (7).

Riguardo, invece, alle statistiche sull’offerta di biblioteche sul territorio, la prima rilevazione risale al 1927 e successivamente altre rilevazioni sono state condotte occasionalmente e si sono susseguite fino al 1972. Dopo molto tempo da allora, nel 2019, l’Istat ha iniziato a realizzare una rilevazione a carattere censuario e con cadenza annuale (8), in collaborazione con l’Istituto Centrale per il Catalogo Unico (Iccu), le Regioni e le Province Autonome, finalizzata a rilevare e diffondere informazioni sulle biblioteche pubbliche e private, escluse le biblioteche scolastiche e delle università, per aggiornare l’anagrafica delle biblioteche italiane attraverso una mappatura esaustiva e dettagliata delle biblioteche presenti sul territorio nazionale, raccogliendo, verificando e integrando i dati identificativi disponibili e fornendo una descrizione delle loro caratteristiche strutturali e funzionali, del patrimonio posseduto, delle attività svolte, dell’utenza e dei servizi erogati (9).

LA FRUIZIONE DELLE BIBLIOTECHE NEL PERIODO DELLA PANDEMIA DA COVID-19

La chiusura delle biblioteche, protrattasi a lungo durante il periodo pandemico (10), ha determinato a partire dal 2020 una forte riduzione dei livelli di fruizione. Se, infatti, fino al 2019 la fruizione delle biblioteche si era consolidata con una quota di circa il 15% tra le persone di 3 anni e più (11), si segnala dapprima nel 2020 una flessione di quasi 3 punti percentuali (si arriva al 12,4%) e successivamente nel 2021 una ulteriore riduzione che porta il numero di fruitori a dimezzarsi rispetto al periodo pre covid (7,4%).

Negli anni della pandemia il crollo è stato trasversale tra gli utenti di tutte le zone del Paese, mantenendo pressoché inalterata la geografia della fruizione con livelli più elevati nelle regioni del Centro-nord del Paese rispetto a quelle del Mezzogiorno. Inoltre, le riduzioni hanno interessato sia gli uomini sia le donne, ma queste ultime, come in passato, si sono mantenute le maggiori fruitrici. Sia nel 2020 sia nel 2021, le diminuzioni hanno interessato principalmente i giovani di 6-24 anni, il target di età generalmente con i livelli di fruizione più elevati. Ciò e avvenuto anche a causa della chiusura delle scuole e delle Università, specialmente nei primi periodi della pandemia, che ha sicuramente prodotto dei cambiamenti nelle abitudini di studio di bambini e ragazzi. Le riduzioni registrate tra gli utenti più giovani hanno eroso la distanza rispetto agli utenti adulti ed anziani, determinando un appiattimento della curva di fruizione per età, con un conseguente livellamento verso il basso dei livelli di fruizione (12).

LA RIPRESA DELLA FRUIZIONE NEL POST PANDEMIA

Nel 2022, la quota di utenti delle biblioteche si attesta al 10,2%, recuperando quasi 3 pp (13) rispetto al 2021, ma rimanendo ancora distante dal livello pre-pandemia (-5,1 pp rispetto al 2019). Anche nel 2022 si conferma più elevata la prevalenza di donne che si sono recate in biblioteca: l’11,7% a fronte dell’8,6% degli uomini, con differenze di genere più ampie tra i giovani di 15-24 anni (+12,1 pp).

Malgrado la ripresa, nel 2022, rispetto al pre-pandemia, le prevalenze risultano più ridotte per i giovani e i giovanissimi di 6-24 anni, che, comunque, continuano a frequentare le biblioteche in misura maggiore rispetto al resto della popolazione (con quote pari al 37% nel 2019 e al 23,5% nel 2022). A partire dai 25 anni, invece, la fruizione diminuisce significativamente, riducendosi ulteriormente nelle fasce di età successive.

Anche nel 2022 la fruizione delle biblioteche è più elevata nelle regioni del Nord (13,9%) rispetto a quelle del Centro (9,2%) e soprattutto del Mezzogiorno (5,7%), sebbene la ripresa della fruizione delle biblioteche si sia osservata in modo trasversale in tutte le zone del Paese (14).

Nel complesso, le attività più diffuse tra gli utenti delle biblioteche sono “prendere libri in prestito” (57,6%), “leggere o studiare” (37,2%) e “raccogliere informazioni” (22,2%). Tuttavia, i motivi della fruizione si diversificano ampiamente in base all’età. L’attività del prendere libri in prestito è svolta con prevalenza più alta dai giovani utenti fino a 14 anni e dagli anziani di 65-74 anni (circa 7 su 10). Al contrario, si recano in biblioteca per leggere o studiare prevalentemente i giovani tra 15 e 34 anni, con picchi che superano l’80% tra i 20-24enni. Tra i motivi meno diffusi troviamo, invece, “incontrare gli amici” (7,7%; 20,5% tra i giovani utenti di 20-24 anni), “partecipare a conferenze, dibattiti, lezioni, ecc.” e “consultare quotidiani/riviste” (entrambi circa il 7% degli utenti).

ACCESSO IN BIBLIOTECA: “REALE” O “VIRTUALE”?

Durante il periodo pandemico l’accesso on-line alle biblioteche ha in parte mitigato le difficoltà di fruizione e partecipazione in presenza. Nel 2021 (15) la quota di persone di 6 anni e più che ha effettuato un accesso “in presenza” o “virtuale” alle biblioteche è stata dell’11,7%. Di questi, il 6,8% ha effettuato almeno un accesso on-line (per consultare cataloghi, libri, prenotare prestiti o altro), mentre il 4,8% ha usufruito dei servizi bibliotecari recandosi fisicamente nella struttura. Nel 2022, l’accesso totale ha registrato un aumento di 1,8 pp rispetto all’anno precedente, attestandosi al 13,5%. Ad aumentare sono stati gli accessi non virtuali, passati dal 4,8% del 2021 al 7,2% del 2022. È rimasta pressoché stabile, invece, la quota di coloro che hanno usufruito di servizi bibliotecari on-line, pari al 6,4%.

CONCLUSIONI E PROSPETTIVE FUTURE

Le Biblioteche occupano finalmente un posto di rilievo nell’ambito della statistica ufficiale. Il percorso compiuto, che ha attribuito loro sempre più importanza, si è concretizzato nella realizzazione periodica (e non una tantum) di rilevazioni ad hoc sia della domanda sia dell’offerta. La possibilità di avere dati periodici e aggiornati incoraggia nella possibilità di poter effettuare un monitoraggio costante che metta insieme le due prospettive che, se integrate, possono dare una visione complessiva delle biblioteche nel nostro Paese.

I dati analizzati hanno messo in evidenza gli effetti che la pandemia ha avuto sulla fruizione delle biblioteche che si è notevolmente ridotta nel biennio 2020-2021, specialmente tra i più giovani, notoriamente gli utenti più affezionati. Ancora nel 2022 non si è segnalato un ritorno al livello di utenza prepandemia, bisognerà vedere cosa accadrà nel prossimo futuro.

Molti ancora i temi da esplorare, ad esempio la rilevazione delle biblioteche scolastiche e della loro utenza e un approfondimento maggiore della fruizione on line, per citare solo alcune delle dimensioni che rimangono sullo sfondo dell’agenda della statistica ufficiale.

 

*Le opinioni espresse in questo articolo sono quelle dell’autrice ma non coinvolgono l’Istituzione di appartenenza.

NOTE E RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

  • Agnoli A. 2009. Le piazze del sapere. Biblioteche e libertà. Bari, Italia: Laterza.
  • Istituto Nazionale di Statistica – Istat (a cura di). 2002. Letture e linguaggio. Roma, Italia: Istat.
  • Si rileva la fruizione negli ultimi 12 mesi precedenti l’intervista. Non viene data una definizione specifica di cosa si debba intendere per biblioteca, comprendendo quindi sia le biblioteche pubbliche che private, le biblioteche scolastiche, ecc.
  • Attualmente si sta riprogrammando la prossima edizione per il 2024.
  • Abbassando quindi ulteriormente l’età delle persone a cui ci si rivolge dai 6 ai 3 anni.
  • A queste informazioni a partire dal 2021 si aggiungerà anche la fruizione dei servizi on line offerti dalle biblioteche.
  • Istituto Nazionale di Statistica – Istat. La misurazione del benessere (BES): https://www.istat.it/it/benessere-e-sostenibilit%C3%A0/la-misurazione-del-benessere-(bes)
  • L’indagine sulle “Biblioteche pubbliche e private” (IST-02777) è realizzata nella cornice del “Protocollo d’intesa per lo sviluppo del sistema informativo integrato su istituti e luoghi di cultura”, siglato in sede di Conferenza Stato-Regioni da Istat, MiC, Regioni e Province autonome di Trento (Ispat) e di Bolzano (Astat), e in stretta collaborazione con la CEI – Ufficio Nazionale per i Beni Culturali Ecclesiastici e l’Edilizia di Culto, che ha fornito i dati degli istituti di enti ecclesiastici raccolti nell’ambito delle proprie attività istituzionali. L’indagine è condotta annualmente grazie anche alla convenzione stipulata tra Istat e l’Autorità di Gestione del PON “Governance e Capacità Istituzionale 2014-2020”, relativa all’attuazione del Progetto “Informazione statistica territoriale e settoriale per le politiche di coesione 2014-2020”, che vede nel ruolo di soggetti proponenti l’Istat e il Dipartimento per le Politiche di Coesione (DPCoe), Presidenza del Consiglio dei Ministri, e il Nucleo di valutazione e analisi per la programmazione (NUVAP). https://www.istat.it/it/archivio/217094
  • Sono oggetto della rilevazione le biblioteche di pubblica lettura, le biblioteche specializzate, purché aperte anche ad un pubblico esterno, e quelle di conservazione. Sono escluse dalla rilevazione tutte le biblioteche che non prevedono servizio al pubblico, quelle che consentono esclusivamente un accesso e una fruizione interna o privata del patrimonio posseduto e quelle che sono prive di un sistema di inventariazione e catalogazione del patrimonio posseduto.
  • Per questo approfondimento la fonte dei dati analizzata è l’indagine annuale Istat “Aspetti della vita quotidiana” per gli anni dal 2019 al 2022.
  • Istituto Nazionale di Statistica – Istat. 2019. “Produzione e lettura di libri in Italia. Anno 2018”. Statistiche Report. Roma. https://www.istat.it/it/files/2019/12/Report-Produzione-lettura-libri-2018.pdf
  • Istituto Nazionale di Statistica – Istat. 2022. Bes 2021. Il benessere equo e sostenibile in Italia. Roma, Italia: Istat. https://www.istat.it/it/files//2022/04/BES_2021.pdf
  • Nell’analisi temporale, per il confronto tra stime si considera la distanza tra le prevalenze in punti percentuali.
  • Istituto Nazionale di Statistica – Istat. 2023. “Lettura di libri e fruizione delle biblioteche”. Statistica Today. Roma. https://www.istat.it/it/files//2023/05/STATISTICA_TODAY_Libri_biblioteche.pdf
  • I dati relativi alla fruizione on line dei servizi bibliotecari sono stati rilevati per la prima volta nel 2021. Non è possibile quindi effettuare un confronto con il periodo prepandemico.

ABSTRACT

The library has had a residual position on the agenda of official Italian statistics for a long time. Several surveys have been carried out over time to monitor both demand (library use) and supply (library facilities), but always sporadically and occasionally. Only recently, starting in 2019, Istat began conducting annual surveys on both the demand and the supply side that encourage the possibility of constant monitoring that brings the two perspectives together. Demand-side data, collected from 2019 onwards, made it possible to monitor usage at the turn of the pandemic period, showing a halving in the peak of the pandemic (from around 15% in 2019 to 7.4% in 2021) and a recovery in 2022 (10,2%), but not returning to 2019 levels. An important role was played by online access, which alleviated the reduction in facility attendance during the pandemic period.

 

Clicca qui e leggi gli altri articoli della sezione “RICERCHE PER LA CULTURA” di LETTURE LENTE

Emanuela Bologna

Emanuela Bologna

Emanuela Bologna. Ricercatrice ISTAT, è responsabile dell’indagine Istat sulla partecipazione culturale e il tempo libero “I cittadini e il tempo libero”. È esperta in ricerca sociale nell’ambito dei fattori di rischio per la salute, degli stili di vita, della partecipazione culturale e della fruizione del tempo libero, con un’attenzione particolare alle disuguaglianze sociali anche in una prospettiva di genere.

© AgenziaCULT - Riproduzione riservata

Back To Top