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LETTURE LENTE - rubrica mensile di approfondimento
Il Patto per il Futuro, recentemente adottato, offre alle Nazioni Unite e a tutti coloro che collaborano con loro un nuovo punto di riferimento. Con l'Agenda 2030 a metà del suo percorso di attuazione e con i progressi notevolmente in ritardo, il Patto mira a potenziare la capacità del sistema internazionale di esprimere al meglio il proprio potenziale e raggiungere gli obiettivi per garantire un futuro sostenibile e resiliente per la comunità globale. La campagna Cultura2030Goal condivide pienamente questo obiettivo. Il suo impegno per integrare arti, cultura e patrimonio nelle politiche è guidato dalla convinzione che siano elementi essenziali per costruire un mondo migliore e migliorare la qualità della vita. Letture Lente mette a disposizione delle sue lettrici e dei suoi lettori la traduzione in italiano della Dichiarazione “From Summit to Substance” rilasciata a settembre 2024 dalla campagna Cultura2030Goal

Da poco introdotto, Il Patto per il futuro rappresenta un nuovo punto di riferimento per le Nazioni Unite e per tutti coloro che con esse collaborano. Ci troviamo ormai poco oltre la metà del periodo di operatività dell’Agenda 2030, avendo accumulato un significativo ritardo rispetto alla tabella di marcia; in questo contesto, il Patto si pone l’obiettivo di velocizzare la capacità del sistema internazionale di esprimere il proprio potenziale e di raggiungere gli obiettivi prefissati, per poter garantire un futuro sostenibile e resiliente alla comunità globale.

La campagna Culture2030Goal condivide questo obiettivo. Siamo convinti che l’integrazione delle arti, della cultura e del patrimonio culturale nel processo decisionale sia essenziale per poter costruire un mondo migliore, con condizioni di vita migliori.

Il Patto per il Futuro, pur non avendo ancora espresso pienamente il suo potenziale nell’innalzare la cultura al livello espresso da altre aree di intervento, rappresenta comunque un prezioso passo in avanti.

Per dare un segnale importante, sarebbe stato opportuno proporre di considerare la cultura come un obiettivo di sviluppo a sé stante (come d’altronde era già stato fatto in una bozza precedente). Ciò avrebbe sottolineato agli occhi dei governi e degli operatori nel campo delle arti, della cultura e del patrimonio culturale che la cultura non dovrebbe essere concepita come un’area di intervento di secondo ordine, né gestita in modo disgiunto.

Ad ogni modo, il contenuto del testo finale, come pure quello del Global Digital Compact e della Dichiarazione sulle generazioni future, rappresenta un passo in avanti. Per ulteriori dettagli sui riferimenti alla cultura nei documenti citati, rimandiamo all’Allegato 1.

A questo punto, ciò che conta maggiormente è l’attuazione. Abbiamo bisogno di un piano di attuazione, sia per raggiungere l’obiettivo del Patto di integrare la cultura in politiche di sviluppo più ampie, sia per garantire che la cultura possa affermare il suo ruolo di leva del cambiamento.

La campagna Cultura2030Goal propone quindi il seguente piano in dieci punti per contribuire al raggiungimento di questo obiettivo:

  1. Garantire che la risoluzione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite sulla cultura e lo sviluppo sostenibile nel 2025 sia basata sul Patto per il futuro, approvi i risultati della conferenza MONDIACULT 2025 e definisca una tabella di marcia concreta e un meccanismo di rendicontazione per il restante periodo di attuazione dell’Agenda 2030.
  2. In occasione del 20° anniversario della Convenzione dell’UNESCO del 2005 sulla promozione e la protezione della diversità delle espressioni culturali, sarà opportuno programmare a livello globale e multisettoriale, integrando il lavoro generale sulla diversità culturale e sui diritti culturali svolto all’interno dell’ONU. Questa potrebbe essere l’occasione per mettere in evidenza altri strumenti dell’UNESCO, in particolare le Convenzioni del 1954 e del 1970, come mezzi per raggiungere obiettivi come la tutela del patrimonio culturale.
  3. Aggiornare le linee guida per i Paesi che intraprendono revisioni nazionali volontarie degli obiettivi di sviluppo sostenibile, in modo da poter raccomandare l’inclusione della cultura come parte del processo di revisione. Nella fattispecie, sarebbe opportuno includere proposte concrete per coinvolgere gli operatori del settore delle arti, della cultura e del patrimonio, e riflettere sui fattori culturali che fungono da motori per lo sviluppo.
  4. Garantire un flusso regolare di relazioni e informazioni tra l’UNESCO e il sistema generale delle Nazioni Unite in merito alla preparazione e ai risultati della conferenza MONDIACULT 2025, anche attraverso una presentazione al Secondo Comitato delle Nazioni Unite.
  5. Aggiornare le linee guida delle Nazioni Unite relative allo sviluppo dei quadri di riferimento per lo sviluppo sostenibile a livello nazionale, al fine di integrare le arti, la cultura e il patrimonio, coinvolgendo gli operatori del settore delle arti, della cultura e del patrimonio e integrando i fattori culturali in discussioni più ampie in materia di pianificazione e attuazione.
  6. Partendo dal riconoscimento della necessità di integrare i diritti culturali nella realizzazione del Patto per il futuro, sarebbe opportuno chiedere al Relatore speciale delle Nazioni Unite per i Diritti Culturali di studiare in che modo questo obiettivo potrebbe essere concretamente raggiunto. Tale lavoro potrebbe includere una checklist o un altro strumento di “verifica culturale” che permetta di valutare preventivamente le diverse iniziative in termini di impatto sui diritti culturali.
  7. Nominare un delegato speciale per le arti, la cultura e il patrimonio, con il compito di esplorare concretamente le modalità per realizzare il potenziale di queste ultime a sostegno degli obiettivi più ampi dell’ONU. In particolare, il responsabile del ruolo dovrebbe elaborare piani per garantire una mobilitazione più equa e sistemica delle arti nel lavoro delle Nazioni Unite, in stretto collegamento con l’UNESCO e il Relatore speciale per i diritti culturali.
  8. Riallacciandosi al riconoscimento del ruolo della cultura in materia di coesione sociale, occorre garantire che i piani per il World Social Summit del 2025 tengano conto della cultura fin dall’inizio, di modo che i risultati siano culturalmente orientati, pertinenti e sostenuti. Parallelamente, è necessario assicurarsi che la Conferenza sugli Oceani, le prossime riunioni della United Nations Framework Convention on Climate Change (UNFCCC) e altri importanti eventi possano servire da vetrina per il ruolo della cultura nell’avanzamento degli obiettivi di policy.
  9. Garantire che la verifica processuale del World Summit on the Information Society (WSIS) includa un dibattito significativo sulla cultura e sui contenuti, con particolare riferimento alle modalità con cui mettere la governance di Internet e del digitale in grado di supportare gli obiettivi in termini di diversità delle espressioni culturali e di partecipazione, nonché di salvaguardare la cultura digitale.
  10. Proseguire il lavoro volto a garantire che la voce e le esigenze delle popolazioni indigene si riflettano nel processo decisionale, in linea con le loro esigenze.

Questa proposta si basa sull’evento collaterale “No future without culture: Reflecting and Imagining on the Place of Culture in Delivering the Pact for the Future”, organizzato dalla campagna Culture2030Goal in data 20 settembre 2024 (programma e registrazione sono consultabili a questo link). Inoltre, la proposta è in linea con la nostra “bozza zero” di un futuro Obiettivo Cultura, pubblicata il 26 settembre 2022 alla vigilia di Mondiacult Città del Messico (link).

La campagna Culture2030Goal si impegna a pubblicare una proposta approfondita relativa a un Obiettivo Cultura (nel mese di luglio 2025, da presentare a Mondiacult 2025) e di esplorare la fattibilità di un Major Group all’interno del sistema delle Nazioni Unite.

ALLEGATO 1

LA CULTURA NEL PATTO PER IL FUTURO

Dall’analisi della campagna sul Patto, dal Global Digital Compact e dalla Dichiarazione sulle generazioni future ad esso allegata emergono i seguenti riferimenti di rilievo:

L’azione 11 del Patto rappresenta un impegno a proteggere e promuovere la cultura e lo sport come componenti integrali dello sviluppo sostenibile. In particolare, essa sottolinea il ruolo rivestito dalla cultura nel conferire agli individui e alle comunità un senso di identità e nel promuovere la coesione sociale, rivestendo quindi una funzione abilitatrice nei confronti dello sviluppo sostenibile.

Per quanto riguarda l’impegno concreto, l’azione invita innanzitutto a prendere provvedimenti per consentire alla cultura di contribuire al raggiungimento di uno sviluppo più efficace, inclusivo, equo e sostenibile, e per integrarla nelle politiche e nelle strategie economiche, sociali e ambientali; in secondo luogo, essa auspica lo stanziamento di adeguati investimenti pubblici a tutela e promozione della cultura.

Una ulteriore forma di impegno è incentrata sulla restituzione dei beni culturali e sulla necessità di rafforzare la cooperazione in questo ambito, anche attraverso un dialogo più intenso. In ultimo, vi è il proposito di promuovere e sostenere il dialogo interculturale e interreligioso.

È certamente incoraggiante osservare un forte riferimento alla cultura all’interno di una delle azioni principali del Patto. Sebbene lo sport, in alcuni casi, possa essere considerato un’espressione culturale di per sé, una separazione tra azioni per la cultura e azioni per lo sport avrebbe potuto garantire un maggiore spazio per apprezzare la profondità del contributo che le arti, la cultura e il patrimonio culturale, o per l’appunto lo sport, sono in grado di fornire. Ad ogni modo, l’azione è certamente più incentrata sulla cultura che sullo sport.

L’azione ha sicuramente il merito di considerare la cultura come un obiettivo in sé, ma anche come un elemento determinante per raggiungere altri obiettivi; inoltre, sottolinea implicitamente l’importanza delle arti creative e del patrimonio culturale. Nell’appello a integrare la cultura nelle politiche, possiamo anche cogliere l’importanza di tenere conto delle problematiche e dei fattori culturali, una ulteriore priorità della campagna.

L’assenza di un riferimento alla cultura come obiettivo specifico (forse per non pregiudicare le decisioni sul formato/struttura dell’agenda post-2030) nonché come pilastro dello sviluppo sostenibile, rappresenta invece un evidente punto debole. Ciononostante, si tratta comunque di un prezioso passo avanti per tutti coloro che condividono l’obiettivo della campagna di promuovere il riconoscimento del ruolo della cultura nel processo di policy-making in senso più ampio.

L’azione 13 integra il riferimento al ruolo del dialogo interculturale, invitando a porre l’accento sulla promozione di una cultura della pace. Il termine non è nuovo, naturalmente, ma come la campagna ha già indicato in passato, esso implica che per ottenere un risultato sul piano culturale, potrebbero essere necessarie azioni di tipo culturale. Anche l’Azione 18 promuove il dialogo interculturale come parte della risposta all’intolleranza.

L’azione 14 contiene una forte condanna dell’impatto dei conflitti armati sul patrimonio culturale, oltre che sui civili e sulle infrastrutture civili. È importante considerare il patrimonio come parte di un’agenda di pace più ampia; rimane comunque un peccato il fatto che la proposta di attuazione concreta non faccia riferimento all’importanza, ad esempio, delle Convenzioni UNESCO del 1954 e del 1970 o di altri lavori in materia.

L’azione 46 sottolinea l’impegno a garantire i diritti umani per tutti, e fa esplicito riferimento ai diritti culturali in questo contesto. L’introduzione suggerisce che i diritti dovrebbero essere trattati in modo paritario, sottolineando la necessità di proteggere chi difende i diritti umani da intimidazioni e rappresaglie. Gli impegni concreti si concentrano sul rafforzamento delle capacità del sistema delle Nazioni Unite in materia di diritti umani e sulla necessità di migliorare il coordinamento. Sarebbe certamente auspicabile cogliere l’opportunità dell’entrata in vigore del Patto per porre maggiormente l’accento sulla difesa dei diritti culturali nell’intero ambito del lavoro delle Nazioni Unite, in modo trasversale.

L’azione 53 sottolinea la necessità di sviluppare misure di progresso in materia di sviluppo sostenibile che vadano oltre al PIL. Benché il riferimento alla cultura non sia esplicito, ciò apre una strada potenziale per una più forte considerazione del benessere; è infatti evidente e innegabile come l’accesso alla cultura e la partecipazione culturale possano avere un innegabile effetto positivo da questo punto di vista.

In sintesi, il Patto per il futuro contiene al suo interno molti elementi, ai quali chi desidera assicurare un ruolo più incisivo alle arti, alla cultura e al patrimonio può attingere per chiamare i decisori ad ogni livello ad agire in tal senso.

LA CULTURA NEL GLOBAL DIGITAL COMPACT

Adottato parallelamente al Patto, il Global Digital Compact offre un quadro di riferimento per la cooperazione internazionale nell’ambito della governance di Internet e delle tecnologie digitali. Esso contiene significativi riferimenti alla cultura e pone l’accento sulla necessità di operare in modo coerente con i diritti culturali. Sottolinea inoltre la necessità di promuovere la diversità culturale e linguistica nello spazio digitale (in particolare attraverso la regolamentazione dell’IA e lo sviluppo di set di dati), come pure di garantire che le iniziative per la promozione dell’alfabetizzazione digitale tengano conto delle esigenze culturali di ciascuna società.

I riferimenti alla diversità culturale aiutano a sottolineare la necessità di riconoscere e collegare tra loro, nella fattispecie, gli sforzi per implementare la Convenzione UNESCO del 2005 e il lavoro dell’ONU nel suo complesso. Apprezziamo particolarmente anche il riconoscimento della necessità di garantire che le politiche siano culturalmente orientate e pertinenti.

LA CULTURA NELLA DICHIARAZIONE SULLE GENERAZIONI FUTURE

La Dichiarazione sulle generazioni future sancisce l’impegno a salvaguardare i bisogni e gli interessi delle generazioni future, senza lasciare indietro nessuno. In questo contesto, essa riconosce che l’attenzione per le generazioni future è culturalmente radicata in molte società.

Oltre a ciò, ribadisce la necessità di salvaguardare i diritti culturali, come anche di onorare, promuovere e preservare la diversità culturale e il patrimonio culturale. La Dichiarazione riprende il testo del Patto sul dialogo e la restituzione interculturale, aggiungendo però nuove disposizioni sull’importanza di salvaguardare le tradizioni, le credenze spirituali e il sapere ancestrale delle popolazioni indigene, nonché di rafforzare le loro istituzioni culturali.

Al di là degli elementi della Dichiarazione che riprendono testi pubblicati altrove, siamo felici di constatare un così forte riconoscimento delle esigenze delle comunità indigene. Accogliamo con favore anche la forte connessione tra l’attenzione verso la cultura e le problematiche di più ampio respiro legate alla sostenibilità.

ALLEGATO 2

IL CONTESTO DI RIFERIMENTO

Durante il processo di creazione e adozione dell’Agenda 2030 dell’ONU e degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG), diverse reti culturali globali si sono battute, sotto la bandiera “Il futuro che vogliamo include la cultura”, per l’inclusione di un Obiettivo specifico dedicato alla cultura e per l’integrazione degli aspetti culturali negli obiettivi di sviluppo sostenibile. Nel contesto di questa campagna #Culture2015goal, sono stati prodotti 4 documenti: un Manifesto – Proposta di Obiettivo (settembre 2013), una Dichiarazione sull’inclusione della cultura nell’Agenda 2030 (maggio 2014), una proposta di indicatori per misurare gli aspetti culturali degli SDG (febbraio 2015) e un Comunicato sull’Agenda 2030 definitiva (settembre 2015) in cui si sottolineano i “progressi compiuti” ma si rileva anche che “restano da compiere passi importanti”.

Nel contesto della pandemia Covid-19, la campagna #Culture2030goal ha rilasciato il 20 aprile 2020 una dichiarazione intitolata “Ensuring culture fulfils its potential in responding to the COVID-19 pandemic (Fare sì che la cultura realizzi il suo potenziale nel rispondere alla pandemia COVID-19)”, ufficializzata il 21 maggio 2020, in occasione della Giornata Mondiale della Diversità Culturale per il Dialogo e lo Sviluppo. La dichiarazione è stata approvata dal Presidente dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite e sottoscritta da oltre 280 persone e organizzazioni in tutto il mondo.

Con la campagna sono stati pubblicati due rapporti analitici (e critici) dedicati alla dimensione culturale dell’attuazione dell’Agenda 2030: “Culture in the Implementation of the 2030 Agenda”, (La cultura nell’attuazione dell’Agenda 2030), che analizza le revisioni volontarie nazionali, nel 2019, e “Culture in Localization SDGs: An Analysis of the Voluntary Local Reviews (VLRs)” (La cultura nella localizzazione degli SDGs: un’analisi delle revisioni volontarie locali (VLRs)), nel 2021. Inoltre, la campagna ha favorito diverse discussioni nel contesto dei Forum politici di alto livello delle Nazioni Unite (HLPF) del 2020 e del 2021.

Nel 2021, la campagna ha reso nota la sua visione strategica, che mira a rafforzare il ruolo della cultura nell’attuazione dell’attuale Agenda 2030 delle Nazioni Unite, ad adottare un obiettivo esplicito per la cultura nell’Agenda per lo sviluppo post-2030 nonché ad implementare una ambiziosa quanto completa Agenda globale per la cultura.

Nel 2022, in occasione della Conferenza Globale sulle Politiche Culturali dell’UNESCO organizzata a Città del Messico (Mondiacult 2022), la campagna ha presentato uno “Zerodraft” di un futuro Obiettivo Cultura, e ha accolto con favore l’impegno assunto nella Dichiarazione finale della Conferenza di integrare un Obiettivo Cultura specifico nell’Agenda di sviluppo post-2030, attraverso la dichiarazione “Commitment to an explicit culture goal in MONDIACULT Declaration welcome: now is the time to deliver” (Ben venga l’impegno per un Obiettivo Cultura esplicito nella Dichiarazione MONDIACULT: ora è il momento di attuarlo).

Nel corso del 2023 abbiamo assistito a cinque dichiarazioni chiave, ad alto livello e intergovernative, che riconoscono la necessità di un obiettivo culturale esplicito.

  • – In primo luogo, il 23 agosto 2023, i leader del gruppo BRICS si sono impegnati a integrare la cultura nelle loro politiche nazionali di sviluppo, come motore e strumento per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile.
  • – In secondo luogo, il 9-10 settembre 2023, i capi di Stato e di governo del G20 hanno rilasciato la Dichiarazione dei leader del G20, che comprende un intero capitolo sulla cultura come volano di trasformazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile. In particolare, si è chiesto di promuovere l’inclusione della cultura come obiettivo a sé stante nelle future discussioni su una possibile agenda di sviluppo post-2030.
  • – Inoltre, tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite, riuniti al Vertice sugli obiettivi di sviluppo sostenibile del 18 settembre 2023, hanno riaffermato il ruolo della cultura come motore dello sviluppo sostenibile, in grado di favorire politiche e misure di sviluppo più efficaci e sostenibili a tutti i livelli.
  • – I Ministri della Cultura dell’Unione Europea hanno approvato la Dichiarazione di Caceres il 26 settembre 2023, impegnandosi ad operare affinché la cultura sia riconosciuta in sé e per sé come un nuovo obiettivo di sviluppo sostenibile.
  • – Il vertice UCLG sulla cultura, il 30 novembre 2023, nella Dichiarazione di Dublino ha riaffermato l’impegno delle città e dei governi locali e regionali a favore di un Obiettivo Cultura.
  • La versione 1 del Patto per il futuro includeva la frase “Integrare la cultura nelle politiche e nelle strategie di sviluppo economico, sociale e ambientale come obiettivo a sé stante e come elemento centrale per migliorare l’attuazione dell’Agenda 2030” all’interno dell’Azione 7 “We will protect and promote culture as an integral component of sustainable development” (Proteggeremo e promuoveremo la cultura come componente integrale dello sviluppo sostenibile).

Nel mese di settembre 2024, i ministri della Cultura del G7 hanno rilasciato la Dichiarazione ministeriale “Culture, common good of humanity, common responsibility” (Cultura, bene comune dell’umanità, responsabilità comune), in cui si impegnano a “promuovere l’inclusione della cultura come obiettivo a sé stante nelle future discussioni sulle modalità di avanzamento dello sviluppo sostenibile oltre il 2030”.

Queste dichiarazioni evidenziano una tendenza fortemente positiva per quanto riguarda la messa in campo di sforzi importanti, volti a integrare la cultura nelle strategie di sviluppo.

La campagna Culture2030Goal e i suoi sostenitori sono pronti ad intensificare il lavoro in questo settore, collaborando con le parti interessate a tutti i livelli. La campagna si auspica di guidare i programmi di lavoro intergovernativi per la realizzazione dell’Agenda 2030 e l’attuazione del Patto per il futuro. In particolare, è prevista la pubblicazione di una proposta approfondita relativa a un Obiettivo Cultura (da rendere pubblica nel luglio 2025 per essere presentata a Mondiacult 2025) e l’esplorazione della fattibilità di un Major Group all’interno del sistema delle Nazioni Unite.

Il testo originale della Dichiarazione è disponibile al seguente link: https://culture2030goal.net/sites/default/files/2024-09/EN_culture2030goal_Sep2024_Declaration.pdf

ABSTRACT

The recently adopted Pact for the Future gives the United Nations, and everyone who works alongside them, a new reference point. A little over half-way through the period of operation of the 2030 Agenda – and with progress significantly off-track – the Pact aims to accelerate the ability of the international system to realise its potential and achieve its goals for ensuring a sustainable and resilient future for the global community. This objective is shared by the Culture2030Goal campaign. Its focus on ensuring the integration of the arts, culture and heritage into policy-making is motivated by a conviction that this is essential to building a better world and better lives. Letture Lente provides its readers with the Italian translation of the Declaration ‘From Summit to Substance’, released in September 2024 by the Culture2030Goal campaign. 

Campagna Culture2030Goal. È costituita da reti culturali globali unite per promuovere il ruolo della cultura nello sviluppo sostenibile. La nostra storia è iniziata nel 2013, quando queste reti si sono unite per lanciare una campagna globale intitolata #culture2015goal, che chiedeva l’inclusione della cultura nel documento che sarebbe diventato ‘Trasformare il nostro mondo: l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile’, adottato dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel settembre 2015. Con l’avvio dell’attuazione dell’Agenda, la campagna si è evoluta in #culture2030goal. Lo Steering group è formato da:

Arterial Network – www.arterialafrica.org

Culture Action Europe – www.cultureactioneurope.org

ICOMOS – International Council on Monuments and Sites – www.icomos.org

IFCCD – International Federation of Coalitions for Cultural Diversity – www.ficdc.org

IFLA – International Federation of Library Associations and Institutions – www.ifla.org

IMC – International Music Council – www.imc-cim.org

UCLG (United Cities and Local Governments) Culture Committee – Agenda 21 for culture – www.agenda21culture.net

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