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LETTURE LENTE - rubrica mensile di approfondimento
Torna, anche sotto forma di sito web interattivo, uno strumento indispensabile per la conoscenza della cultura in Italia.

La Collana Minicifre della cultura nasce nel 2009, raccogliendo una sollecitazione del Comitato tecnico scientifico per l’economia della cultura, in seno all’Ufficio Studi dell’allora Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, su un progetto scientifico firmato dal compianto Walter Santagata, e una redazione di tutto rispetto (mi fa piacere ricordare la coordinatrice Adelaide Maresca Compagna, e, tra i redattori, Emilio Cabasino, e Silvana Carmen Di Marco). Edita da Gangemi, la collana proponeva, attraverso fascicoletti annuali, tascabili e sottili (circa 36 pagine in tutto), un po’ di dati sintetici relativi ad aspetti rilevanti della salvaguardia e valorizzazione dei beni culturali in Italia, nonché della produzione e della diffusione della cultura, intesa nella sua accezione più ampia: “Contesto, attività, consumi culturali in Italia: un quadro sintetico, descritto a grandi linee attraverso dati quantitativi essenziali, che definiscono gli ambiti dell’azione del Ministero e degli altri soggetti pubblici e privati che operano per la salvaguardia del patrimonio e lo sviluppo della cultura”, si legge nel primo numero, al quale collaborò anche Enrico Bertacchini. Come si capisce da questo manifesto, Minicifre segna una nuova stagione delle politiche culturali, (l’anno precedente era stato pubblicato il Libro Bianco sulla creatività in Italia, sempre sotto la direzione di Walter Santagata), che rispondono a una domanda crescente di dati e di statistiche ufficiali, segno di interesse e rilevanza per un settore che era considerato in passato un po’ periferico. Minicifre, in anticipo su quella che sarà una caratteristica della statistica contemporanea, usa una pluralità di fonti, pubbliche e private (Istat, siti di Ministeri, Siae, Aie, Fieg, Anica, Acri, Agcom), e, naturalmente, attinge direttamente dalle Direzioni generali e dagli Istituti dell’allora Ministero per i beni e le attività culturali. In alcuni casi, fa anche ricorso a dati pubblicati da enti di ricerca e testate giornalistiche specialistiche.

LA RINASCITA DI ‘MINICIFRE’

Per una serie di eventi avversi, questa serie intelligente e autorevole si chiude nel 2015 (dati 2014), mantenendosi fedele a indice ricchissimo, che include Musei, monumenti, aree archeologiche, Archivi, Biblioteche, Patrimonio culturale, Paesaggio e ambiente, Convenzioni Unesco, Arte e architettura contemporanee, Mostre, Alta formazione e ricerca per la conservazione, Turismo culturale, Spettacolo dal vivo, Formazione degli artisti, Cinema, Musica registrata e home video, Diritto d’autore, Radio e televisione, Editoria e stampa, Pratiche culturali, Internet e cultura, Eccellenze del made in Italy, Risorse per la cultura, e Occupazione culturale.  (https://ufficiostudi.beniculturali.it/mibac/multimedia/UfficioStudi/documents/1425902120318_Minicifre_2014_bassa_risoluzione.pdf).

Sembra una storia senza lieto fine, e invece, nell’ autunno del 2022, la comune sollecitudine per la divulgazione dei dati della cultura fa incontrare la disponibilità della Fondazione Scuola dei Beni e delle attività culturali – in particolare, il suo Coordinatore Generale, Marcello Minuti, che già l’anno precedente aveva messo a segno la pubblicazione del manuale ‘Come si misura la cultura’ (https://www.fondazionescuolapatrimonio.it/come-si-misura-la-cultura/) e la Direttrice, Alessandra Vittorini – e la volontà del Ministero della Cultura, nella persona del suo Segretario Generale, Mario Turetta. Ne nasce un progetto coraggioso e ambizioso, che verrà abbracciato dalla Direzione Generale Educazione, Ricerca, e Istituti culturali. Minicifre tornerà ad essere una pubblicazione, cartacea e digitale, uscita a dicembre 2023, che riavvolge il filo della narrazione (dal 2018), alla quale si accompagna – e questa è una novità assoluta per l’Italia, e non solo – un sito interattivo (https://minicifre.cultura.gov.it/) che si naviga, si esplora, si interroga, generando tavole, grafici, e carte tematiche.

I CONTENUTI

I contenuti di Minicifre si ispirano a quelli della collana-madre, arricchiti e integrati con altri temi emergenti – per esempio, quello del rapporto fra cultura, benessere, e salute – e con argomenti e fenomeni che testimoniano la vivacità della cultura nel nostro Paese, non ostante tutto.

Nel loro perimetro, infatti, il volume e il sito abbracciano il patrimonio culturale (i luoghi del patrimonio, il patrimonio UNESCO in Italia), le biblioteche e gli archivi di Stato, le arti visive e plastiche, l’architettura contemporanea e il design, l’editoria e la stampa (la produzione libraria e il mercato editoriale, l’industria dei quotidiani e dei periodici), lo spettacolo (il cinema e l’audiovisivo, lo spettacolo dal vivo, la musica registrata, le edizioni musicali e l’home video, la radio e la tv, i videogiochi, i pubblici dello spettacolo), la formazione e l’occupazione in cultura (la formazione universitaria, l’alta formazione artistica, musicale e coreutica, gli istituti tecnologici superiori, la formazione erogata dal ministero della cultura), le risorse economiche per la cultura (la spesa pubblica in cultura, i programmi di finanziamento europei, le risorse private per la cultura, la spesa delle famiglie in cultura), e benessere, cultura e salute. Ogni argomento è trattato con riferimento all’offerta, alla domanda, e alle politiche pubbliche, e presenta le serie storiche degli ultimi cinque anni.

IL TEAM DI ESPERTI

Ovviamente, l’evoluzione di Minicifre le ha rese un po’ meno mini. Il volume, dalla grafica efficace e gradevole, è arrivato a riempire 210 pagine, solo in parte per via del fatto che l’arco temporale coperto abbraccia non uno, ma ben cinque anni, peraltro straordinari, perché segnati anche dalla pandemia.

Un lavoro serrato e intenso, diretto da Alessandra Ferrighi, e con l’impegno scientifico di un folto gruppo di esperti, messi a disposizione dal Cles e da PTS, in dialogo continuo con le strutture del MIC, coordinate da Elisabetta Borgia e Silvia Rossi. Con Antonio Taormina, ho avuto il privilegio di fare da referente scientifica del progetto, che ha posto non poche questioni di grandissimo interesse sul piano teorico, metodologico, e tecnico. Nei suoi risultati, è stato apprezzato particolarmente anche da Andrea Gallelli, Capo del progetto Culture and Sport Statistics di Eurostat. Dal 2024, Minicifre riprenderà la sua cadenza annuale. A volte, si possono dare buone notizie.

ABSTRACT

Minicifre della cultura (Minifigures of culture) was a book series launched in 2009 by the Italian Ministry of Culture. Each year, the booklet (36 pages) offered the essential, key data on a broad set of culture topics. It marked a new era, where the growing demand for culture statistics and data reflected the growing perception of the relevance of cultural policies. Minicifre was discontinued in 2015. In 2023, the Ministry of Culture and the Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali have relaunched the project, expanding it in coverage and accompanying it with a website – the only one in Italy – rich and interactive. From 2024, Minicifre will resume its annual cadence.

 

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Annalisa Cicerchia

Annalisa Cicerchia è economista della cultura e Primo ricercatore ISTAT – Istituto Nazionale Di Statistica.

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