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LETTURE LENTE - rubrica mensile di approfondimento
Lo scorso dicembre è stato ufficialmente lanciato dalla Commissione Europea l’Anno Europeo delle Competenze 2023 che propone una serie di riflessioni chiave per il futuro dell’educazione. Il contributo ne approfondisce alcune riallacciandosi ai più recenti documenti strategici e di policy che ci invitano a lavorare verso un’”Educazione Trasformativa”, concentrata non solo sulle hard skills ma anche sulle competenze della vita funzionali a promuovere la sensibilizzazione, l’istruzione, la partecipazione, il coinvolgimento dei giovani
© Foto di Antenna su Unsplash

«[…] This implies the deepest purpose of education,

which is to instill in learners the values and capacities

to lead a meaningful life, to enjoy that life,

and to live it fully and well […]»

Vision Statement delle Nazioni Unite (Transforming Education Summit, 2022)

2023 ANNO EUROPEO DELLE COMPETENZE: PER UN’”ECONOMIA A SERVIZIO DELLE PERSONE”

Lo scorso settembre la Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha dichiarato il 2023 Anno Europeo delle Competenze avviando il processo di definizione dell’iniziativa attraverso obiettivi specifici, misure attuative e sistema di governance.

Come evidenziato nella proposta preliminare, l’attenzione alle competenze guarda alla realizzazione di una transizione verde e digitale in un’economia a servizio delle persone. Avere le competenze necessarie consente infatti a queste ultime di affrontare con successo i cambiamenti del mercato del lavoro, di impegnarsi pienamente nella società e nella democrazia e di esercitare i propri diritti.

In questo senso l’Anno Europeo delle Competenze viene proposto nell’ambito del documento “State of the Union” (#SOTEU) dell’ autunno 2022 sposando l’Iniziativa Chiave “Promoting our European Way of Life”, congiuntamente ad altre iniziative strategiche inerenti il benessere delle comunità quali per esempio “A comprehensive approach to mental health” e “Recognition of qualifications of third country nationals”.

APPRENDIMENTO PERMANENTE E COMPETENZE: TREND DI INQUADRAMENTO

La Commissione nell’ambito dei documenti relativi all’Anno Europeo delle Competenze riporta alcuni dati di sintesi che possono essere utili per inquadrare il fenomeno: l’indice dell’economia e della società digitale mostra che 4 adulti su 10 e una persona su tre che lavora in Europa non hanno competenze tecniche di base.

Anche la rappresentanza femminile nelle professioni e negli studi legati alla tecnologia è bassa: solo una donna su 6 ha approfondito i temi IT e su 3 laureatə STEM solo una è donna.

In questo ambito, per incoraggiare l’apprendimento permanente, gli Stati membri hanno approvato gli obiettivi sociali dell’UE 2030, secondo i quali almeno il 60% degli adulti dovrebbe partecipare alla formazione ogni anno.

Non solo. Per quanto riguarda le competenze, la Bussola digitale 2030 fissa l’obiettivo dell’UE che, entro il 2030, almeno l’80% di tutti gli adulti raggiunga le competenze digitali di base e che nell’UE ci siano 20 milioni di specialisti delle ICT occupati, mentre un maggior numero di donne dovrebbe essere incoraggiato ad accettare tali lavori.

Per quanto riguarda l’Italia, segnaliamo alcuni dati comunicati lo scorso mese dalla Fondazione Con i Bambini (2022).

LA CULTURA COME TRIGGER NEI CONTESTI FORMALI E NON FORMALI

I recenti dati dell’UNESCO mostrano che, in tutto il mondo, 244 milioni di bambini e giovani non frequentano la scuola o non sono comunque inseriti formalmente in un sistema scolastico. Si registra, infatti, una crisi nell’apprendimento di base, nell’alfabetizzazione e nella capacità di calcolo tra i giovani studenti. Si stima che il 60% dei bambini a livello globale non sia in grado di leggere e comprendere un testo semplice all’età di dieci anni.

Per quanto riguarda invece i livelli di istruzione verso i quali dovrebbero rivolgersi le azioni strategiche, sempre l’UNESCO – nel recente rapporto “Driving a global movement to transform education: Key moments of 2022” – ne identifica tre: prima infanzia, istruzione superiore e apprendimento permanente.

Per quanto riguarda gli approcci, nel report citato pocanzi ci si appella al fatto che «non sia mai stato così importante re-immaginare il modo in cui impariamo, cosa impariamo e come impariamo». L’obiettivo è uno scenario futuribile in cui si configura l’opportunità di lavorare con i Giovani allo sviluppo di competenze per affrontare i cambiamenti climatici e le sfide del mondo digitale, in tutte le loro sfaccettature.

In tal senso nel 2019 è stata istituita l’International Commission on the Futures of Education con l’obiettivo di riflettere su come la conoscenza e l’apprendimento possano plasmare il futuro dell’umanità e del pianeta.

L’iniziativa prevede un ampio coinvolgimento del pubblico e degli esperti e si propone di catalizzare un dibattito globale su come l’istruzione, in un mondo di crescente complessità, incertezza e fragilità possa dimostrarsi fondamentale elemento di formazione, ma anche di consapevolezza nell’appartenenza ad uno spazio comune europeo.

In questo campo la cultura ha un ruolo cruciale in quelli che, secondo l’UNESCO, sono gli approcci pedagogici da sviluppare che 1) facciano tesoro e sostengano la diversità; 2) invitino gli studenti a disaggregare i pregiudizi e le divisioni; 3) curino le ferite dell’ingiustizia.

La fruizione e l’espressione artistica sono elementi centrali per la fioritura umana e per lo sviluppo delle potenzialità di ogni individuo, come emerge dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (life skills). Secondo l’OMS, infatti, alcune specifiche attività culturali, artistiche e creative sono riconosciute come fattore di benessere soggettivo e di soddisfazione per la vita – in forza dei suoi aspetti relazionali (Cicerchia, 2022).

Non solo. La cultura diventa anche leva per una sensibilità verso il cambiamento che, come evidenziato dalle Nazioni Unite, dovrebbe garantire un’istruzione di qualità inclusiva ed equa e promuovere opportunità di apprendimento permanente per tutti sulla base di cinque macro aree di discussione: scuole inclusive, eque, sicure e sane; apprendimento e competenze per la vita, il lavoro e lo sviluppo sostenibile; apprendimento e trasformazione digitale; finanziamento dell’istruzione.

IL RUOLO “TRASFORMATIVO” DELL’EDUCAZIONE VERSO APPROCCI TRASVERSALI LEGATI ALLA STEAM EDUCATION

Molto importante è anche il legame tra l’Anno Europeo delle Competenze e le linee guida dell’Anno Europeo dei Giovani 2022. Le priorità identificate dal Parlamento Europeo nell’ambito di quest’ultimo, si sviluppano nel garantire che gli interessi e le esigenze dei Giovani siano tenuti in debito conto nell’azione politica a tutti i livelli con l’obiettivo generale di intensificare gli sforzi dell’Unione, degli Stati membri e delle autorità regionali e locali, insieme agli attori della società civile, per responsabilizzare, onorare, sostenere e impegnarsi con i Giovani, compresi quelli con minori opportunità, in una prospettiva post-COVID-19, con l’obiettivo di avere un impatto positivo a lungo termine.

Ci si collega dunque al concetto di un’educazione trasformativa che, secondo il recente “Vision Statement delle Nazioni Unite” condiviso nell’ambito del Transforming Education Summit dello scorso settembre, dovrebbe promuovere lo sviluppo olistico dei discenti lungo tutto l’arco della loro vita, sostenendoli nel realizzare le loro aspirazioni e contribuendo al raggiungimento dei loro obiettivi. Quattro le aree chiave: 1) learn to learn per sviluppare competenze numeriche, digitali e scientifiche, ma anche per coltivare le competenze sociali ed emotive, l’empatia e la gentilezza; 2) learn to live together per essere consapevoli delle proprie responsabilità nei confronti della società e per diventare cittadini attivi e responsabili nelle loro comunità; 3) learn to do per affrontare i nuovi processi tecnologici del mondo del lavoro con gli strumenti utili per accogliere la transizione digitale e green in un processo di apprendimento permanente ma anche di aggiornamento; 4) learn to be che rappresenta il valore fondamentale per condurre una vita significativa, goderne e viverla pienamente e bene (ne riporto anche la versione inglese perché molto incisiva: «This implies the deepest purpose of education, which is to instill in learners the values and capacities to lead a meaningful life, to enjoy that life, and to live it fully and well»).

In questo contesto si suggerisce una riflessione specifica relativa all’approccio STEAM che emerge non tanto come elemento centrale dei documenti di cui si è finora parlato, ma come riflessione trasversale che tocca alcuni elementi quali:

  • Le competenze della vita che possono diventare la cassetta degli attrezzi verso sistemi educativi «che dovrebbero sviluppare capacità di gestione flessibile delle carriere e promuovere l’innovazione, la creatività e l’imprenditorialità. Questo richiede anche qualifiche che riconoscano le competenze, le esperienze di lavoro e le conoscenze acquisite nel corso della vita e al di là dell’istruzione formale» (United Nations, 2022).

Un approccio, quello STEAM, che a partire dalla scuola dell’infanzia e fino alla scuola secondaria di secondo grado, si propone di sviluppare – attraverso progetti in diversi settori culturali come per esempio quello della musica – competenze trasversali che possono garantire un pieno sviluppo della personalità infantile e, nel futuro, il successo nel campo del lavoro; queste competenze possono essere individuate nella consapevolezza globale, nella creatività, nell’ innovazione, nel pensiero critico, nel problem solving, nella comunicazione, nella collaborazione, nell’alfabetizzazione informatica, mediatica e tecnologica, nella produttività, nella leadership, nel senso di responsabilità individuale e di gruppo (IUL Research, 2021).

  • La parità di genere che guarda alla possibilità di garantire la parità di genere e la non discriminazione a tutti i livelli e in tutte le discipline dell’istruzione, di lavorare alla costruzione di spazi di apprendimento sicuri, trasformativi e inclusivi dal punto di vista del genere.
  • Processi di leadership che rendano i Giovani protagonisti nella trasformazione educativa basata su principi di cooperazione, consapevolezza, responsabilità, fiducia e crescita personale e professionale di ogni membro della comunità educante con l’obiettivo condiviso di lavorare insieme per crescere noə stessə e le prossime generazioni, come attori e attrici di cambiamento e changemaker (Ashoka, 2022).
  • La transizione verso le economie verdi e digitali per la quale sarà fondamentale per i Giovani sviluppare competenze personali in collaborazione con il gruppo dei pari, apprendere il lavoro di squadra e acquisire competenze digitali specifiche orientate al lavoro e trasversali ai diversi settori economici.

GLI INSEGNANTI E GLI EDUCATORI COME AGENTI DEL CAMBIAMENTO

Diventa chiave il ruolo “trasformativo” – per usare il termine scelto da UNESCO – degli insegnanti in un nuovo contratto sociale per l’istruzione, in cui essi devono essere al centro e la loro professione deve essere rivalutata e re immaginata come uno sforzo collaborativo che stimola nuove conoscenze per realizzare trasformazioni educative e sociali.

Gli educatori e gli insegnanti devono quindi diventare contaminatori di conoscenza, facilitatori e guide nella comprensione di realtà complesse. Devono essere formati e messi in grado di gestire e passare da processi verticali, ad orizzontali, a multidirezionali, a collaborativi. Devono promuovere l’apprendimento basato sull’esperienza, sull’indagine e sulla curiosità; sviluppare la capacità, la gioia e la disciplina per la risoluzione dei problemi.

Per innescare una tale trasformazione, è necessario agire su ambiti principali. Secondo le Nazioni Unite infatti la capacità e l’autonomia degli insegnanti devono essere ampliate, dando loro la possibilità di progettare, interpretare e gestire il curriculum e di adattare e dare priorità ai contenuti e alla pedagogia. Allo stesso modo dovrebbero essere gestite con forza la carenza degli insegnanti, un loro reclutamento più efficace, una gestione delle carriere più meritocratica, condizioni di lavoro dignitose e un miglioramento dello status, anche attraverso salari paragonabili a quelli delle professioni che richiedono livelli di qualifica simili e uno sviluppo professionale continuo.

QUALI EVOLUZIONI ATTESE NEI TERRITORI?

Come evidenzia la Commissione, poiché lo sviluppo delle competenze è fondamentale e pertinente per tutti i settori economici, l’Anno europeo delle competenze 2023 promuoverà sinergie tra le politiche in materia di competenze e altre pertinenti politiche dell’Unione.

Come evidenziato da Asvis (Di Marco, 2022) a livello nazionale ciascuno Stato avrà un coordinamento nazionale che dovrà partecipare e riferire al Coordinamento a livello di Unione che sarà effettuato dalla Commissione Europea in collaborazione con le pertinenti agenzie dell’Unione.

Nella scheda legislativa allegata alla proposta di Decisione, troviamo inoltre indicati tutti gli atti e le strategie a cui ci si dovrà riferire. La proposta che arriva dall’Europa ha infatti l’obiettivo di rilanciare e valorizzare alcuni progetti e documenti già in atto in cui la cultura in generale e le competenze sono non solo il tema cardine, ma anche e soprattutto il trigger tra riflessioni aperte relative a diversi settori.

Ci si riallaccia per esempio alla European Skills Agenda che è, in questo senso, il quadro di riferimento per la cooperazione politica dell’UE in materia di competenze e continuerà ad essere la pietra miliare per gli individui e le imprese.

Non solo però documenti di piano, ma anche programmi di finanziamento che vengono inquadrati, quest’anno, all’interno di un framework condiviso: da Erasmus+, ai programmi di Horizon Europe dedicati alla mobilità dei ricercatori, la Commissione Europea rilegge le iniziative a supporto dei territori in ottica di sviluppo di competenze: dal Piano d’Azione per l’Istruzione Digitale, alle iniziative dell’Ue del programma 2019-2024, dal Green Deal, alle iniziative del decennio del digitale e per la parità di genere e l’inclusione sociale.

A questa pagina ne propone una panoramica generale con i relativi riferimenti.

Rimane l’augurio che faccio a noi ricercatori, educatori ed insegnanti, di saper cogliere l’invito che ci arriva dall’Europa di affrontare con visione le complesse sfide globali e, nel nostro piccolo, avere il coraggio, l’entusiasmo e l’impegno di condividerne i valori con i Giovani a cui ci rivolgiamo, non solo dal punto di vista dei contenuti, ma anche proponendo una “cassetta degli attrezzi” – fatta di competenze, strumenti ed approcci – per affrontarle.

In questa fase proviamo perlomeno a concentrarci sui propositi e sui desideri, che sanno di scenari percorribili ed auspicabili, voglia di cambiamento, futuro possibile e passi da percorrere.

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

Ashoka Italia (2022), Leadership per il cambiamento.

Cicerchia A. (2022), Welfare culturale oltre la sperimentazione. Disponibile online, qui.

Di Marco L. (2023), 2023 anno europeo delle competenze: per le giuste transizioni verde e digitale, Asvis. Disponibile on line, qui.

Gasca E. (2022), STEAM education. Il ruolo delle Arti per la visione, la scoperta e il cambiamento attraverso l’ibridazione tra discipline verso l’innovazione, in “AGcult, Rubrica Letture Lente”, 5 ottobre. Disponibile online, qui.

Ouchtati S. et al. (2022), International Cultural Relations, Voices of Culture. Disponibile online, qui.

Rosati N. (2021), L’educazione STEM al nido: una sfida possibile, in “UIL Research”, Vol.2, n.4.

UNESCO – International Commission On The Futures Of Education (2021), Reimagining our futures together: a new social contract for education, UNESCO, Paris.

UNICEF (2017), Reimagining Life Skills and Citizenship Education.

UNWTO (2022), The Impact of COVID-19 on Youth – Focus on Asia and Italy, UNWTO, Madrid.

ABSTRACT

Last December, the European Commission officially launched the European Year of Skills 2023, which proposes not only a reflection on what should be the priorities in the field of education but also indications concerning European programs that transversally deal with the theme of competencies. Within this framework, the article shares some considerations on the priorities the European Commission indicated, proposing points of view on the topic taken from international documents (e.g. UNESCO, Transforming Education Summit, European Skills Agenda). A transversal element is the STEAM approach which, in this context, stimulates an interpretation of the issue of competencies understood not only in terms of soft and life skills, but also about gender equality, green and digital transition, and leadership processes. The concept of ‘transformative education’ emerges, which should promote the holistic development of learners throughout their lives.

 

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Emanuela Gasca

Emanuela Gasca

Emanuela Gasca è Architetto per il restauro specializzata nella valorizzazione dei beni culturali. Dal 2015 è docente di Storia dell’Arte nelle scuole secondarie di secondo grado. Qui promuove progetti di valorizzazione turistica del territorio attraverso la STEAM education. È stata ricercatrice presso il Politecnico di Torino e l’Istituto Superiore sui Sistemi Territoriali per l’Innovazione. Fino al 2022 ha collaborato con la Fondazione Fitzcarraldo come ricercatrice senior sulle politiche museali e il management del turismo. Delegata regionale della SISTUR (Società Italiana di Scienze Turistiche) e coordinatrice del gruppo di lavoro “Valutazione dei musei e studi sui visitatori” di ICOM Italia, è autrice di molte pubblicazioni a tema tourism management, sviluppo locale e politiche museali.

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