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LETTURE LENTE - rubrica mensile di approfondimento
Il Forum Diseguaglianze e Diversità - lanciato pubblicamente il 16 febbraio 2018, che vede la partecipazione di otto organizzazioni, di un gruppo di persone e presieduto da Fabrizio Barca – ha promosso un dibattito nazionale su quale Europa possibile, attraverso la pubblicazione di un volume “Quale Europa” (ed. Donzelli) curato da Elena Granaglia e Gloria Riva e con contributi di studiosi, esperti, rappresentanti di comunità di pratiche interni o vicini al FDD

Tra il 6 e il 9 giugno i cittadini europei saranno chiamati ad eleggere i loro rappresentanti al Parlamento Europeo. Un’elezione che avviene dentro uno scenario geopolitico internazionale percorso da guerre, venti di nazionalismo e sovranismo, minacce nucleari, crisi energetiche, diseguaglianze e ingiustizie sempre più accentuate.

Quale Unione Europea avremo, dopo queste elezioni? Quale modello di relazione con il resto del mondo, quale possibilità di investire in processi di giustizia, uguaglianza? Quale spazio di integrazione e democrazia sovranazionale potremmo immaginare? Il momento elettorale sancirà un “prima e un dopo” dell’Unione come l’abbiamo conosciuta? Quella che abbiamo adesso siamo sicuri ci consenta di continuare a vivere in un contesto di pace, democratico, attento a ricucire le diseguaglianze sociali e territoriali dei suoi territori?

Esiste una visione alternativa che permetta di non aderire all’algido approccio economicista dei “frugali” o a quello pericoloso e sguaiato dei sovranisti nazionalisti che picconano quotidianamente l’idea dell’Unione Europea intesa come quello spazio di integrazione e di pace sognato da Altiero Spinelli?

Il Forum Diseguaglianze e Diversità – lanciato pubblicamente il 16 febbraio 2018, che vede la partecipazione di otto organizzazioni, di un gruppo di persone e presieduto da Fabrizio Barca – ha promosso un dibattito nazionale su quale Europa possibile, attraverso la pubblicazione di un volume “Quale Europa” (ed. Donzelli) curato da Elena Granaglia e Gloria Riva e con contributi di studiosi, esperti, rappresentanti di comunità di pratiche interni o vicini al FDD.

Il volume non entra, naturalmente, nel dibattito elettorale e partitico. Piuttosto intende offrire, con punti di vista articolati e laterali, un contributo di riflessioni, informazioni, confronti che possono arricchire il dibattito nazionale su quale Europa vogliamo.

La strada da prendere per noi non è quella dell’indifferenza o dell’opposizione all’Ue. L’Unione europea può essere una risorsa preziosa per i destini del mondo, ancor più in questa fase di crescente disordine mondiale e di crescenti rischi per la pace. Non serve, però, una «Unione qualunque».”

Si confrontano e si sfidano tre idee distinte e alternative di Europa: quella attuale che, malgrado alcuni passi avanti in campo digitale, ambientale e di investimenti post-pandemici come il NextGen UE, resta profondamente segnata dall’approccio dominante neo-liberista che ha esacerbato, nei decenni, le diseguaglianze sociali e territoriali. Quella conservatrice – autoritaria, che non mette in discussione l’approccio neo-liberista ma lo “corregge” con nazionalismo, corporativismo, chiusura ed esclusione. Infine, quella aspirata dal Forum e dai progressisti e europeisti: quella di un’Europa di giustizia sociale e ambientale e di pace.

Un’Unione come “luogo di promozione del welfare universale, non penalizzato dall’austerità; dove la conoscenza e i dati siano accessibili e a disposizione delle comunità; dove la trasformazione ecologica sia accelerata nell’interesse prima di tutto dei più vulnerabili per realizzare un modo più giusto di vita e di lavoro e dove politiche pubbliche e governo siano democratizzati. Un’Europa che prenda consapevolezza del proprio ruolo fondamentale nei processi migratori e che agisca come costruttore di cooperazione e pace”.

Il volume contiene 13 contributi su alcuni dei temi dirimenti, urgenti e significativi per disegnare un’Europa di giustizia sociale ed ambientale: Istituzioni, macroeconomia, diseguaglianze, welfare, crisi climatica, migrazioni, Europa – Mondo sono alcune delle questioni su cui riflettere e discutere.

Il contributo di Gloria Riva, giornalista esperta di politica economica, macro-economia, sanità e lavoro, sulle Istituzioni europee rappresenta l’architrave sul quale poggiano tutti gli altri temi.

Senza una riforma profonda dell’architettura istituzionale dell’Unione Europea è difficile, infatti, perseguire obiettivi comuni capaci di affrontare le grandi sfide del nostro tempo.  Il vento ultra-conservatore che soffia su queste elezioni, e il probabile e preoccupante spostamento a destra è in parte dovuto all’irrigidimento delle istituzioni dell’Unione, inadatte a perseguire obiettivi di giustizia sociale e ambientale. Il voto all’unanimità del Consiglio è un punto critico, perché blocca decisioni strategiche. Il passaggio al voto a maggioranza, l’aumento della visibilità e della legittimazione democratica della Commissione ed un maggior potere decisionale del Parlamento Europeo dovrebbero essere punti di svolta istituzionale per accompagnare il processo di cambiamento.

Infine il contributo di Fabrizio Barca e Sabina De Luca sulla politica di coesione, ci dice che la strategia place-based per la coesione, introdotta nell’Agenda del 2009, non è stata efficacemente attuata nella programmazione 2021-27, preferendo progetti rapidi che non affrontano le disuguaglianze. Il prossimo Parlamento Europeo dovrà rafforzare la coesione adottando politiche sensibili alle persone, attraverso sei azioni chiave: rinnovare le amministrazioni, irrobustire i centri, evitare i silos settoriali, apprendere dai risultati, assicurare addizionalità finanziaria e strategica, stabilire contratti nazionali strategici.

Per ognuno dei temi trattati si presentano proposte, obiettivi e percorsi possibili, per fare in modo che il libro sia un “pretesto di costruzione di possibilità”.

Il volume vuole essere uno strumento di discussione, analisi e approfondimento ed è accompagnato da un “Viaggio in Italia con la testa in Europa” che, partito il 4 aprile, si conclude il 7 giugno toccando, in questo periodo, oltre 70 luoghi in tutto il paese. Dalla Calabria al Veneto, ha toccato tutte le regioni di Italia, coinvolgendo comunità di pratiche, esperti locali, cittadini attenti e interessanti.

Nel sito https://www.forumdisuguaglianzediversita.org/quale-europa/#viaggio si trova un diario di viaggio che racconta di tutti gli incontri che si sono tenuti in questi due mesi, organizzati da organizzazioni socie o amiche del Forum, da librerie indipendenti, luoghi ibridi, biblioteche.

Vale a dire quel tessuto diffuso, radicato e potente di un’Italia che non si arrende ad una narrazione cupa dell’Europa che verrà, ma che al contrario si interroga, agisce e desidera un’Europa aperta, equa, attenta alle persone, ai territori e al pianeta. Un Diario di Viaggio che conforta, alla vigilia delle elezioni europee di giugno, per la ricchezza, la tenacia e la volontà di costruire che esiste in tantissimi luoghi d’Italia e d’Europa.

ABSTRACT

Between 6 and 9 June, European citizens will be called to elect their representatives to the European Parliament. An election that takes place within an international geopolitical scenario marked by wars, winds of nationalism and sovereignty, nuclear threats, energy crises, inequalities and increasingly accentuated injustices. Which European Union will we have after these elections? Which model of relationship with the rest of the world, which possibility of investing in processes of social justice?  Will the electoral moment ratify a ‘before and after’ of the Union as we have known it? The one we have now, are we sure it will allow us to continue living in a peaceful, democratic context, attentive to mending the social and territorial inequalities of its territories? The Forum Diseguaglianze e Diversità – launched on 16 February 2018, involving eight organisations, a group of people and chaired by Fabrizio Barca – has promoted a national debate on which Europe is possible, through the publication of a volume ‘Quale Europa’ (ed. Donzelli) edited by Elena Granaglia and Gloria Riva, with contributions from researchers, experts, representatives of communities of practice within or close to the FDD.

 

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Ilda Curti

Ilda Curti

Ilda Curti è progettista sociale. È stata Assessore della giunta comunale di Torino, occupandosi di periferie, di progetti di integrazione, di arredo urbano e di riqualificazione dello spazio pubblico. È socia fondatrice e membro del consiglio di amministrazione de Lo Stato dei Luoghi, prima rete nazionale di luoghi rigenerati a base culturale.

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