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LETTURE LENTE - rubrica mensile di approfondimento
Presentato il primo report di CultureForHealth, progetto di ricerca finanziato dalla Comunità Europea come azione preparatoria all’orientamento di politiche culturali e sanitarie integrate per rispondere alle sfide di salute

Quali sono le evidenze dell’impatto della partecipazione culturale e creativa sulla salute e sul benessere, individuali e collettivi? A partire dall’impatto, quali linee guida è possibile fornire ai decisori politici in campo sia culturale sia sanitario?

Questi obiettivi sono alla base di CultureForHealth. Il progetto, della durata di 18 mesi (finirà a maggio 2022) è co-finanziato dall’Unione Europea. Realizzato da Culture Action Europe, Trans Europe Halles, Central Denmark Region, The Northern Dimension Partnership for Culture, Centrul Cultural Clujean (Romania) e Društvo Asociacija (Slovenia), è accompagnato da un advisory board di cui fanno parte le italiane Fondazione Fitzcarraldo, con Luisella Carnelli e CCW-CulturalWelfareCenter, con Annalisa Cicerchia. Il progetto è pensato per promuovere sperimentazioni e sviluppo di policy a livello comunitario, a partire dal riconoscimento del contributo della cultura e delle arti al ridisegno in corso del welfare e della sanità. La salute e il benessere sono fenomeni complessi, dinamici e multifattoriali. Per creare ecosistemi che generino salute è necessario l’apporto dei diversi settori, culturale, sociale e sanitario.

Il programma C4H si articola in più linee di azione: la raccolta di evidenze sul rapporto tra partecipazione ad attività culturali e salute recentemente presentate in un report; il lancio di una mappatura di progetti di cultura e salute su autosegnalazione, ancora in corso; azioni di advocacy; lo sviluppo di sei progetti pilota di ricerca-azione e la divulgazione di evidenze, best practice, strumenti e metodologie di lavoro.

Ecco i progetti pilota. Music and Motherhood, in collaborazione tra WHO-Region Europa e Centrul Cultural Clujean (Romania), con laboratori di canto per la salute mentale delle neo-madri; Museum for Dementia, progetto danese che ha l’obiettivo di migliorare la qualità della vita e gioia a persone affette da demenza e ai loro carer; Overcoming burnout through Arts che in Romania sta lavorando allo sviluppo di un modello di intervento per contrastare il burnout negli ambienti lavorativi; Certificate Cultural Company, iniziativa slovena che mira ad incentivare l’introduzione della cultura nelle aziende come fonte di benessere. In tutti i progetti sta emergendo l’importanza dei processi partecipati, di co-creazione, in collaborazione con i destinatari, la necessità di far sperimentare esperienze artistiche a tutti gli attori coinvolti affinché possano comprenderne in profondità il valore.

C4HforHealth è diventato anche una piattaforma di confronto e creazione di comunità di conoscenza e condivisione, che si sono date appuntamento attraverso tavole rotonde e il Culture and well-being Forum (26-28 ottobre 2022 presso il Centrul Cultural Clujean di Cluj-Napoca-Romania). La tre giorni di Cluj, con oltre 50 partecipanti, si è configurata come un vitale laboratorio di idee, confronto di pratiche, per pensare e proporre all’attenzione della commissione europea soluzioni a base culturale per rispondere alla magnitudo delle sfide di salute e dei cambiamenti sociali accelerati dalla pandemia, quali le difficoltà economiche e sanitarie fronteggiate da tutti in questi ultimi anni. Le idee del Forum sono state raccolte in una scoping review (scarica il documento) presentata alla Commissione Europea il 16 novembre nella seduta Culture: a driver for health and wellbeing in the EU (segui la registrazione), condivisa con OMS Regione Europa e nel successivo workshop on line il 24 novembre, che si può riascoltare qui.

IL RAPPORTO

Il report appena pubblicato dal consorzio di C4H intende proseguire e sviluppare lo studio pubblicato nel 2019 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità sulle evidenze del ruolo delle arti per la salute.

Il gruppo di ricerca di C4H ha raccolto e restituito oltre 300 studi, pubblicati dal 2019 ad oggi, suddividendo le evidenze in quattro macroaree tematiche.

A livello generale, il report indica che la cultura è efficace sia in termini di prevenzione e promozione della salute, come riconosciuto dal neologismo “welfare culturale” di Treccani: non solo per promuovere comportamenti e stili di vita salutari, ma anche per l’health literacy (ndr l’alfabetizzazione alla salute), per una più efficace comunicazione sanitaria e l’orientamento tra i servizi. Dalle crescenti evidenze, emerge chiaramente come la cultura sia un’alleata, complementare alla medicina tradizionale, nella gestione e del trattamento delle patologie, in particolare nella salute mentale.

Rispetto al benessere individuale, l’ingaggio in attività artistiche si conferma in grado di generare senso, quindi maggior autorealizzazione personale, attraverso l’acquisizione di competenze, in primis di collaborazione e comunicazione (Eleni & Georgios, 2020; Gao et al., 2021). Esperienze culturali quali gruppi di lettura o di canto si sono rivelate in grado di rafforzare i legami sociali (Billington, 2019; Mansky et al., 2020; Moss & O’Donoghue, 2020). Partecipare a laboratori di danza, teatro o canto favorisce anche una esperienza emotiva più armonica riducendo ansia e stress, ad esempio, in donne affette da depressione post-partum (Wulff et al., 2021) o nelle persone anziane affette da demenza (Baltà Portolés, 2021; Zeisel et al., 2018).

La partecipazione ad esperienze culturali quali attività teatrali, canore o di arte visiva è in grado, di promuovere un benessere a livello comunitario, contribuendo a includere socialmente persone svantaggiate, utilizzando i linguaggi artistici come mezzi di espressione e comunicazione efficace per le persone con disabilità, ad esempio uditiva (Young et al., 2019);  a migliorare la qualità dell’ambiente sia costruito- soprattutto nel design a base artistica nei luoghi pubblici e di cura (Law et al., 2021)- sia sociale, soprattutto a scuola- dove interventi teatrali sono in grado di influenzare conoscenze e propensione a comportamenti di vita salutari (Kennedy et al., 2020)  e nei luoghi di lavoro, in cui l’ingaggio in workshop creativi ha ridotto il rischio di burnout (Cacovean et al., 2021).

Il rapporto sottolinea come la cultura si sia dimostrata efficace anche nel fronteggiare la crisi scatenata dalla pandemia di covid-19, offrendo attività artistiche che hanno controbilanciato gli effetti negativi dell’isolamento sociale (Tan & Tan, 2021) riducendo l’ansia (Zabini et al., 2020) e favorendo la regolazione emotiva (Elisondo & Melgar, 2021; Kiernan et al., 2021).

LE SFIDE

Il rapporto C4H mette in luce otto sfide che la cultura e le arti possono contribuire a vincere a favore della salute e del benessere di tutti:

  • aumentare gli investimenti in prevenzione e la promozione della salute, dando valore ai determinanti sociali, tra cui la partecipazione culturale e l’educazione hanno un ruolo centrale. L’approccio suggerito è bottom-up, di co-design dei progetti con i destinatari, privilegiando il coinvolgimento dei gruppi di basso livello socioeconomico;
  • inserire tra le priorità il benessere dei giovani, riconosciuto come una emergenza di salute pubblica;
  • focalizzarsi sul benessere dei lavoratori, minato dalle profonde trasformazioni e dalla crisi in atto nei modelli economici e nel mercato del lavoro che determinano un crescendo di paure, ansie, disagi che sconfinano in patologie. La sfida è dunque la qualità dei luoghi di lavoro, della cultura e del clima organizzativo inclusivo, l’empowerment di ogni persona, considerando le arti come risorsa, sia a livello di ambiente che di pratiche, per investire sulle relazioni e sul pensiero creativo;
  • la piramide demografica invertita, l’aumento della popolazione anziana, impongono il contrasto agli stereotipi sull’anziano, il concepire un modo diverso di “essere anziani”, favorendo la partecipazione sociale, il coinvolgimento attivo ad attività culturali nei luoghi della vita, della loro frequentazione, negli ambienti sanitari;
  • la crescente crisi di salute mentale è un problema che riguarda trasversalmente tutta la popolazione, gravato da uno stigma da combattere e che vede nelle diseguaglianze culturali, nella povertà educativa ed esperienziale, profondi fattori di rischio e nella risposta comunitaria, di prossimità, una risorsa;
  • l’associazione tra l’insorgere di patologie e disuguaglianze di salute è dimostrata. La partecipazione culturale ha un ruolo centrale tra i determinanti sociali. Le disparità nell’accesso alla cultura costituiscono quindi rischi di salute o perdite di opportunità di benessere, motivi per i quali è stato suggerito di includere la cultura in un approccio strutturale alle disuguaglianze;
  • la partecipazione civica, il sentirsi parte è fonte di benessere. La cittadinanza attiva, in crisi soprattutto tra i giovani, va promossa e sostenuta attraverso il coinvolgimento attivo dei cittadini nel co-design di spazi sociali a partire da spazi culturali;
  • infine, il report porta l’attenzione sul benessere dei curanti, nelle organizzazioni socio-sanitarie come in quelle umanitarie che fronteggiano gli esiti dei conflitti in corso. Le pratiche artistiche hanno rivelato il loro potenziale per supportane il benessere, come riconosciuto formalmente da un recente documento tecnico pubblicato WHO.

Dalle evidenze emerse, che dimostrano l’efficacia delle attività culturali e artistiche per il benessere individuale e comunitario, anche e soprattutto in risposta alla crisi pandemica, C4H ha elaborato diverse linee di raccomandazioni strategiche per i policy maker, da porre alla base di politiche a livello comunitario, nazionale e locale, in primis la centralità della cultura come pilastro della strategia dell’Unione Europea per la promozione della salute, come complemento al modello biomedico, che necessita di supporto strategico e finanziario. Il rapporto suggerisce, in linea con OMS di promuovere programmi di prescrizione sociale a base culturale, modello di intervento nato nel Regno Unito che prevede la possibilità da parte del sistema sanitario di suggerire la partecipazione ad iniziative sociali e/o culturali per fronteggiare alcune sfide di salute accanto a terapie farmacologiche.

L’enfasi è posta sul ruolo centrale della ricerca e della costruzione di competenze: il rapporto raccomanda di inserire le arti in tutti i curricula educativi e nell’alta formazione (soprattutto degli operatori della salute). Al crescendo di pratiche inoltre deve fare da contraltare lo scambio di buone pratiche, che merita di essere sostenuto e promosso.

Ad oggi l’esperienza di CultureForHealth, ancora in fieri, e del Forum in particolare, suggerisce che la cultura è in grado di supportare un approccio olistico alla salute che completa il modello biomedico tradizionale, rispetto al quale si deve porre in ottica di integrazione, non di sostituzione.

Per ottenere pieno riconoscimento delle potenzialità della cultura per la salute, occorre investire nella ricerca e nella creazione di sempre maggiore dialogo tra i due ambiti, a livello politico, nazionale e locale, per creare un linguaggio comune, sinergie e strumenti di azione. Solo così le numerose pratiche potranno evolversi in politiche all’altezza della complessità delle sfide contemporanee.

ABSTRACT

The article presents the CultureForHealth project and its first report “Scoping review of culture, well-being, and health interventions and their evidence, impacts, challenges and policy recommendations for Europe”. As stated on the website of the project, “the aim of this scoping review is to synthesise existing evidence on the positive effect of arts and cultural activities on health and well-being. This means the review is not limited to a few research questions but seeks to provide a clear indication of the volume of existing literature, the key concepts, focus points and the types of studies that exist. It also identifies knowledge gaps in the existing literature. Finally, it gathers policy recommendations and identifies challenges, further expanding the scope of the report beyond the proposed policy directions and specific policy measures”.

 

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Marta Reichlin

Marta Reichlin. Ph.D. student in Theatre and Performing Arts. Communication and Performing Arts Department. Catholic University of The Sacred Heart- Milan

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