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LETTURE LENTE - rubrica mensile di approfondimento
I musei, luoghi gentili. A Napoli il primo Forum Internazionale sull’Educazione museale per confrontarsi su benessere e sostenibilità

Sono 110 istituzioni museali italiane e 85 straniere provenienti da tutto il mondo che si sono incontrate a Napoli tra l’11 e il 14 ottobre, con l’obiettivo di confrontarsi e stringere nuovi legami, rappresentate da quella che è probabilmente la parte più umana e vitale di questi organismi complessi e affascinanti: i Dipartimenti Educativi. Professionisti della didattica museale, per la prima volta così numerosi e di diversa provenienza, hanno vissuto quattro giornate di scambio e dialogo, raccogliendo l’invito della Fondazione Morra Greco, innovativa realtà nel mondo dell’arte contemporanea, fortemente radicata nel territorio campano, ma con uno sguardo potentemente internazionale.

Il progetto di EDI Global Forum for Education and Integration è nato nel 2022 con l’intento di favorire la ricerca interculturale sull’innovazione didattica dell’arte, nella convinzione – come ha dichiarato il Presidente della Fondazione, Maurizio Morra Greco – che sia necessario un maggiore dialogo tra i sistemi educativi museali del mondo, per rendere più efficace la ricaduta che questi hanno sulle comunità. Uno sforzo organizzativo notevole, che ha fatto vivere i quasi 200 partecipanti al Forum sull’intera città di Napoli, coinvolgendo i maggiori luoghi della cultura della città e il sistema del turismo locale.

IL MUSEO IN TRASFORMAZIONE. I TEMI DEL FORUM

Cinque i temi scelti per il Forum: accessibilità e anti-abilismo, arte e benessere, diversità e inclusione, strutture istituzionali e sostenibilità.

Le tematiche sono state introdotte da keynote speakers come l’architetto Mario Cucinella e Helen Charman, Direttrice del Learning and National Programmes del Victoria and Albert Museum di Londra, che hanno offerto il loro punto di vista sulla centralità della progettazione architettonica nella percezione del benessere, Mark Miller-Direttore Learning del Tate Museum di Londra e Padre Antonio Loffredo, parroco visionario del quartiere Sanità di Napoli, che hanno raccontato le loro esperienze come agenti di cambiamento sociale.

A seguire, più di 40 sessioni di workshop durante le quali operatori e operatrici dei musei hanno offerto una pratica rappresentativa del proprio lavoro, come punto di partenza per una riflessione sui metodi, sui pubblici, sulle conseguenze di queste azioni sulle istituzioni e sulle comunità.
Due grandi linee si sono definite lungo le giornate: una ha riguardato un’analisi della struttura delle Istituzioni, quindi l’impegno dei musei a rendersi organismi sostenibili e promotori di sostenibilità; l’altra invece ha sviluppato le tematiche legate ai temi dell’accessibilità e dei musei come luoghi del benessere e dell’inclusione. Questa seconda linea, in particolare, vede i musei all’avanguardia nel rafforzamento delle reti sociali, in una realtà che espone sempre più individui all’isolamento e alla fragilità sociale, con gravi riflessi sulla salute fisica.

I MUSEI COME LUOGHI GENTILI

La sensazione di vivere in lotta perenne contro il tempo, di abitare ambienti che stiamo rendendo invivibili, contesi tra la necessità del virtuale e il bisogno di lasciare una traccia, sono condizioni ampiamente condivise. Abbiamo bisogno di luoghi gentili, in cui scoprire, per cominciare, di poter condividere la propria condizione, trovando già in questo un primo sollievo. I musei, attraverso le opere d’arte e con la mediazione dei loro dipartimenti educativi, stano facendo un lavoro capillare per rispondere a questa esigenza, dimostrando di non pensare più al proprio pubblico come a dei semplici spettatori, e vestendo un ruolo di intervento forte a difesa di chi è più fragile.

TANTI MODI PER STARE BENE AL MUSEO

Who are you really? – Chi siete realmente? È il titolo del workshop del Moderna Museet di Stoccolma, che è partito dal lavoro dell’artista Jeppe Hein per proporre una serie di semplici pratiche che promuovono la scoperta di sé e il benessere di tutte le generazioni.

Art for Care, dello S.M.A.K. di Ghent, invece, porta l’arte nei luoghi di cura sotto forma di una valigia piena di piccole opere d’arte.

Il Reina Sofia di Madrid immagina un Museum of bonds, ovvero un museo come ecosistema in cui il visitatore è un corpo che interagisce con altri corpi, e così attiva processi di apprendimento corporeo.

Art Flow, del Museum of Contemporary Art Australia, invita i partecipanti a contemplare un’opera d’arte e a condividere la propria risposta emotiva in un ambiente calmo e solidale.

In tanti workshop il corpo viene considerato come strumento espressivo, rivalutato nella sua presenza fisica, che la contemporaneità, e soprattutto la recente pandemia, ci ha portato a eludere.

Pur riservando ai luoghi di cura istituzionale il primato sulla salute fisica dell’individuo, i musei di tutto il mondo si stanno rivelando sempre di più come spazi in cui prendersi cura della salute mentale, per la loro disponibilità a essere luoghi in cui far risuonare la propria storia in quella degli altri e delle altre.

La sfida, a questo punto, è ampliare la platea dei destinatari di queste azioni, mettere il benessere psicologico dell’individuo e la creazione di una comunità solidale tra gli scopi centrali della missione dei musei. Occasioni come EDI Global Forum sono i luoghi ideali in cui confrontarsi per trovare strategie, risorse, per costruire reti, e alimentare la consapevolezza delle stesse istituzioni nelle possibilità di agire sulle persone. Serve formazione, creazione di percorsi lavorativi specifici, legami tra luoghi della cura e della cultura, affinché una diventi il complemento dell’altra nella vita di tutti e tutte.

UN LAVORO CHE CONTINUA

EDI Global Forum ha mostrato a chi c’era, e ai tanti che hanno partecipato alle sessioni online, che è in atto un processo di costruzione di un modello di cura che si rivolge al benessere della persona, mentre ne considera gli aspetti poco visibili delle infinite possibili fragilità.

Le quattro intense giornate del Forum partenopeo sull’Educazione e l‘Integrazione si sono concluse con sessioni di progettazione partecipata, in cui gruppi autogestiti hanno chiuso sui temi principali e si sono impegnati a proseguire le attività di confronto anche nel futuro. Ciascun gruppo continuerà a rimanere in contatto e a progettare insieme, seguendo le tracce indicate durante le sessioni partecipate, che sono state presentate in occasione della plenaria finale.

Maurizio Morra Greco, presidente della Fondazione Morra Greco e Vincenzo De Luca, Presidente della Regione Campania, hanno entrambi garantito l’intenzione di dare continuità al progetto del Forum, di cui è stata annunciata un’edizione per il prossimo anno. L’idea è di estendere le attività anche fuori città, coinvolgendo luoghi della cultura in tutta la Regione, allargare la platea dei partecipanti, che in questa prima edizione erano solo professionisti interni alle istituzioni coinvolte.
Le registrazioni delle sessioni plenarie e i materiali prodotti durante gli incontri saranno resi disponibili a breve sul sito del Forum, che raccoglierà anche tutti gli esiti dei gruppi di ricerca partecipata, confermando le intenzioni di voler agire anche come piattaforma digitale open source.

SITOGRAFIA

http://www.fondazionemorragreco.com/

http://www.fondazionemorragreco.com/activities/edi-global-forum/

https://www.vam.ac.uk/young

https://www.mcarchitects.it/

https://www.tate.org.uk/

https://catacombedinapoli.it/it/

https://www.modernamuseet.se/stockholm/en/exhibitions/jeppe-hein/

https://smak.be/en/news/s-m-a-k-bd-lanceren-art-for-care

https://www.mca.com.au/whats-on/art-flow-a-wellbeing-experience/

https://www.museoreinasofia.es/actividades/equipom-2022

ABSTRACT

Museums, through the work of Education Departments, are becoming increasingly effective agents of social change. The Morra Greco Foundation has organized an International Forum in Naples, to connect museum workers from around the world. The aim is to ensure that their contribution is increasingly effective on communities. Sustainability and mental health are the two central themes of a two-days discussion that is intended to continue in the future.

 

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Annamaria Cilento

Annamaria Cilento

Annamaria Cilento fa parte del Dipartimento Educativo della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, ed è mediatrice culturale d'arte. Progetta e conduce le attività per pubblico scolastico e non scolastico, in particolare si occupa dei progetti legati all'accessibilità museale ed è referente per la formazione del personale nell'accoglienza alle persone con disabilità.

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