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LETTURE LENTE - rubrica mensile di approfondimento
Riflessioni a seguito della ricerca sull’impatto di Nati per Leggere nella realtà piemontese
 © Photo by Adam Winger on Unsplash

Quando nel 1999 ad Assisi nacque il programma Nati per Leggere (NpL), i pediatri dell’Associazione Culturale Pediatri e il Centro per la Salute del Bambino avevano ben presente che quello che stavano fondando con l’Associazione Italiana Biblioteche aveva solide basi nelle esperienze in corso negli Stati Uniti, con Reach out and read dal 1989, e in Inghilterra con Bookstart dal 1992. Queste, insieme a numerose ricerche, stavano dimostrando i benefici della lettura attuata fin dalla più tenera età.

Qualche anno dopo (4-5 ottobre 2002), nell’ambito del convegno organizzato dalla Provincia di Brescia, Perri Klass, fondatrice di Reach Out and Read, iniziava il suo appassionato intervento riportando i sorprendenti risultati di numerose ricerche americane che confermavano la validità sul piano cognitivo, affettivo, relazionale del programma di promozione della lettura Reach out and read, specie per i bambini che crescevano in condizioni di povertà.

Da allora le ricerche si sono arricchite di nuove evidenze scientifiche che portavano tutte alla medesima conclusione.

Per una sintesi aggiornata rimandiamo a Il rapporto dei 20 anni di Nati per Leggere, presentato al Convegno Il vento dei 20 Nati per Leggere 1999-2019 [1].

Le riflessioni sulla recentissima ricerca Nati per Leggere Piemonte. Valutazione d’impatto a cura della Fondazione Ing. Rodolfo Debenedetti. Gli effetti sulle competenze degli studenti di scuola primaria in Piemonte [2] sono qui confrontate con le più significative conclusioni delle ricerche del settore, e in particolare con gli inattesi risultati di una recente meta-analisi di Barone C. et al. (2020) che confronta in forma critica 30 ricerche sulle abilità linguistiche dei bambini in seguito ad interventi che incoraggiano i genitori a leggere libri ai loro figli [3].

IL VALORE DI UNA RICERCA CHE SI ESTENDE IN SENSO DIACRONICO E SINCRONICO

La rigorosa e approfondita Valutazione d’impatto. Nati per Leggere Piemonte si pone senza dubbio come indispensabile punto di riferimento e di confronto per cogliere i benefici degli interventi di Nati per leggere nel contesto italiano e in particolare in una regione – il Piemonte – molto attiva nel campo della promozione della lettura da 0 a 6 anni.

Il ponderoso lavoro, sviluppato in termini diacronici e sincronici, ha coinvolto, oltre ai bambini dalla nascita al termine della scuola primaria, i genitori e quasi 1400 enti appartenenti a settori diversi (soprattutto biblioteche, nidi, scuole e presidi sanitari).

Questa impostazione supera una delle principali debolezze indicate dalla meta-ricerca di Barone C. et al. (2020), dalla quale emergeva che ben 27 su 30 ricerche misuravano prevalentemente gli effetti a breve termine, effettuando l’ultima valutazione entro sei mesi dalla conclusione del programma. Inoltre, in quelle, a differenza dell’indagine piemontese, si rilevava anche una bassa validità, a causa di un campionamento di piccole dimensioni.

IL CONTESTO DI COOPERAZIONE CREA BENEFICI PER LA LETTURA

La ricerca Valutazione d’impatto. Nati per Leggere Piemonte ci sembra aver spostato l’attenzione dall’analisi dei consueti benefici attribuiti alla modalità di lettura definita come lettura dialogica [4] all’incidenza di una prolungata esposizione messa in atto da più soggetti cooperanti, legati da uno stesso obiettivo, nello spirito di Nati per Leggere.

Una inaspettata considerazione – segnalata come debolezza nella meta-ricerca di Barone C.et al. (2020) – invitava a considerare con particolare cautela la valutazione sempre positiva degli interventi basati sulla lettura dialogica, ricordando la necessità di più approfondite analisi.

La lettura dialogica, un’espressione coniata e approfondita negli Stati Uniti, che si caratterizza per una forte interazione duale tra lettore e bambino, richiede interruzioni, domande, tempi di attesa e sospensione della linearità della trama narrativa [5]. Senza dubbio, le profonde implicazioni relazionali connesse non possono che avere degli effetti positivi, oltre che nell’interazione, anche nel campo della lettura, ma richiedono contesti prevalentemente duali o di piccolissimi gruppi, e un minimo di conoscenza reciproca e di familiarizzazione.

Altre ricerche hanno dimostrato che il non rispetto di questi parametri, come può avvenire durante la lettura in contesti allargati o a un’intera classe, crea talvolta risposte negative nei lettori, che riferiscono di essere disturbati dalle domande e interruzioni da parte dei compagni, a causa delle quali è facile perdere il filo narrativo, oppure perché la lettura diventa troppo lenta e si smarrisce il piacere di seguire una storia [6].

Dalla ricerca Valutazione d’impatto. Nati per Leggere Piemonte, invece, emerge con chiarezza che NpL ha fatto da ponte tra i servizi culturali ed educativi e i sistemi sanitari, generando collaborazioni virtuose, contribuendo al raggiungimento di un alto numero di famiglie. La ricerca considera come reali benefici gli effetti del contesto di cooperazione di rete. Tra questi, fondamentale è la centralità della biblioteca: conoscere e frequentare la biblioteca di pubblica lettura – istituzione culturale che rimane tutta la vita, e dalla quale genitori e bambini possono attingere una pluralità e quantità di libri, oltre a consigli qualificati – vale ben più che sostenere i benefici di una quasi miracolosa, unica, modalità di lettura.

Su questo aspetto sono chiare le conclusioni della Valutazione d’impatto dove si indica che i benefici maggiori sono dovuti alla prolungata esposizione al programma di Nati per leggere e al fatto che al centro delle diverse attività vi è la biblioteca: “Tra le maggiori evidenze rilevate, scopriamo che, nei comuni piemontesi in cui NpL è stato condotto con continuità negli anni, la probabilità di amare la lettura tra i 7 e i 10 anni sale di 19 punti percentuali tra i bambini che hanno partecipato, mentre la probabilità di frequentare spesso la biblioteca insieme ai genitori sale del +28%” [7].

LA PREFERENZA PER IL LIBRO RISPETTO AGLI SCHERMI

Il dato relativo alla riduzione del tempo che i beneficiari delle iniziative di NpL passano davanti agli schermi [8], quali videogame, tablet e smartphone, meriterebbe ampie riflessioni. Qui mi limito a suggerirne una collegata alla formazione della struttura cognitiva del lettore iconico-orale che ha iniziato fin da piccolo a familiarizzarsi con i libri, decodificando insieme testi e immagini degli albi illustrati [9].

Spesso viene enfatizzato il valore della dimensione fisica del prodotto libro, richiamando le piacevoli sensazioni evocate dall’inchiostro e dalla carta: il fruscio delle pagine, il particolare profumo, la consistenza, la maggiore o minore ruvidità, e così via. Ovviamente queste possibilità mancano alla lettura digitale su schermo, tuttavia preferisco soffermarmi su un altro aspetto, che ha a che fare con importanti modalità cognitive di strutturazione del pensiero sull’asse prima-dopo che si attivano solo con la lettura dei libri. Si tratta di una cosa apparentemente semplice e legata all’azione del girar pagina, ben diversa dal fluire dei contenuti senza soluzione di continuità, attraverso il movimento delle dita, durante la lettura digitale. La breve frazione di tempo necessaria per girare la pagina lascia il cervello libero di sistematizzare quanto già visto o letto, di ricomporre il filo della trama narrativa e contemporaneamente di immaginare, prefigurare, quello che avverrà nella pagina successiva.

Questo schema cognitivo acquisito tramite i libri rimane come un imprinting del lettore NpL che ha vissuto e costruito narrazioni con il libro e per questo, forse, trova più difficile rinunciarvi, anche a fronte dei più attrattivi, veloci dispositivi digitali di lettura.

DALLE PROVE INVALSI LA DIMOSTRAZIONE DELLA RIDUZIONE DEL DIVARIO SCOLASTICO NEI BAMBINI DI PRIMA EMIGRAZIONE

Nutro una certa perplessità sulla strutturazione delle prove INVALSI; ritengo comunque che rappresentino un punto di riferimento per avere una panoramica nazionale e, in questo contesto, perché offrono la possibilità di rintracciare dati relativi ai benefici della lettura nel tempo.

La Valutazione d’impatto esamina le competenze scolastiche in italiano e matematica, rilevate dai test standardizzati INVALSI nelle classi seconde e quinte della scuola primaria per il periodo 2010-2019.

Dalla ricerca emergono due dati di particolare significato:

  1. “I soggetti esposti al programma durante il periodo 0-6 non evidenziano, mediamente, una migliore performance nei test INVALSI rispetto a coloro che non sono stati esposti a NpL” [10].

Questo risultato negativo credo dipenda dalle diverse competenze di lettura sviluppate da NpL, scarsamente prese in considerazione dalla scuola, e non misurate dalle prove Invalsi. Infatti, a sei anni, il bambino deve affrontare l’apprendimento della lettura decifrativa, tralasciando le abilità su cui fondava la lettura fino a quel momento. Anche il libro cambia: non più un albo illustrato con parole integrate alle illustrazioni, ma un testo scolastico, dove le scarse immagini sono piegate e funzionali esclusivamente per lo scritto.

Sarebbe significativo verificare anche quali, fra le competenze reali nella lettura che il bambino si porta appresso, vengano prese in considerazione e sviluppate dalla scuola con l’introduzione dell’insegnamento del leggere e scrivere e come poterle riconoscere a distanza di tempo.

Della pluralità delle tipologie di lettura si dovrebbe tener conto anche nelle ricerche e si dovrebbe indagare non solo sulle competenze verbali, ma anche sulla comunicazione visiva, perché oggi più che mai è importante che i ragazzi e gli adulti siano lettori capaci di cogliere l’interattività dei codici iconici e testuali e non solo quello testuale [11].

  1. “Alcuni gruppi di studenti al secondo anno di scuola primaria – maschi, provenienti da un contesto socio-economico svantaggiato e stranieri – mostrano significativi miglioramenti nel test di Italiano a seguito della partecipazione NpL. [] Tuttavia, questi vantaggi si manifestano solo a seguito di un’esposizione sufficientemente prolungata al programma (almeno 5 anni)” [12].

Questo dato si pone nel solco dell’esperienza positiva di Perri Klass nelle periferie svantaggiate di Boston e riconferma anche nel contesto italiano che NpL ha un impatto positivo nella riduzione del divario scolastico dei bambini svantaggiati, specie quelli di prima emigrazione.

Sulla base della mia esperienza, vorrei richiamare quanto per questi bambini la competenza linguistica data dal saper parlare, capire, conoscere le parole e le espressioni tipiche sia sentita come fondamentale per la loro integrazione nel nuovo ambiente in cui si trovano a vivere. NpL li aiuta ad acquisire il potere delle parole, che diventano il motore per l’integrazione e la partecipazione sociale.

 CONCLUSIONE

L’esposizione prolungata ed estesa nel tempo, attivata da parte di più soggetti istituzionali, risulta il punto di forza del progetto italiano di NpL. Questa estensione, con la compartecipazione di più soggetti, credo sia un aspetto molto positivo, poco analizzato e preso in considerazione anche in ricerche precedenti, specie in ambito anglosassone.

Non è da ritenere un limite della ricerca la mancata individuazione di quali interventi di lettura producono i maggiori benefici [13] perché ritengo che la forza del progetto Nati per Leggere risieda proprio in questo moltiplicarsi di occasioni, di contaminazioni.

Chi si occupa di promozione della lettura, alla domanda su quale di questi interventi sia più efficace risponde con una frase scontata: quando, chi e come nasce un lettore è cosa difficile da prevedere. A volte per merito di un libro, anche di poco conto, a volte per il consiglio di un amico, a volte per una lettura dialogica…

La nascita è imprevedibile, la scintilla che fa scattare il desiderio di continuare a leggere è difficile da individuare; se fosse facile, se ci fosse una modalità certificata, allora avremmo la ricetta per far diventare lettori quel 58,6% di italiani con più di sei anni che dichiara di non leggere nemmeno un libro all’anno [14].

NOTE E RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

[1] Balbinot V., Colombo E. M., Malgaroli G., Sila A., Tamburlini G. (a cura di), Nati per Leggere (NpL) 1999-2019. La storia, le attività, i risultati, le prospettive. Trieste: Centro per la Salute del Bambino, 2019.

http://www.natiperleggere.it/wp/wp-content/uploads/2019/10/Report-20-anni_COMPLETO-WEB-protetto.pdf

[2] Fondazione Compagnia di San Paolo, Nati per Leggere Piemonte Valutazione d’impatto a cura della Fondazione Ing. Rodolfo Debenedetti. Gli effetti sulle competenze degli studenti di scuola primaria in Piemonte. Abbiati G., Monti P., Pinotti P. (a cura di), Milano: Fondazione Ing. Rodolfo Debenedetti, Torino: Compagnia di San Paolo, 2022. https://www.compagniadisanpaolo.it/it/documenti/nati-per-leggere-piemonte-valutazione-dimpatto/

[3] Barone C., Chambuleyron E., Vonnak, R., Assirelli G., Home-based shared book reading interventions and children’s language skills: a metaanalysis of randomised controlled trials. Educational Research and Evaluation, 1-29, 2020.

[4] Panza C., Nati per Leggere e lettura dialogica: a chi e come, Quaderni ACP, n. 2-2015, p. 96. https://www.natiperleggere.it/wp/wp-content/uploads/2018/09/Panza-NpL-e-lettura-dialogica-Quaderni-acp-2015_222_95-101.pdf

[5] Il significato di lettura dialogica assume in più ricerche e nella pratica comune significati estesi e talvolta diversi, sovrapponendosi con espressioni come lettura ad alta voce, lettura condivisa, lettura mediata, lettura duale. Un esempio volto a far chiarezza è il seguente: “Nel contesto della nostra ricerca, definiamo la lettura ad alta voce nella sua forma più semplice come l’esperienza di lettura condivisa tra un bambino e un genitore/tutore o insegnante” (in Ledger S., Merga M. K., “L’atteggiamento dei bambini nei confronti della lettura ad alta voce a casa e a scuola”, in Federico Batini (a cura di), Il futuro della lettura ad alta voce: alcuni risultati della ricerca educativa internazionale. Milano: FrancoAngeli, open access, 2022, pp.36.37).

[6] Ledger S., Merga M. K., “L’atteggiamento dei bambini nei confronti della lettura ad alta voce a casa e a scuola”, in Federico Batini (a cura di), Il futuro della lettura ad alta voce: alcuni risultati della ricerca educativa internazionale. Milano: FrancoAngeli, open access, 2022. https://www.francoangeli.it/Libro/9788835133322/Il-futuro-della-lettura-ad-alta-voce-Alcuni-risultati-della-ricerca-educativa-internazionale?id=27659

[7] Nati per Leggere Piemonte Valutazione d’impatto, op. cit., p. 68.

[8] “A fronte di ciò, diminuisce il tempo passato davanti agli schermi, quali video game e smartphone, così come la probabilità di possedere questi strumenti”, Nati per Leggere Piemonte Valutazione d’impatto, op. cit., p. 68.

[9] Cfr. Paladin L., Vivere la lettura. Come legge il cervello del bambino da zero a sei anni. Campi Bisenzio: Idest, 2021.

[10] Nati per Leggere Piemonte Valutazione d’impatto, op. cit., p. 10.

[11] Le prove di italiano per la seconda classe della scuola primaria del 2021-22 sono un chiaro esempio di sottovalutazione del codice iconico. Propongono l’analisi del testo di un albo illustrato, Gisella pipistrella (di Jeanne Willis e Tony Ross, Il Castoro, 2019), comprensibile solo con la contemporanea visione di testo e immagini, e creano così le condizioni per un’ambigua e distorta lettura da parte dei bambini. Cfr. https://www.engheben.it/prof/materiali/invalsi/invalsi_seconda_elementare/2021-2022/invalsi_italiano_2021-2022_primaria_seconda.pdf

[12] Nati per Leggere Piemonte Valutazione d’impatto, op. cit., p. 10 e p. 69.

[13] “Un limite dell’analisi risiede nell’impossibilità di isolare l’effetto di specifiche attività”, in Nati per Leggere Piemonte Valutazione d’impatto, op. cit., p. 69.

[14] “Il 41,4% della popolazione di 6 anni e più ha letto almeno un libro nell’ultimo anno, dato in lieve aumento rispetto al 2019 (+3%)”, in ISTAT, Produzione e lettura di libri in Italia. febbraio 2022. https://www.istat.it/it/archivio/266127#:~:text=Il%2041%2C4%25%20della%20popolazione,%2C3%25%20ascolta%20solo%20audiolibri.

ABSTRACT

Following the recent research Impact assessment of the benefits of reading from the Born to Read campaign – Piedmont Region, here are some observations on the results that emerged. It is emphasized that the benefits of reading should not be sought only in specific ways, such as dialogic reading, but in the amount of actions activated by several subjects and institutions: family, nursery school, kindergarten, pediatric unit, library. The differences between the reading methods of children from zero to six years – oral, iconic, multimodal – and those required to children going in the primary school should be considered; first ones are neither taken up nor valued due to the predominance reserved for textual deciphering reading. This neglect should be considered as a gap that does not facilitate the understanding of the benefits of being exposed to NpL after six years. The aspiration to master the Italian language in everyday social communication could help explain the persistence of the effects of NpL over time among groups of foreign children, as shown by the research.

 

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Luigi Paladin

Luigi Paladin

Psicologo, bibliotecario, esperto di letteratura per l’infanzia. Già docente di Psicologia sociale e Tecniche di animazione della lettura presso l’Università degli studi di Brescia e di Teorie e tecniche di catalogazione presso l’Università Cattolica. Coordinatore e docente dei Corsi per bibliotecari della Scuola IAL-Lombardia di Brescia e Milano, da tempo formatore presso ANCI Lombardia. È stato componente della Commissione nazionale biblioteche per ragazzi dell'AIB, collabora con Nati per Leggere a livello locale e nazionale. Presidente con Rita Valentina Merletti del Premio Nazionale Nati per Leggere del Salone Internazionale del Libro di Torino XIII edizione, nel 2022. Premio Andersen 2005. Collabora ed è membro del Comitato scientifico di LiBeR. Ultima pubblicazione: Paladin L., Vivere la lettura: come legge il cervello del bambino da zero a sei anni. Campi Bisenzio: Idest, 2021.

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