skip to Main Content
LETTURE LENTE - rubrica mensile di approfondimento
A cura di Elisa Campana e Francesca Velani - Promo PA Fondazione, Alessandra Gariboldi - Fondazione Fitzcarraldo, Rosa Maiello - AIB Associazione Italiana Biblioteche, Emanuele Curti - Lo Stato dei Luoghi, Adele Maresca - ICOM, Catterina Seia - CCW-Cultural Welfare Center
© Progetto Dance Well, Danzare Con Il Parkinson, CSC, Bassano Del Grappa, 2017
© Progetto Dance Well, Danzare con il parkinson, CSC, Bassano del Grappa, 2017

Molti Paesi europei hanno avviato e supportano programmi nazionali volti ad affrontare sfide sociali e priorità di salute pubblica attraverso pratiche culturali, pubblicando linee guida e documenti programmatici che segnano una strada per l’implementazione di politiche intersettoriali tra Cultura e Salute. Crescenti e numerosi sono, infatti, gli studi promossi dalla Commissione Europea e dai Ministeri della Salute e dai Ministeri della Cultura, da Università e nuovi centri di competenza nati nei diversi Paesi per far emergere le evidenze scientifiche dell’impatto, il patrimonio dei soggetti e delle esperienze attive nei diversi territori e che nel contempo restituiscono raccomandazioni ai decisori per creare condizioni abilitanti per lo sviluppo delle prospettive che si aprono. È tempo di politiche anche in Italia.

 

Il dibattito sulla Cultura come risorsa per la Salute – caldo nel mondo culturale post pandemico – ha trovato sostegno e impulso dalla posizione assunta dall’OMS-Organizzazione Mondiale della Sanità della Regione Europa, con la pubblicazione a fine 2019 del più ampio rapporto mai realizzato, “What is the evidence on the role of the arts in improving health and well-being? A scoping review” [1], che acclara come la partecipazione ad attività culturali e l’espressione creativa influiscano sul miglioramento della salute e del benessere bio-psico-sociale delle persone (partendo dalla loro salute mentale) in tutto l’arco della vita: dal periodo perinatale, allo sviluppo nella prima infanzia, al benessere in adolescenza, all’invecchiamento attivo. I benefici si leggono nella prevenzione, nell’alleanza nei percorsi di gestione e cura delle patologie e disabilità, arrivando al fine vita, nei luoghi della cura, della cultura, della quotidianità.

In particolare, ponendo al centro le potenzialità degli individui, le pratiche delle arti aiutano a spezzare povertà relazionali ed educative, a sviluppare quelle che OMS definisce le abilità per la vita (le life skills 1993, partendo dall’empatia, dalla relazione) fondamentali per la promozione della Salute (Carta di Ottawa, 1986) che si basa sulla autorealizzazione e lo sviluppo di resilienza alle avversità.

Crescenti e numerosi sono gli studi promossi dalla Commissione Europea, dai Ministeri della Salute, dai Ministeri della Cultura, da Università e nuovi centri di competenza nati nei diversi Paesi per far emergere le evidenze scientifiche dell’impatto, il patrimonio dei soggetti e delle esperienze attive nei diversi territori e che nel contempo restituiscono raccomandazioni ai decisori per creare condizioni abilitanti per lo sviluppo delle prospettive che si aprono. Molti Paesi europei le hanno recepite a livello governativo per supportare programmi nazionali volti da affrontare sfide sociali e priorità di salute pubblica, con la pubblicazione di linee guida e documenti programmatici che segnano una strada per l’implementazione di politiche intersettoriali tra Cultura e Salute.

L’università europea che più ha pubblicato negli ultimi cinque anni su “Cultura e Salute” è UCL-University College of London (oltre 70 articoli accademici), che ha restituito in questo mese un nuovo rapporto riassuntivo (The Impact of Arts and Cultural Engagement on Population Health), che presenta studi di coorte su campioni significativi, che mostrano evidenze di forte correlazione della partecipazione culturale alla qualità della vita in tutto il ciclo, la sua connessione alla longevità, a comportamenti sociali e sanitari più positivi nei bambini e nei giovani, a una migliore salute mentale in età adulta, minori rischi di depressione e demenza in età avanzata e persino livelli più bassi di dolore cronico e fragilità. Le metodologie adottate hanno permesso di dimostrare che la relazione positiva persiste anche in considerazione a fattori demografici, socio-economici e condizioni specifiche di salute.

Sono risultati che favoriscono la comprensione dell’impatto a lungo termine delle arti da parte dei decisori. Come afferma la dottoressa Daisy Fancourt – coordinatrice del team “The social bio-behavioural”, il punto è dato dalle diseguaglianze: “Le arti ci aiutano a stare bene e vivere più a lungo, ma l’accesso alle esperienze culturali non è equo”. Occorrono impegni congiunti della politica, degli investitori sociali, delle organizzazioni sanitarie e culturali, a considerare questa alleanza come pilastro della salute pubblica.

In questa direzione, ritroviamo sempre più frequentemente nei documenti di politiche nazionali e locali, anche in Italia, il contributo della partecipazione culturale al ridisegno della Sanità e del Welfare, verso una visione generativa, di prossimità e di comunità, espresso con il neologismo italiano Welfare Culturale (una prima definizione sull’Atlante Treccani, 2020).

Il presente articolo propone una sintesi della ricognizione, suddivisa per Paesi, sulla forte convergenza ed evoluzione in atto a livello europeo delle politiche, dei quadri normativi, degli strumenti formali e informali, caratterizzate da percorsi storicizzati che considerano la Cultura come risorsa per la Salute, individuale e di comunità. Si parte dalle grandi opportunità che si aprono con la corrente programmazione della Commissione Europea.

UN’ATTENZIONE CRESCENTE NELLE POLITICHE COMUNITARIE

L’alleanza possibile tra Cultura e Salute, già dal settennale della programmazione EU in corso, manifesta significative opportunità.

Con la Nuova Agenda Europea della Cultura, nel 2018, la Commissione Europea ha introdotto un principio fortemente innovativo, indicando come pilastri delle politiche delle prossime decadi i cosiddetti crossover culturali, ovvero la necessità di creare o rafforzare relazioni sistematiche e sistemiche tra la cultura e altri ambiti di policy, un tempo debolmente interconnessi, in primis salute, per affrontare efficacemente le nuove sfide sociali. È un riconoscimento strategico nei confronti delle esperienze avviate, ma nel contempo una chiara indicazione dell’investimento prospettico.

Per supportare questo indirizzo, nel 2021 la Direzione Generale Cultura e Educazione della CE ha lanciato l’Azione Preparatoria ‘Cultura per la Salute’ funzionale a individuare le migliori modalità per sostenere progetti di integrazione tra cultura e benessere, che saranno oggetto della programmazione comunitaria a partire dal 2024. In questa direzione verrà concluso a giugno il programma di ricerca CultureForHealth, avviato nel 2021, azione preparatoria EU “Sviluppo politiche dal basso per la cultura e il benessere” finanziato dalla Commissione, che ha prodotto un primo report a febbraio con la mappatura di oltre 700 progetti, sviluppati prevalentemente in periodo pandemico, analizzato 300 studi scientifici e avviato progetti pilota valutabili.

La salute mentale è uno dei campi più frequenti e consolidati di esperienza di progettualità culturali. Voices of Culture, il programma di confronto strutturato tra Commissione Europea e settore culturale, ha dedicato uno dei suoi dialoghi a una delle priorità di salute pubblica: il benessere dei giovani. La call del luglio 2022 su “Giovani, Salute Mentale e Cultura” ha coinvolto 54 organizzazioni culturali in Europa e generato un report pubblicato nel 2023, ricco di casi e prospettive.

Chiara è l’indicazione del Work Plan for Culture 2023-2026 con l’area di intervento “Cultura e Salute” nell’ambito “Cultura per le persone: potenziare la partecipazione culturale e il ruolo delle culture nella società”.

Per il 2024, il piano di lavoro del Programma Horizon per il Cluster 2 (sul Patrimonio culturale) prevede il sostegno a progetti di ricerca e sperimentazione tra Cultura e Salute.

Dato il crescendo delle pratiche, la Commissione ha realizzato a fine 2022 un vero e proprio catalogo di progettualità (Get inspired! Culture: a driver for health and wellbeing in the EU) emerse dagli innumerevoli programmi di finanziamenti comunitari degli ultimi due anni, per proporle come stimolo allo sviluppo delle potenzialità di questo campo ibrido di studio, e alla promozione di pratiche e politiche.

Va in questa direzione OMS-Organizzazione Mondiale della Sanità Regione Europa (53 Paesi) che ha costituito un ufficio dedicato: con la pubblicazione del Report 67/2019, una vera e propria pietra miliare, ha varato un nuovo corso favorendo studi e ricerche, sperimentazioni in alleanza con la Commissione Europea nello sviluppo della relazione tra Cultura e Salute, partendo dalla Salute mentale. Il percorso è coerente con i modelli olistici e integrati di OMS, “Salute in tutte le politiche” e “One Health” per la promozione della Salute.

Nel 2022, con la Social Prescribing Academy OMS Regione Europa ha pubblicato l’International Playbook Global Social Prescribing Alliance, uno strumento per favorire con linee guida l’introduzione della prescrizione sociale a livello nazionale e locale e diffondere buone pratiche rivolte a migliorare la salute e il benessere delle persone e delle comunità, a sostenere servizi sanitari e creare nuove opportunità di lavoro, in un’ottica di sostenibilità sociale, economica e sanitaria.

CCW-Cultural Welfare Center, il primo centro di competenza in Italia sulla relazione tra Cultura e Salute, coinvolto in numerosi programmi comunitari, mette a disposizione in open source paper e rapporti in italiano ed organizza cicli di incontri per favorirne un’ampia diffusione tra operatori e policy makers.

COSA ACCADE NEI DIVERSI STATI EUROPEI?

I Paesi anglosassoni e scandinavi si sono caratterizzati dagli anni ’90 del secolo scorso per una forte attenzione alle medical humanities e per una densità di programmi di ricerca e politiche di prescrizione sociale. La Francia è scesa in campo varando politiche abilitanti a partire dagli anni 2000. Altri Paesi si affacciano. Cosa accade in Italia?

La seguente rassegna di policies sistemiche, ben articolate in termini di norme, programmi e attività, arrivate ad un grado di maturazione tale da essere oggi parte integrante dell’approccio alla cultura nei Paesi che le hanno varate e sviluppate, può ispirare lo sviluppo.

  1. REGNO UNITO

1994 | PROGRAMMA DI ATTIVITÀ

Una delle esperienze più mature del settore risale al 1994: è il programma «Arts on Prescription» (AOP), attività artistiche su prescrizione medica in alleanza a cure su problemi clinici [2]. Il progetto nel 2016 ha condotto all’istituzione della Rete Nazionale di Prescrizione Sociale e nel 2019 alla Social Prescribing Academy.

2005 – 2007| DA UN PERCORSO DI RICERCA, NASCE UN DOCUMENTO DI PROGRAMMAZIONE con MISURE FINANZIARIE

Tra il 2005 e 2006 il Ministero della Salute inglese ha commissionato una ricerca a Harry Cayton, Direttore nazionale per i pazienti e il pubblico, per analizzare le iniziative di arte e salute nel territorio inglese, con l’obiettivo di trasformare il sistema di buone pratiche del Paese in una politica nazionale. Nel 2007, il Report of the review of arts and health working group, del “Gruppo di lavoro Arte e Salute” coordinato da Cayton [3] ha fornito raccomandazioni e indicazioni operative per lo sviluppo di iniziative da parte del Ministero della Salute.

Il Prospetto su Arte e Salute (Cayton, 2007) [4] edito dall’Arts Council England e dal Department of Health recepisce le raccomandazioni del Report e fornisce le coordinate per lo stanziamento di fondi pubblici. Attraverso l’Arts Council England tra il 2005 e il 2008 vengono investiti 1,7 miliardi di sterline per promuovere le arti, nella convinzione che “la cultura giochi un ruolo essenziale nel creare un senso di benessere e nel miglioramento della qualità della vita, aspetti che contribuiscono alla salute degli individui, delle comunità e della nazione”.

2017 | RICERCA E RACCOMANDAZIONI POLITICHE

Il “Gruppo Parlamentare misto su Arte, Salute e Benessere” [5] ha svolto un’indagine sulle pratiche artistiche e sulle ricerche in tema nel settore sanitario e di social care, con lo scopo di fornire al Governo raccomandazioni utili al miglioramento di politiche e pratiche. Gli esiti dell’indagine e le raccomandazioni politiche sono restituiti nel report Creative Health: the Arts for Health and Wellbeing (2017).

Il Gruppo ha inoltre sviluppato linee guida per l’attuazione dei programmi in collaborazione con l’Associazione dei Direttori della Sanità Pubblica, l’Associazione degli Enti Locali, il Consiglio Nazionale per le Organizzazioni di Volontariato, l’Istituto per l’Eccellenza dell’Assistenza Sociale e il Centro per il benessere “What Works” [6].

2016 – 2018 | DOCUMENTO PROGRAMMATICO del MONDO CULTURALE

Il Dipartimento di Cultura, Media e Sport include la Salute all’interno del Culture White Paper (Department for Culture, Media and Sport, 2016) assumendo fondamentale il contributo “alla rigenerazione, alla salute e al benessere delle nostre regioni e città”. Afferma: “Lavoreremo con l’Arts Council England, l’Heritage Lottery Fund, il Dipartimento di Salute Pubblica e altri partner per sviluppare e promuovere il contributo dei settori culturali al miglioramento di salute e benessere”, investendo per la costruzione di “una nazione più equa e sana, comprendendo sempre meglio la profonda relazione tra cultura, salute e benessere” [7].

  1. LA SCANDINAVIA

I Paesi scandinavi sono tra gli apripista di programmi di ricerca longitudinali sull’alleanza tra Cultura e Salute e di alta formazione nelle medical humanities.

2007 | FINLANDIA

Il Paese vara nel 2007 un programma governativo di promozione della salute che si concentra sul potenziamento del contributo dell’arte e della cultura su salute e benessere (2007) [8]. Nel 2011, la città di Turku vince il titolo di Capitale Europea della Cultura, con un focus su Cultura e Salute.

2009 | SVEZIA

La Commissione Cultura del Governo svedese nel 2009 pubblica The Cultural Report, un documento programmatico che indica come strategica la collaborazione tra le policy culturali e quelle di salute pubblica e propone al “Consiglio Nazionale per gli affari culturali” di valutare e analizzare il lavoro delle istituzioni culturali sui temi della salute per creare una Agenzia nazionale dedicata [9].

2015| NORVEGIA

Le leggi governative emanate sulla salute pubblica e sulla cultura sottolineano l’importanza delle arti nella promozione e nella cura della salute [10].

  1. IRLANDA

2010 | DOCUMENTO PROGRAMMATICO

Arts Council Ireland e Health Service Executive collaborano attivamente dagli anni Novanta, producendo documenti strategici e di policy. Nel 2010 viene approvato il documento programmatico Arts and health policy and strategy [11], documento programmatico in cui il Ministero della Cultura ribadisce l’importanza delle iniziative tra cultura e salute e le promuove in maniera sistematica.

  1. FRANCIA

1999 | PROGRAMMA NAZIONALE DI ATTIVITÀ

Nasce «Culture & Santé», il dispositivo nazionale declinato a livello regionale per il finanziamento di interventi artistico-culturali in ambito ospedaliero

2010 | CONVENZIONE

Da oltre vent’anni, con un budget di circa 4 milioni di euro all’anno, i Ministeri di Cultura e Salute francesi sostengono oltre 600 progetti attivi in tutte le discipline e per tutti i pubblici.

Il Ministro della Salute e dello Sport e il Ministro della Cultura e della Comunicazione nel 2010 hanno infatti sancito una convenzione nazionale per regolamentare e fornire linee guida per l’applicazione del Programma “Culture & Salute” sopracitato, con il finanziamento di interventi artistico-culturali in ambito ospedaliero [12]. La convenzione fornisce indicazioni pratiche per programmi su scala regionale, indicando la prospettiva di estensione oltre gli ospedali, coinvolgendo in fase sperimentale strutture medico-sanitarie di varia natura. Istituisce un tavolo di lavoro interministeriale per comprendere la validità dell’estensione per una sperimentazione su quattro regioni, monitorata da parte di un comitato. Il documento riafferma l’importanza dell’azione interministeriale nel campo della cultura per sviluppare iniziative nell’ambito della Sanità, nella convinzione che “una vita culturale riduce l’isolamento del paziente e rispetta la dimensione esistenziale della persona”.

Il documento incoraggia i gemellaggi tra ospedali e partner culturali locali, formalizzati da accordi sul ruolo e gli impegni di ciascuno in termini di risorse umane e finanziarie.

Alla convenzione è annesso un protocollo attraverso il quale la Federazione degli ospedali francesi si impegna a incoraggiare e monitorare i risultati, a promuove progetti a sostegno dello sviluppo delle politiche culturali in area sanitaria, a rispondere a dubbi, organizzare formazione e convegni, divulgare i principi.

COSA ACCADE IN ITALIA?

Lo scenario italiano non presenta oggi politiche nazionali dedicate al welfare culturale, nell’accezione di cui alla premessa, né con l’articolazione appena vista nella casistica scelta a rappresentare le politiche più mature dell’Europa.

Tuttavia, sia in ambito settoriale – nello specifico della lettura – che territoriale, a livello di alcune regioni, troviamo elementi che potrebbero ispirare l’adozione di più ampie e auspicabili politiche nazionali abilitanti. Il programma “Nati per Leggere”, che promuove la lettura dal periodo perinatale ai primi 6 anni, operativo da oltre vent’anni, sostenuto dal Centro per il Libro e la Lettura, dalle amministrazioni territoriali e da investitori sociali, è inserito nelle linee guida della Salute da parte di diverse Regioni: la lettura, raccomandata nelle agende di gravidanza, può essere la prima azione considerabile on prescription nel nostro Paese.

Quali sono le principali fonti normative e azioni che potrebbero configurare politiche territoriali e nazionali?

FONTI NORMATIVE NAZIONALI

  • La Legge 15/2020 Promozione e sostegno alla lettura, all’art. 2 “Piano d’azione nazionale”, indica tra gli obiettivi da adottare (ed effettivamente adottati) il “ favorire la lettura da parte delle persone con disabilità o con disturbi del linguaggio e dell’apprendimento, anche mediante la promozione dell’utilizzo degli audiolibri e delle tecniche del libro parlato nonchè di ogni altra metodologia necessaria alla compensazione dei bisogni educativi speciali”, “ nella prima infanzia anche attraverso il coinvolgimento dei consultori, della pediatria di famiglia e delle ludoteche”; “promuovere la lettura presso le strutture socio-assistenziali per anziani e negli ospedali mediante iniziative a favore delle persone ricoverate per lunga degenza”.
    Conseguentemente, il Piano d’azione per la lettura 2021-2024, in attuazione della legge, promuove obiettivi operativi corrispondenti alle suindicate finalità, attraverso bandi e incentivi [13].
  • Il protocollo nazionale AIB – Carceri e il Framework nazionale per gli accordi tra comuni e carceri, pur non esplicitando il concetto del welfare culturale, rilevano in termini statistici la correlazione tra suicidialità e contesti in cui mancano servizi culturali (Protocollo Min. Giustizia – DAP, Anci, AIB, Conferenza delle Regioni per lo sviluppo delle biblioteche carcerarie).

UNA PRIMA RICOGNIZIONE TRA LE REGIONI D’ITALIA

1996 | PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO

Bolzano è stata l’apripista di sperimentazioni, accompagnate da ricerche, che hanno influenzato le politiche culturali volte al miglioramento della qualità della vita delle Persone e delle Comunità, così come illustrato meglio da Antonio Lampis in numerosi suoi scritti (2017; 2019) [14].

2017-2026 | PUGLIA

In coerenza con il Piano strategico della cultura 2017-2026 [15], la Regione ha destinato un finanziamento mediante POR 2014/2020 – Azione 6.7 a quattro macro aree di azione – Community Library, Laboratori di Fruizione, Teatri Storici, Empori della creatività, grazie al quale, anche nel 2022, sono state inaugurate nuove biblioteche e istituzioni culturali.

Con la Del. G.R. n. 1736 del 29/11/2022 la Giunta Regionale ha approvato l’indirizzo per l’avvio di un percorso sperimentale per la co-progettazione, la selezione e il finanziamento, il monitoraggio e la valutazione di interventi di grande rilievo culturale e metodologico da realizzare nei luoghi di cultura già oggetto di interventi di recupero e valorizzazione. Ha inoltre approvato la variazione al Bilancio di Previsione 2022 e pluriennale 2022-24 per la costituzione di un fondo regionale per il welfare culturale e il sostegno ad azioni di innovazione sociale e culturale per la valorizzazione dei luoghi di cultura di importo complessivo di €700.000,00 a valere sul Bilancio Autonomo, tra spesa corrente e spesa in conto capitale.

2019 – 2020 | MARCHE

  1. Rete per il welfare culturale nelle Marche: nel corso del 2020 il Comune di Recanati [16] ha commissionato una ricognizione delle esperienze tra cultura e salute attive sul territorio marchigiano, che ha portato alla redazione di una “Proposta per lo sviluppo di una policy intersettoriale in materia di welfare culturale” presentata all’Assessore alla Cultura della Regione Marche. Dal Tavolo di lavoro costituito durante l’indagine è nata la Rete per il welfare culturale nelle Marche (nel 2021), aperta, alla quale si aderisce sottoscrivendo un protocollo di intenti: oggi conta oltre 60 organizzazioni.
  2. Piano Triennale Regione Marche 2021-2023: la Regione ha recepito le indicazioni dell’indagine territoriale sopracitata, inserendo un’azione specifica “Cultura e Benessere” dedicata al welfare culturale, nel “Piano della Cultura della Regione 2021-2023”.
  3. Bando regionale per ETS: nel settembre 2022 è stato pubblicato l’avviso regionale per sostenere attività di welfare culturale [17], in attuazione del DM 9/2021, finanziato nell’ambito dell’Accordo di Programma 2021 Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali-Regione Marche 2021 per il sostegno allo svolgimento di attività di interesse generale da parte di Organizzazioni di volontariato, Associazioni di promozione sociale e Fondazioni del Terzo Settore (in generale a ETS), con una dotazione di oltre 700 mila euro complessivi in due categorie: la prima destinata ad un unico progetto di rete di carattere regionale per un importo di €319.951, la seconda per 10 progetti di area vasta con €40.000 ciascuno. L’obiettivo dei progetti è “raggiungere il benessere degli utenti utilizzando prevalentemente come mezzo contenuti culturali (welfare culturale)”, riconoscendo che molte sono le attività che possono essere realizzate in questo specifico ambito e che possono “indubbiamente contribuire a migliorare le condizioni di salute e benessere dei cittadini attraverso l’attivazione di percorsi trasversali ed intersettoriali e che producano una proficua interazione tra cultura e sistema socio-sanitario”.

2020 | PIEMONTE

Il territorio è caratterizzato da oltre un ventennio da una densità di pratiche, molto mature, che ha profonde radici in stagioni di radicale innovazione sociale, ma mai indagate in profondità. Fondazione Compagnia di S. Paolo nel 2020 ha commissionato l’indagine “Cultura e Salute. Verso un nuovo Welfare Culturale”, la prima azione di ricerca nella macro-regione Piemonte, Valle D’Aosta e Liguria volta alla conoscenza dei soggetti e progetti attivi e/o sensibili alla relazione virtuosa tra Cultura e Salute. La ricerca [18] ha alimentato il programma strategico pluriennale su Cultura e Salute dell’Ente, in rapporto all’Obiettivo di Salute Sostenibile 3 (SDGs3), “Assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età”, dell’Agenda 2030, che ha finanziato quattro progetti faro, su altrettante sfide di salute, i cui esiti verranno presentati il prossimo giugno. Il report finale [19] che riporta i principali esiti della ricerca contiene anche delle raccomandazioni rivolte alla politica per sviluppare in modo sistematico le esperienze che affrontano complesse sfide di salute:

– fornire maggiore sostegno, continuativo a progetti, reti e partnership strategiche;

– favorire percorsi di capacity building intersettoriali, dall’alta formazione a quella continua;

– ri-orientare e sviluppare la ricerca valutativa.

La Fondazione, inoltre, da vent’anni sostiene il programma “Nati per Leggere”, con la Regione Piemonte con cui ha convenzione. Con il bando di nuova generazione lanciato nel 2022 “Cultura per crescere” sta promuovendo la nascita di ecosistemi territoriali integrati tra istituzioni culturali, educative, socio-sanitarie ed Enti del Terzo Settore, a favore delle famiglie nella prima infanzia.

Nel 2022 è scesa in campo la Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo [20] che ha sviluppato un programma di investimento sul welfare culturale dedicato al benessere degli adolescenti.

La politica degli investitori sociali evidenzia la rilevanza della relazione tra Cultura e Salute, muove collaborazione interistituzionale, per costruire risposte innovative e sistematiche a grandi sfide sociali.

2021 – 2022 | EMILIA-ROMAGNA

L’Emilia-Romagna, regione molto feconda sotto il profilo dell’innovazione sociale, ha un ricco tessuto di buone pratiche pronte ad evolvete in politiche. Si segnalano:

  1. 2020-21: il Comune di Parma [21], nell’ambito dell’attività di Parma Capitale Italiana della Cultura 2020-21, ha sviluppato una indagine regionale sullo stato dell’arte delle azioni di welfare culturale. La Città ha innestato questa riflessione nell’ambito del lavoro sul “Protocollo di Parma”, un protocollo d’intesa in materia di salute della città, firmato con le principali organizzazioni sanitarie cittadine. La rilevazione ha mappato l’esistente per far emergere il patrimonio di buone pratiche e raccomandare quindi agli organi governativi di rafforzare le politiche sul territorio regionale. In particolare, sono emerse le seguenti necessità:
  • definire un documento di orientamento/indirizzo della Giunta Regionale;
  • accompagnare la collaborazione intra e interistituzionale;
  • sviluppare un sistema comune di monitoraggio e valutazione;
  • sostenere formazione intersettoriale (tavoli di co-progettazione) a livello regionale.
  1. Dagli esiti della ricerca regionale sul welfare culturale, la Regione Emilia-Romagna [22] ha avviato nel 2022 una ricognizione sull’accessibilità culturale nell’intero sistema museale regionale. Il report presenta raccomandazioni alla Regione sia in termini di politiche culturali per lo sviluppo territoriale, sia in termini più specifici legati all’accessibilità, come presupposto per il welfare culturale. Le principali proposte emerse sono:
  • percorso di formazione dedicato alle tematiche dell’accessibilità;
  • incontri di network dedicati al confronto e all’approfondimento guidato fra operatori dei musei e di tutto il sistema culturale e socio-sanitario;
  • necessità di un set di linee guida condivisibili e consultabili;
  • definizione di requisiti chiari per definire la figura professionale associata all’accessibilità;
  • creare una piattaforma online, con bandi dedicati e una banca dati aggiornata.

Questo lavoro viene accompagnato da un programma interregionale di formazione e networking sul tema, che si svilupperà tra Emilia-Romagna e Toscana durante il 2023, aperto e inclusivo, come pensiero e come soggetti.

2022 | UMBRIA

La Regione Umbria ha stanziato un primo finanziamento per sostenere progetti di welfare culturale nei musei attraverso due bandi “Musei e welfare culturale”, concedendo nel 2022 contributi regionali per circa 175mila euro, importo che ha garantito la copertura dell’80% dei costi dei progetti realizzati.

2022 | FRIULI VENEZIA GIULIA

Con la Legge regionale 14 novembre 2014, n. 22, il Legislatore ha inteso contrastare il fenomeno della solitudine, riconoscere e valorizzare il ruolo delle persone anziane, sostenere l’invecchiamento attivo, formalizzando la creazione di un Tavolo permanente tra le diverse Direzioni centrali ( Direzione generale; Direzione centrale salute, politiche sociali e disabilità; Direzione centrale cultura e sport), a cui compete la predisposizione di piani di attuazione annuali in applicazione del programma triennale, approvato entro il 28 febbraio di ogni anno dalla Giunta regionale. Il Programma Triennale (2022-2024) degli interventi di attuazione della legge regionale 22/2014 “Contrasto alla solitudine e promozione dell’invecchiamento attivo”, contiene una linea dedicata a “Cultura e turismo sociale” che sottolinea la “promozione e valorizzazione del nesso tra fruizione e produzione di cultura e benessere fisico delle persone, soprattutto per quelle più anziane” [23].

2022 | CAMPANIA

La Regione Campania affida alla Fondazione Politiche Integrate di Sicurezza (Pol.I.S.), tra l’altro, il compito di destinare i fondi confiscati alla criminalità organizzata per attività e progetti di vario tipo, tra cui l’attivazione di punti lettura per bambini da 0 a 6 anni sul territorio regionale ai sensi della L.R. 15/2020. Nel 2022 è avvenuta la ricognizione delle sedi dove attivare i suddetti punti di lettura.

QUALI SVILUPPI PER IL NOSTRO PAESE?

Dall’analisi del panorama nazionale emergono

  • una diffusa attività intersettoriale, ascrivibile al welfare culturale, in alcuni casi molto matura, ma ancora pulviscolare, legata a singoli progetti e non leggibile nell’insieme;
  • la necessità di condividere processi rigorosi, sviluppare la cultura della valutazione, portando a modello buone pratiche già in essere;
  • la forte esigenza di formazione che favorisca il dialogo e la cooperazione intersettoriale, tra gli ambiti culturali, socio-sanitari ed educativi, per gli operatori, come per i decisori, dall’alta formazione alla formazione continua;
  • la mancanza di politiche abilitanti e di misure finanziarie dedicate allo sviluppo della ricerca e di azioni di medio e lungo periodo.

A fronte di sfide sociali complesse – partendo dalla faglia delle diseguaglianze, dalla povertà educativa e relazionale -, considerando l’opportunità in corso del ridisegno di ogni sistema – in primis salute, welfare ed educazione -, delle priorità di salute pubblica – come il benessere degli adolescenti, la necessità di invecchiamento attivo imposta dall’incremento della longevità -, dell’orientamento delle politiche comunitarie, è il momento per passare da pratiche diffuse a programmi, con politiche abilitanti, nazionali, locali.

Il tempo è ora.

NOTE E RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

[1] Traduzione italiana a cura di DoRS Regione Piemonte Centro di Documentazione Regionale per la Promozione della Salute e CCW-Cultural Welfare Center, autorizzata da OMS, disponibile sotto la licenza Creative Commons al seguente link.

[2] H.L. Stuckey, and J. Nobel (2010). The Connection Between Art, Healing, and Public Health: A Review of Current Literature. American Journal of Public Health, Vol 100, No. 2.

[3] Cayton H., Report of the review of arts and health working group. Leeds: Department of Health, 2007, consultabile al seguente link.

[4] Cayton H., Hewitt P., A prospectus for arts and health. London: Arts Council England, 2007.

[5] The All-Party Parliamentary Group on Arts, Health and Wellbeing (APPGAHW) è stato creato nel 2014, non ha uno status ufficiale all’interno del Parlamento, ma è più simile a una Commissione.

[6] Ibidem.

[7] Department for Culture, Media & Sport, The Culture White Paper. London, 2016, consultabile al seguente link.

[8] Liikanen H-L. Art and culture for well-being: proposal for an action programme 2010–2014. Helsinki: Ministry of Education and Culture; 2010 (Publications of the Ministry of Education and Culture 2010:9).

[9] Report of the Swedish Committee of Inquiry on Cultural Policy. Stoccolma, 2009. La sintesi in inglese è consultabile al seguente link.

[10] Theorell T, Knudtsen MS, Bojner Horwitz E, Wikström BM. Culture and public health activities in Sweden and Norway. In: Clift S, Camic PM, editors. Oxford textbook of creative arts, health, and wellbeing: international perspectives on practice, policy and research. Oxford: Oxford University Press; 2015.

[11] Arts Council of Ireland, Arts and health policy and strategy. Dublino, 2010, consultabile al seguente link.

[12] Convention « Culture Et Santé » entre le Ministere De La Sante Et Des Sports et le Ministere De La Culture Et De La Communication, 2010, consultabile al seguente link.

[13] Risulta importante citare di seguito ulteriori fonti normative, perché rappresentano la chiara volontà di “Salute in tutte le politiche” e “One Health” di OMS. La Legge 27 dicembre 2006, n. 296, recante Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2007), all’art. 1, comma 1250, lett. d), prevede l’elaborazione di un Piano nazionale per la famiglia «che costituisca il quadro conoscitivo, promozionale e orientativo degli interventi relativi all’attuazione dei diritti della famiglia”. Il D.P.C.M. 10 marzo 2009, n. 43, recante il Regolamento istitutivo dell’Osservatorio nazionale sulla famiglia, stabilisce che fornisca supporto tecnico-scientifico al Dipartimento per le politiche della famiglia ai fini della predisposizione del Piano, così facilitando l’attuazione delle politiche in favore della famiglia in ogni ambito e la tutela dei diritti della famiglia in tutte le sue componenti e le sue problematiche generazionali. Il Piano nazionale per la famiglia adottato il 10 agosto 2022 contiene molteplici riferimenti all’importanza di interventi formativi come forma di prevenzione di disagi e di sostegno al benessere familiare.

[14] Antonio Lampis, Verso un’idea di welfare allargato. Il welfare culturale nelle iniziative della Provincia Autonoma di Bolzano, in: Economia della culturaAnno XXVII, 2017 n. 1.

Antonio Lampis, Musei, accessibilità e welfare culturale. in AA.VV., Cultura come diritto: radici costituzionali, politiche e servizi, Associazione Civita, A&A Studio Legale, 2019, consultabile al seguente link.

[15] Consultabile al link https://www.piiilculturapuglia.it/piano-strategico-della-cultura-della-regione-puglia/

[16] Il percorso marchigiano è stato ed è curato da Promo PA Fondazione.

[17] Pagina dedicata al bando sul sito della Regione Marche: https://www.regione.marche.it/Regione-Utile/Sociale/Terzo-settore/Contributi-agli-ETS

[18] Ricerca e progetto sono stati affidata alla Fondazione Medicina a Misura di Donna e sviluppata con CCW – Cultural Welfare Center, DoRS Regione Piemonte e Italia no profit. CCW è stato scelto dall’Ente come alleato strategico in tema, per un triennio.

[19] Report Cultura e Salute. Verso un nuovo Welfare culturale, novembre 2020, consultabile a questo link. In risposta ai bisogni formativi CCW ha varato CCW School, formando oltre 2000 persone in due anni e varando la prima edizione del Master executive “Cultura e Salute”

[20] La ricerca (sintesi qui) è stata condotta da CCW – Cultural Welfare Center, che siede in commissione scientifica

[21] La ricerca e il progetto sono stati curati da Promo PA Fondazione

[22] La ricerca è stata curata da Promo PA Fondazione, così come il progetto interregionale di formazione di seguito citato.

[23] Programma Triennale (2022-2024) degli interventi di attuazione della legge regionale 22/2014 “Contrasto alla solitudine e promozione dell’invecchiamento attivo”, consultabile a questo link.

ABSTRACT

Many European countries have started and supported national programs in order to face social challenges and priorities related to public health through cultural practices, publishing guidelines and programmatic documents that mark a pathway towards the implementation of intersectoral policies between culture and health. Indeed, there are a growing number of studies promoted by the European Commission, Ministers of Health, Ministers of Culture, as well as universities and new competence centers with the aim of shedding light on scientific evidence, subjects and practices which operate in different territories in the field of cultural welfare, and recommendations for policymakers in order to create enabling conditions for the development of future prospectives. It’s time for policies in Italy too.

 

Clicca qui e leggi gli altri articoli della sezione “WELFARE CULTURALE” di LETTURE LENTE

© AgenziaCULT - Riproduzione riservata

Back To Top