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Domande dal 15 luglio al 15 settembre. Il MiC finanzia progetti contro la “siccità culturale” in periferie, aree interne e territori svantaggiati

Il Ministero della Cultura lancia il “Premio Olivetti per l’accessibilità culturale”, il nuovo strumento previsto dal Piano Olivetti per la cultura per sostenere progetti capaci di ampliare l’accesso alla cultura, rafforzare la partecipazione delle comunità e contrastare le condizioni di marginalità sociale, culturale ed economica nei territori. La misura dispone di una dotazione di 1 milione di euro annui per ciascuno degli anni 2026, 2027 e 2028. Con il decreto ministeriale del 23 aprile il MiC ha definito l’architettura del nuovo riconoscimento, mentre il bando 2026 disciplina modalità di partecipazione, criteri di valutazione e tempi della selezione.

L’OBIETTIVO: CONTRASTARE LA “SICCITÀ CULTURALE”

Al centro dell’iniziativa c’è il contrasto alla cosiddetta “siccità culturale”, definita come la carenza strutturale e persistente di opportunità di accesso, partecipazione e fruizione della cultura. Il premio punta a sostenere interventi in grado di rendere l’offerta culturale più accessibile, favorire la partecipazione attiva dei cittadini, utilizzare le tecnologie per l’inclusione culturale e sviluppare modelli innovativi nei settori culturali e creativi. Particolare attenzione è rivolta alle periferie urbane, alle aree interne e ai territori caratterizzati da condizioni di svantaggio sociale ed economico. L’impianto del provvedimento si richiama ai principi della Convenzione di Faro e al pensiero di Adriano Olivetti, che individua nella cultura un fattore di coesione sociale, sviluppo territoriale e responsabilità condivisa tra istituzioni, comunità e imprese.

QUATTRO SEZIONI PER MUSEI, SPETTACOLO E WELFARE CULTURALE

Il premio è articolato in quattro sezioni. La prima, “Musei, patrimonio culturale e territorio”, sostiene progetti dedicati a musei, parchi archeologici, archivi, biblioteche, istituti di conservazione e luoghi della cultura, con l’obiettivo di rafforzarne il ruolo come presìdi civili, educativi e sociali. La seconda sezione, “Attività culturali”, riguarda iniziative finalizzate all’abbattimento delle barriere fisiche, sensoriali, cognitive, economiche e sociali nell’ambito di festival, rassegne cinematografiche e teatrali, spettacolo dal vivo, manifestazioni letterarie e attività di promozione della lettura. La terza sezione, “Welfare aziendale e rigenerazione culturale”, è riservata a progetti promossi da imprese e società pubbliche o private per favorire il benessere culturale e creativo dei lavoratori e delle comunità di riferimento.  La quarta sezione è dedicata ai progetti sperimentali degli istituti del Ministero della Cultura e punta allo sviluppo di modelli innovativi di accessibilità e valorizzazione del patrimonio culturale. Per questa categoria non è previsto alcun contributo economico.

COME SARANNO DISTRIBUITE LE RISORSE

Dei 1 milione di euro disponibili per il 2026, 900 mila euro saranno destinati ai progetti. Per ciascuna delle prime tre sezioni potranno essere premiati fino a tre progetti, con una dotazione massima di 300 mila euro per sezione. Le risorse saranno ripartite in misura uguale tra i vincitori selezionati. I restanti 100 mila euro finanzieranno le attività di gestione, comunicazione, promozione e monitoraggio del premio. Nel caso in cui una sezione non esaurisca le risorse disponibili, le somme potranno essere redistribuite ad altri progetti ritenuti meritevoli nelle restanti categorie.

CHI PUÒ PRESENTARE DOMANDA

Per le sezioni dedicate a musei e attività culturali possono candidarsi enti pubblici, soggetti privati, enti del Terzo settore, fondazioni, associazioni culturali, partenariati pubblico-privati e imprese culturali e creative. La sezione sul welfare aziendale è invece riservata alle imprese e alle società pubbliche o private. Sono esclusi dalla partecipazione i soggetti che nel 2026 beneficiano già di contributi del Ministero della Cultura superiori a 50 mila euro. Restano ammessi esclusivamente gli uffici e gli istituti del Mic per la sezione sperimentale loro dedicata.

IL CALENDARIO DEL BANDO 2026

Le candidature dovranno essere presentate esclusivamente online attraverso il Portale Servizi del Ministero della Cultura. La piattaforma sarà aperta dalle ore 12 del 15 luglio 2026 alle ore 12 del 15 settembre 2026. L’accesso sarà consentito tramite SPID o Carta d’Identità Elettronica e i soggetti proponenti dovranno allegare un dossier progettuale contenente obiettivi, cronoprogramma, piano economico-finanziario, indicatori di risultato e modalità di coinvolgimento delle comunità.

I CRITERI DI VALUTAZIONE E TEMPI

La selezione sarà affidata a una commissione di cinque esperti nominati dal ministro della Cultura. I progetti saranno valutati sulla base di un punteggio massimo di 100 punti e dovranno dimostrare coerenza con il modello olivettiano, impatto culturale e sociale, capacità di produrre effetti duraturi, replicabilità delle esperienze e qualità delle partnership attivate. Tra gli elementi premianti figurano la capacità di generare ecosistemi culturali inclusivi e sostenibili, il coinvolgimento delle comunità locali e il contributo alla rigenerazione culturale dei territori. I progetti selezionati dovranno essere avviati entro trenta giorni dalla comunicazione del finanziamento e completati entro il 31 ottobre 2027. L’erogazione del contributo avverrà in tre tranche: un anticipo del 50%, un acconto del 30% a metà percorso e il saldo finale del 20% a conclusione delle attività, previa verifica della rendicontazione e dei risultati conseguiti.

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