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La più grande mostra su Raffaello mai realizzata, inaugurata il 5 marzo alle Scuderie del Quirinale e chiusa per l’emergenza da coronavirus pochi giorni dopo, sbarca online e nella maratona social #litaliachiamò. Per arrivare alla mostra ci sono voluti tre anni di intenso lavoro, ma ora l’esposizione è sospesa. A #litaliachiamò ne parla Mario De Simoni, presidente e amministratore delegato di Ales in collegamento video con la trasmissione. “Appena eseguita l’ordinanza di chiusura, la prima cosa che abbiamo fatto è stato ‘mandare la mostra al buio’ – ha spiegato – per rispetto delle opere che non devono essere stressate, ma anche come sottile segno di speranza per il futuro. Abbiamo coperto i disegni con teli neri e quindi, in questo momento, è come se la mostra fosse addormentata in attesa del suo risveglio, perché anche le notti più lunghe prima o poi finiscono”. 

De Simoni ha poi ricordato le iniziative che le Scuderie del Quirinale hanno messo in campo per portare l’esposizione ai tanti visitatori che avrebbero voluto visitarla in questi giorni. “Abbiamo previsto un palinsesto di pillole, brevi interventi, conversazioni con i curatori della mostra e altri esperti. Così che durante il periodo di chiusura della mostra è possibile collegarsi al sito e approfondire vari temi che i nostri specialisti presenteranno”. 

Il presidente di Ales ha anche ricordato come per allestire questa mostra sia stata necessaria una profonda collaborazione con tanti soggetti italiani e stranieri. A cominciare  dagli Uffizi, la Galleria Borghese, dalla straordinaria partecipazione dell’Opificio delle pietre dure e la disponibilità del Parco archeologico del Colosseo. Questa collaborazione, come detto, non si ferma solo a livello nazionale: ad esempio i prestiti del Louvre o la disponibilità della National Gallery e dei Musei Vaticani. 

In questo complesso momento, De Simoni ha infine scelto di mostrare un’opera esposta in mostra che ritiene molto attuale: ‘la Visitazione’. Si tratta della raffigurazione dell’incontro tra Maria ed Elisabetta. Il racconto del Vangelo non dice come le due donne si salutano, tuttavia l'arte ha sempre rappresentato questo momento con un abbraccio o, come nel caso di Raffaello, con una stretta di mano. “Oggi questi gesti così antichi non ce li possiamo permettere, ma speriamo presto di poterli ripetere”, ha concluso il presidente di Ales.

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