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Torna la campagna social del ministero della Cultura dedicata alla scoperta del nostro patrimonio culturale. Ogni lunedì, sui canali social del MiC, un invito a “scoprire i tesori della cultura e ad esplorare la bellezza del nostro patrimonio”. Protagonista del secondo appuntamento è Castel del Monte in Puglia. Tra i castelli federiciani, Castel del Monte è sicuramente il più celebre e suggestivo. Costruito nella prima metà del XIII secolo, oggi il monumento è annoverato fra i siti del Patrimonio Mondiale UNESCO, per il suo valore universale eccezionale per la perfezione delle sue forme, l’armonia e la fusione di elementi culturali venuti dal Nord Europa, dal mondo musulmano e dall’antichità classica. Un luogo di residenza confortevole e piacevole in posizione privilegiata e strategica per il controllo e la difesa del territorio circostante, in cui le due funzioni si combinano per assumere anche quella di rappresentazione simbolica del potere, rendendo visibile e tangibile la presenza e la potenza del sovrano.

Il numero otto caratterizza l’intera struttura del castello, che ha pianta ottagonale, otto stanze al pianterreno e al piano superiore, otto torri ottagonali e un cortile interno anch’esso di forma ottagonale. Come nel caso della preziosa corona del Sacro Romano Impero e la Cappella Palatina di Aquisgrana, strettamente legate alla liturgia imperiale, l’ottagono simboleggia l’equilibrio cosmico, la fusione del potere celeste con quello terreno, l’incontro tra Dio e l’uomo, rappresentato il primo dalla perfezione divina del cerchio, il secondo dalla perfezione naturale del quadrato, congiunti in un’unica forma geometrica. Recuperato dopo un lungo periodo di abbandono in cui inevitabilmente il monumento è stato progressivamente depauperato, oggi Castel del Monte conserva al suo interno un pallido riflesso dello splendore originario, di cui però rimane evidenza nella varietà e ricchezza dei materiali utilizzati, nei raffinati intarsi geometrici in marmo bianco e ardesia delle tracce di pavimento a mosaico, nel biondo calcare delle Murge accostato all’elegante breccia corallina, riservata agli elementi più rappresentativi, quali gli ornamenti del portale di accesso, i passaggi fra le sale e alcune rifiniture dei camini, delle bifore e della trifora. Il corredo scultoreo superstite, che comprende chiavi di volta e mensole figurate a sostegno delle volte ad ombrello a copertura delle torri di accesso al primo piano, offre comunque una significativa idea dell’originaria veste ornamentale del castello e presenta un’inconfondibile originalità stilistica, debitrice di forme antiche e gotiche d’Oltralpe insieme, con l’apporto della cultura orientale.

Il motivo della quadratura del cerchio torna in molte chiavi di volta, elemento centrale che si incastona perfettamente al centro della volta a crociera a copertura di ognuna delle sedici stanze. Scolpite in pietra calcarea, raffigurano motivi vegetali, animali e antropomorfi, a metà tra il reale e il fantastico. Sei sono i telamoni che sostengono le mensole di una delle torri scalari, raffigurati contratti, nell’atto di sostenere sulle proprie spalle tutto il peso della volta. La natura rappresenta la maggiore fonte di ispirazione per gli scalpellini attivi nella fabbrica di Castel del Monte e si riconoscono fra gli elementi decorativi alcune teste barbute con folta capigliatura, dotate di orecchie caprine, che permettono di identificarle come fauni o satiri, creature fantastiche della mitologia classica, testimonianza dell’ambiente multiculturale in cui operavano i magistri.

 

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