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Il QT8 è stato progettato a nord di San Siro come “mostra permanente, e progressiva nel tempo, dell’urbanistica e dell’architettura moderna” nell’ambito della VIII Triennale del 1947, un importante riferimento per la storia della cultura urbanistica italiana nel periodo della ricostruzione post-bellica

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto relativo alla dichiarazione di notevole interesse pubblico del compendio denominato QT8 – Quartiere Triennale 8, sito nel Comune di Milano. Il compendio, compreso tra via Antonio Sant’Elia, via Fabrizio Quattrocchi, via Alcide De Gasperi, viale Renato Serra, via Marco Cremosano, via Cassino e via Diomede, è quindi sottoposto a tutte le disposizioni di tutela contenute nella Parte III del Codice dei beni culturali e del paesaggio. Il QT8 è stato progettato a nord di San Siro come “mostra permanente, e progressiva nel tempo, dell’urbanistica e dell’architettura moderna” nell’ambito della VIII Triennale del 1947, un importante riferimento per la storia della cultura urbanistica italiana nel periodo della ricostruzione post-bellica. Il quartiere, costruito per rispondere all’emergenza abitativa negli anni che seguirono il secondo conflitto mondiale, è un “esempio pioneristico di sperimentazione di nuovi modelli dell’abitare, attraverso soluzioni urbanistiche, ambientali, tipologiche e architettoniche, volte alla creazione di ‘comunità residenziali’, il più possibile autonome”. Il QT8 nacque dalla volontà di Piero Bottoni di creare un quartiere sperimentale, basato sui criteri del Movimento Moderno, in grado di risolvere l’emergenza abitativa degli anni che seguirono il secondo conflitto mondiale. Il Monte Stella, che delimita il lato nord del quartiere, costruito con i detriti e le macerie provocate dai bombardamenti angloamericani, costituisce l’espressione tangibile della memoria storica del capoluogo lombardo. All’interno dell’intera area definita dal provvedimento sono dettati i seguenti criteri di gestione:

Impianto urbanistico

Tutti gli interventi dovranno garantire: 1. la conservazione della gerarchia degli assi viari, cosi’ come concepita dal progetto di Bottoni: strade a grande scorrimento, strade secondarie e vialetti riservati ai soli pedoni; 2. la salvaguardia e la valorizzazione dei caratteri vegetazionali del verde interno al quartiere, facendo in modo che la sistemazione e l’adeguamento dei tratti di viabilità pedonale – con particolare riferimento al Monte Stella – non compromettano la vegetazione esistente ancor più se originaria; le nuove piantumazioni dovranno tener conto delle essenze esistenti; 3. la salvaguardia e la valorizzazione del sistema complessivo delle aree verdi, pubbliche e private, preservandone la continuità e la permeabilità percettiva dall’interno e dall’esterno del quartiere; 4. la permeabilità visiva tra spazi pubblici e privati, resa possibile da recinzioni metalliche a maglia larga e di ridotta altezza; la sostituzione di recinzioni dovrà conseguentemente essere orientata verso la riproposizione delle tipologie originarie; 5. il recupero della relazione tra singolo edificio e contesto, laddove essa sia stata annullata dall’inserimento di elementi interferenti (autorimesse, tettoie, vani tecnici che occupano giardini e/o orti, pubblici e privati). Per i manufatti che risultano regolarmente autorizzati, le opere di manutenzione ordinaria e straordinaria e quelle di ristrutturazione edilizia dovranno prevedere l’impiego di materiali e finiture compatibili con il contesto; dovranno essere evitati interventi peggiorativi per morfologia, volume, materiale e cromia; 6. la continuità del godimento del rapporto tra pieni e vuoti e quindi tra spazi edificati e verdi, la conservazione degli spazi liberi e delle sagome degli edifici, nonché del disegno delle facciate nel loro rapporto di pieni e di vuoti; 7. la salvaguardia degli aspetti compositivi, architettonici, stilistici e materici originari del QT8.

Edifici

Per gli edifici, a livello di volumetria e di prospetti, si dovrà: 1. nella manutenzione ordinaria e straordinaria relativa agli esterni (es. intonaci, serramenti, coperture, recinzioni, ecc.), perseguire, di norma, l’utilizzo di materiali della tradizione costruttiva coeva alla realizzazione del quartiere. Eventuali soluzioni tecniche diverse dovranno comunque essere compatibili sotto il profilo figurativo, cromatico, materico e tipologico, ed essere motivate e attentamente valutate in merito alle possibili interferenze con i valori paesaggistici del contesto; 2. nel caso di manutenzione straordinaria su edifici fortemente alterati, porsi l’obiettivo di riportare l’edificio, il piu’ possibile, al disegno ed alla sua cromia originari; 3. nel caso di immobili alterati da elementi o rivestimenti superfetativi invasivi, prevedere la loro eliminazione, al fine di rendere il loro aspetto quanto piu’ possibile coerente con i caratteri propri del quartiere; 4. negli edifici ancora conservati nelle loro linee essenziali e nei materiali impiegati, orientare il progetto al mantenimento dei rapporti pieni/vuoti, degli intonaci, del disegno dei serramenti e delle coperture, là dove coerenti col progetto originario; 5. per le eventuali opere di coibentazione sugli esterni (cappotti), ricercare un materiale isolante che consenta di limitare gli spessori in modo da contenere il mutato rapporto pieni/vuoti/sporti; 6. per le decorazioni originali esposte alla pubblica vista vengano mantenuti i materiali costitutivi. Nel caso di interventi di restauro si auspica la presenza di un restauratore accreditato.

Impianti tecnologici e complementi di arredo

L’apposizione in facciata ed in copertura di apparati e impianti tecnologici, quali ad esempio pannelli solari e/o fotovoltaici, condizionatori, antenne e tubi per la distribuzione del gas etc. può alterare in modo significativo gli aspetti compositivi ed i caratteri architettonici degli edifici. Pertanto, essi dovranno: essere collocati preferibilmente, laddove possibile, su parti degli edifici non visibili da spazi pubblici o di pubblico passaggio, e comunque essere limitati numericamente nonché posizionati in modo tale da tener conto, per ciascun edificio, del miglior inserimento possibile in funzione del rispetto del disegno e della partizione architettonica dei prospetti; i tubi della rete di distribuzione del gas dovranno essere tinteggiati coi colori della facciata, appoggiandosi, ove possibile, ad elementi di partitura della medesima già presenti.

Cartelloni pubblicitari

In materia di cartelli o mezzi pubblicitari si applicano i disposti degli articoli 49, 153, 162 e 169 del Codice dei beni culturali. In particolare, dovrà essere limitata la cartellonistica di ogni tipo e dovrà essere garantita la corretta collocazione della stessa in ordine alla salvaguardia delle architetture, delle visuali e dei coni ottici sulle aree a verde interne ed esterne al quartiere. In particolare (fatto salvo il rispetto di quanto previsto dal Codice della strada): 1. e’ esclusa la collocazione di cartellonistica o di altri mezzi pubblicitari di grandi dimensioni, sia sulla copertura degli edifici che in spazi aperti; 2. e’ ammissibile la cartellonistica a carattere informativo, di cui andranno comunque attentamente verificate la collocazione e le caratteristiche, uniformando le tipologie, contenendo al massimo le dimensioni e l’eventuale relativa illuminazione, che deve comunque rispettare la normativa regionale in materia di inquinamento luminoso, curando la scelta dei materiali e dei colori in modo da ottimizzare l’inserimento armonico nel contesto del quartiere; 3. gli esercizi commerciali potranno esporre insegne, anche luminose, sulle facciate, rapportandone le dimensioni agli elementi architettonici dell’edificio, ma dovranno evitare l’utilizzo di insegne a bandiera.

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