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Il museo delle Opacità "è un museo doveroso di ricordo ma soprattutto di restituzione a tutti noi di oggetti del periodo coloniale che rischiavano di essere dimenticati per sempre"

“Il direttore e lo staff del museo delle Civiltà stanno trasformando questo museo in uno dei musei di punta del nostro sistema museale nazionale”. Lo ha detto Massimo Osanna, direttore generale Musei del MiC, intervenendo all’inaugurazione del Museo delle Opacità, il nuovo allestimento di parte delle collezioni dell’ex Museo Coloniale di Roma, entrate a far parte del Museo delle Civiltà nel 2017. Il museo delle Opacità, ha aggiunto Osanna, “è un museo doveroso di ricordo ma soprattutto di restituzione a tutti noi di oggetti che rischiavano di essere dimenticati per sempre e che erano privi di memoria nei depositi di un museo che aveva smesso di vivere negli anni Settanta. Oggi questo patrimonio viene restituito ‘come si deve’. Non un museo unilaterale, ma un museo partecipato e condiviso in cui anche i discendenti dei luoghi della colonizzazione partecipano all’allestimento che ho trovato commovente”. Il museo, ha sottolineato il dg Musei del MiC, “deve essere un luogo di incontro, di riflessione, di confronto e questo lo è a 360 gradi”. Questo museo è un luogo “dove bisogna tornare per riflettere su pezzi della nostra storia e confrontarli con il nostro mondo contemporaneo”.

DEPOSITI

Questo nuovo allestimento si lega inevitabilmente al discorso sui depositi museali. “Il tema – ha aggiunto Osanna – è per noi cruciale. Da anni come direzione generale ci stiamo impegnando per portare alla luce, spesso attraverso veri e propri scavi, oggetti che sono preclusi alla vista da anni. Qui ci sono in deposito circa due milioni di oggetti e in una forma adeguata e ciclica potranno essere esposti quelli che meritano di parlare ancora ai pubblici”.

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