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Tutta l’attività “va nel segno del potenziamento del nostro sistema museale e archeologico”. Per il ministro, a margine della visita agli scavi della domus del Foro Romano riportata recentemente alla luce, è essenziale “coltivare l’eccellenza italiana in ambito archeologico che ci è riconosciuta in tutto il mondo”

L’attività di ricerca di musei e parchi archeologici “è importante e oggi richiede anche l’applicazione delle nuove tecnologie. Deve integrare le grandi potenzialità che le nuove tecnologie ci danno con le attività tradizionali” e l’impegno del ministero in questa direzione “va nel segno del potenziamento del nostro sistema museale e archeologico”. Lo ha sottolineato ad AgenziaCULT il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, che in occasione dell’apertura straordinaria dei musei statali il 1 gennaio si è recato in visita al Parco archeologico del Colosseo accompagnato dalla direttrice Alfonsina Russo. Il ministro ha effettuato visite analoghe anche il giorno di Natale (Terme di Caracalla) e a Santo Stefano (Palazzo Barberini), giorni di festa in cui tradizionalmente i luoghi della cultura restavano chiusi. Nella legge di Bilancio, varata la scorsa settimana dalla Camera, il governo per favorire le attività di ricerca dei luoghi della cultura ha inserito anche un fondo di 4 milioni di euro destinato proprio a incentivare gli scavi archeologici a Pompei e negli altri siti del Paese.

Durante la visita al Colosseo, il ministro ha effettuato un sopralluogo anche agli scavi in corso presso la lussuosa domus di età tardo-repubblicana tra Foro Romano e Palatino riportata alla luce in queste settimane dagli archeologi del Parco. Proprio nell’ambito di un progetto di studio e ricerca, sono stati scavati alcuni ambienti di una domus, di cui erano state scavate alcune strutture murarie nel 2018, un tempo esistente esattamente nell’area in cui, in età augustea, vennero costruiti gli Horrea Agrippiana. A rendere eccezionale la scoperta è il rinvenimento, in questo ambiente, di uno straordinario rivestimento parietale in mosaico cosiddetto “rustico”, che, per complessità delle scene raffigurate e per cronologia, è privo di confronti.

Per il ministro, è per questo essenziale “coltivare l’eccellenza italiana in ambito archeologico che ci è riconosciuta in tutto il mondo. Ogni volta che sono all’estero – ha ricordato Sangiuliano -, la prima cosa che mi viene chiesta da tante nazioni è un aiuto nella formazione degli archeologi locali attraverso corsi e scambi culturali in cui i nostri esperti facciano da docenti a chi vuole diventare archeologo e intraprendere scavi in quei Paesi”.

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