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De Lucchi: Una cosa impressionante. Notre Dame, al di là dell'oggetto meraviglioso, è un simbolo

“Oggi è una giornata molto triste per la civiltà europea, per i beni culturali e per ciò che significa il patrimonio nella vita di oggi. Gli avvenimenti di Notre Dame ci fanno ripiombare nel tema del futuro dei nostri monumenti e della necessità di una sempre maggiore attenzione verso il patrimonio culturale. Un’attenzione che dovremmo cercare di avere al massimo delle capacità per mantenerli sempre vivi all’interno della nostra società”. La direttrice della Fondazione Scuola dei Beni e delle Attività culturali, Carla Di Francesco, si concede una breve riflessione sull’incendio che ha distrutto lunedì sera gran parte della Cattedrale parigina di Notre Dame in occasione dell’incontro con l’architetto Michele De Lucchi per il quinto appuntamento del ciclo di conferenze ‘Classi Aperte’ organizzato nell’ambito del corso Scuola del Patrimonio. Una conferenza che, triste coincidenza, verte proprio su “Architetture e Preesistenze”.

Al pensiero addolorato dell’ex segretario generale del Mibac, si è aggiunto anche quello commosso dell’architetto e designer De Lucchi che, nella sua carriera, è stato spesso chiamato a intervenire su edifici monumentali e sottoposti a tutela. 

“Mi fa strano parlare di monumenti dopo quello che è successo ieri – ha esordito De Lucchi -. Quando guardavo quelle immagini mi si sono bagnati gli occhi. Una cosa impressionante. Notre Dame, al di là dell'oggetto meraviglioso, è un simbolo. Quello che mi fa pensare, soprattutto, è l’importanza di avere dei simboli e di crearli. Le  cose hanno un valore per quello che rappresentano. Anche questi monumenti sono oggetti che comunicano molto di più di quello che nella concretezza sono”.

Questa disperazione, ha aggiunto De Lucchi, “va superata pensando proprio alla necessità di creare simboli. Come ci comporteremo noi di fronte alla necessità di come ricreare questo simbolo? Ricreare un simbolo è una stupenda ricchissima narrazione”. 

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