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Sarà realizzata da Abbonamento Musei e permetterà anche di tracciare con accuratezza le abitudini culturali del pubblico
Brescia

Una card dedicata all’accesso al palinsesto culturale di Bergamo e Brescia Capitale della Cultura 2023 realizzata da Abbonamento musei in collaborazione con Regione Lombardia e Fondazione Cariplo. E’ l’iniziativa a cui i territori stanno lavorando per consentire l’accesso ai luoghi della cultura e agli spettacoli dal vivo nelle due capitali della cultura 2023 e nelle rispettive province e che prevede un sistema di accumulo punti legato all’entrata nei musei e alla partecipazione alle attività del palinsesto (scontistiche o benefit ancora in via di definizione). “La card si appoggerà alla rete di luoghi della cultura delle due città che già aderiscono alla piattaforma di Abbonamento Musei e sarà estesa anche agli spettacoli dal vivo del palinsesto e agli eventi nelle province”, spiega ad Agenzia CULT Simona Ricci, direttore dell’Associazione, a margine dell’incontro di presentazione che si è tenuto ad Artlab in corso a Bergamo.

La card permetterà anche di tracciare i visitatori consentendo alle istituzioni di analizzare i dati ricavati dalle abitudini del pubblico. “Ogni volta che la carta entra viene tracciata producendo un set di dati molto importante. Un mese fa è già stato rilasciato un sistema di business intelligence con accesso diretto per ogni musei. In questo modo, ogni istituzione museale può vedere in tempo reale tutti i propri dati”. Inoltre, “il meccanismo di accumulo punti permetterà di fare monitoraggio anche nel settore dello spettacolo dal vivo consentendo una profilazione ancora più accurata delle abitudini di fruizione culturale”.

Si tratta di “un’ottima iniziativa”, commenta ad Agenzia CULT il vicesindaco e assessore alla Cultura di Brescia, Laura Castelletti, che si dice convinta di come l’iniziativa possa “accompagnare in modo molto brillante le due città nell’anno della Capitale della Cultura, permettere di stringere ulteriormente i legami tra Brescia e Bergamo e tutto il territorio regionale e diventare in qualche modo anche un modello esportabile”.

Castelletti ha anche ragionato sul lascito che questa esperienza della Capitale della Cultura consegnerà alla città di Brescia. “L’eredità sarà passare nell’immaginario collettivo da capitale della manifattura a capitale della cultura – ha spiegato nel corso del suo intervento -. Brescia non si è mai letta come luogo di cultura e in questi ultimi anni c’è stata una presa di coscienza del patrimonio della città. Fondamentale è stato costruire reti, relazioni e una visione comune. Si tratta di un modello di riferimento che racconta una pratica possibile”.

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