skip to Main Content
Per Cgil, Cisl e Uil “occorre senso di responsabilità per affrontare e risolvere in modo strutturale problemi in gran parte determinati da scelta politiche irresponsabili che stanno mettendo a grave rischio la tutela, la conservazione e adesso anche la fruizione”

Il Museo Archeologico di Taranto può aprire le porte al pubblico domenica 3 luglio grazie a vigilantes privati, ma il caso della carenza del personale che ha tenuto banco in questi giorni non è affatto archiviato. E lunedì 4 luglio il museo rimarrà chiuso dalle 8,30 alle 14 per assemblea sindacale in concomitanza con la manifestazione dei sindacati Cgil, Cisl e Uil del Pubblico impiego davanti al ministero “per rivendicare una nuova politica di gestione del patrimonio culturale, accompagnata da un piano di occupazione straordinario che qualifichi gli investimenti organizzativi garantendo la fruizione a tutti i cittadini”.

L’intervento della Direzione generale Musei del MiC che ha autorizzato l’impiego di personale privato di vigilanza (informazione comunicata ai lavoratori dalla stessa direttrice Eva Degli Innocenti al momento a Parigi per una mostra che espone pezzi del Marta) non ha infatti convinto le rappresentanze sindacali che hanno affidato a una nota unitaria la propria contrarietà.

Il MarTA ha comunicato già da diversi giorni la chiusura del museo nei giorni festivi, chiusura causata dalla strutturale carenza di organico che affligge questo e tutti gli altri luoghi della cultura del nostro Paese. Naturalmente questa situazione ha scatenato un dibattito mediatico e l’intervento di numerosi esponenti politici locali, in primis il sindaco, che hanno ritenuto inaccettabile questa situazione e sollecitato il ministro Dario Franceschini ad intervenire. L’intervento, tuttavia, spiegano i sindacati, “si è verificato solo nell’imminenza dell’apertura gratuita del 3 luglio, tramite un vero e proprio blitz, attuato in spregio ad ogni elementare regola di dialogo sociale, con l’affidamento ad un istituto di vigilanza privata di compiti che il Codice dei Beni Culturali prevede esclusivamente in capo al personale interno, in quanto connessi ai delicati compiti di salvaguardia del patrimonio prezioso custodito nel Museo, dei visitatori e del personale stesso”.

Ma Cgil Cisl e Uil rincarano la dose: “Minor fortuna invece hanno altri importantissimi luoghi della cultura presenti su quel territorio, già da tempo costretti a chiusure parziali dovute al venire meno del personale, ad esempio il parco archeologico di Egnazia, il Castello di Trani, quello di Copertino, l’area archeologica con Museo di Canne della Battaglia, il Museo Archeologico di Gioia del Colle e via dicendo, in rappresentazione di una situazione tragica che riguarda l’insieme dell’immenso patrimonio culturale presente in Puglia, senza voler trascurare la situazione della Biblioteca Nazionale di Bari, degli Archivi di Stato e delle Soprintendenze, uffici ridotti ai minimi termini da una politica miope e priva di programmazione sul piano gestionale e occupazionale”.

Back To Top