“Ad ArtLab si parla di accessibilità, ma in senso più vasto rispetto al superamento delle barriere architettoniche; in termini più complessi l’accessibilità comprende l’accessibilità culturale, la capacità di decriptare i codici delle opere, il comfort durante la visita che riguarda non soltanto le persone adulte in buone condizioni fisiche, ma riguarda tutti quanti; ad esempio i bambini che al di sotto di 1 metro, e cioè l’altezza della loro sguardo, spesso non trovano nulla nei musei e nei beni culturali. Oppure le persone anziane che devono poter trovare luoghi di sosta, o ancora i bambini piccolissimi e le necessità di allattamento; poi tutte le utenze speciali che in qualche modo devono poter fruire dell’offerta, i ciechi, gli ipovedenti, i sordi. L’accessibilità si declina quindi in un universo di sguardi provenienti dagli utenti; è a questi sguardi che occorre far riferimento per apparecchiare un’offerta culturale effettivamente accessibile, quindi uscire dal mindset di chi organizza da un punto di vista interno i contenuti e prendere in considerazione il punto di vista dei tanti fruitori, tutti portatori di esigenza diverse”. Così Luca Dal Pozzolo, responsabile Ricerca di Fondazione Fitzcarraldo Ets, a margine di ArtLab Novara.
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