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L'esposizione - organizzata in collaborazione con il Comitato Nazionale per le Celebrazioni del Centenario della morte di Giacomo Matteotti - raccoglie una sintesi dell'attività del deputato attraverso i documenti dell'archivio storico e della Biblioteca della Camera, i resoconti parlamentari, altri documenti e una selezione dello scambio epistolare con la moglie Velia Titta
Seduta del 30 maggio 1924, Giacomo Matteotti primo a sinistra della quarta fila

Dall’autografo del 21 febbraio 1924 con cui Matteotti accettò la candidatura alle elezioni politiche del 1924 alla Scheda di prestito di volumi della Biblioteca della Camera, passando per il registro dei risultati elettorali per il collegio di Ferrara per la XXV Legislatura, la sua prima proposta di legge (presentata insieme a Turati) del 22 marzo 1920 “Modificazioni alla legge comunale e provinciale per le elezioni amministrative”, la sua tesi laurea su “I principi generali de la recidiva fatta ne l’anno 1907 presso la R. Università di Bologna” e la mozione del deputato Augusto Turati per dichiarare decaduti dal mandato i 123 deputati “Aventiniani” del 9 novembre 1926. Sono questi alcuni dei documenti in mostra nel Transatlantico della Camera per l’esposizione dedicata a “Matteotti parlamentare” allestita a cent’anni dal celebre discorso del 30 maggio 1924, in cui Giacomo Matteotti denunciò in Parlamento le violenze fasciste alle elezioni del 6 aprile di quell’anno. La mostra – organizzata in collaborazione con il Comitato Nazionale per le Celebrazioni del Centenario della morte di Giacomo Matteotti – raccoglie una sintesi dell’attività del deputato attraverso i documenti dell’archivio storico e della Biblioteca della Camera, i resoconti parlamentari, altri documenti e una selezione dello scambio epistolare con la moglie Velia Titta, forniti dalla Fondazione di Studi storici “Filippo Turati” e dalla Fondazione Giacomo Matteotti ETS.

“Questa esposizione raccoglie i documenti conservati nell’Archivio storico della Camera e, per quanto riguarda i resoconti, nella Biblioteca, restituendo l’itinerario del deputato in Parlamento fino al suo epilogo”, spiega ad AgenziaCULT Paolo Massa, Bibliotecario della Camera. “La mostra presenta un taglio particolare attraverso il quale esaminare la figura di Matteotti, cioè Matteotti in Parlamento, non tanto quindi dal punto di vista della sua attività politica quanto del suo metodo maturato nelle Aule di Giudizio. Matteotti – spiega – è infatti un avvocato penalista, quindi è un tecnico della garanzia più che un professionista della controversia civile e questa aderenza al dato caratterizza tutti i suoi interventi parlamentari, che sono estremamente puntuali e precisi anche attraverso uno studio assiduo che lui compie presso la Biblioteca della Camera”, aggiunge Massa. Tra i documenti esposti anche l’ordine del giorno presentato da Filippo Turati subito dopo la scomparsa di Matteotti che apre la cosiddetta ‘secessione Aventiniana’ e la mozione di Augusto Turati che il 9 novembre 1926 porta all’approvazione della Camera la decadenza dei 123 deputati “Aventiniani”.

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