“Lavorando nell’area del Palazzo fortificato medievale per mettere in luce i percorsi che consentivano l’accesso all’imponente complesso normanno-svevo – dice l’archeologa Rossella Giglio – abbiamo avuto modo di rilevare strutture preesistenti di epoca ellenistica e romana. Nel corso della campagna di scavi è emersa un’ampia massicciata che conduceva all’ingresso principale del palazzo e, nelle adiacenze, abbiamo ritrovato bacini policromi e monocromi della fine dell’XI e del XII secolo che ci permettono di confermare l’intenso utilizzo dell’area durante l’età medievale”.
All’età tardo-repubblicana e proto-imperiale (II sec. a.C. – inizio II sec. d.C.) rimanda, invece, un’altra massicciata fiancheggiata da una banchina, la cui superficie ha restituito un notevole complesso di ceramiche da mensa e da cucina di età romana. Vetri colorati, ceramiche sigillate di varie produzioni, stucchi e intonaci colorati hanno gettato luce su un periodo della vita di Entella che sembra compresso tra la grande fase medievale con gli splendori dell’epoca classica e la prima età ellenistica.
I livelli sottostanti la fase romana hanno riportato alla luce un imponente muro di terrazzamento in grandi blocchi di pietra locale (gesso), perfettamente squadrati e accuratamente messi in opera. Ceramiche a figure rosse, vasellame da cucina e da mensa rinvenute nello strato di crollo rimandano alla prima età ellenistica. La monumentalità della struttura e la posizione nell’area urbana suggeriscono che il complesso avesse, nell’ambito dell’antica Entella, una funzione pubblica.
Gli scavi, che si sono svolti sotto la direzione di Rossella Giglio, archeologa e Direttrice del Parco Archeologico di Segesta, della professoressa Anna Magnetto, Direttrice del Laboratorio SAET della Scuola Normale Superiore e della prof.ssa Maria Cecilia Parra dell’Università di Pisa, hanno visto la collaborazione, con ruolo di supervisione e coordinamento, degli archeologi del Laboratorio SAET, Alessandro Corretti, Chiara Michelini e Maria Adelaide Vaggioli e Cesare Cassanelli. Gli scavi hanno visto la prsenza attiva degli allievi della Scuola Normale Superiore: Giacomo Aresi, Leon Battista Borsano, Michele Gammella, Irene Nicolino, Stefano Sala e Flavio Santini nonchè di Michele Maurici e Caterina Lo Bianco, studenti delle Università di Pisa e Firenze.
