Due delle sessioni in presenza sono dedicate ai Partenariati Speciali Pubblico Privati per la Valorizzazione dei beni pubblici, strumento chiave per favorire dinamiche di valorizzazione culturale del patrimonio capaci di innescare processi di innovazione, rigenerazione e coesione sociale. Un argomento centrale, soprattutto a seguito della modifica del DL Semplificazioni all'art. 151 del Codice dei Contratti pubblici che prevede che anche gli enti territoriali possano utilizzare questa forma di partenariato per progetti di valorizzazione del patrimonio. Un tema ostinatamente al centro della programmazione di ArtLab negli ultimi anni che ha finalmente portato i suoi frutti.
Emanuela Presciani, responsabile organizzativa del TTB – Teatro Tascabile di Bergamo, ha evidenziato che “la presenza del Tascabile divenuto partner di Artlab a fianco dell’Amministrazione è un segno importante, la spia che qualcosa sta cambiando. È una collaborazione figlia di una nuova e possibile alleanza tra pubblico e privato, che proprio nella nostra città ha avuto la sua genesi con la firma del primo Partenariato Speciale per il recupero e la valorizzazione di un bene comune, il Monastero del Carmine. È ormai riconosciuto da più parti che in tempi di crisi l’arte e la cultura possono fare molto, che sono chiamate ad avere un ruolo anche politico, che devono e possono rispondere alle sfide della contemporaneità. Come realtà culturale siamo fieri di poter fare la nostra parte anche in questo importante progetto e di potere contribuire con creatività al futuro che verrà”. Proprio su questa linea, Alleanza delle Cooperative ha scelto la tappa di ArtLab Bergamo per un'anteprima di Viviamo Cultura: il patrimonio di tutti, la call finalizzata alla Valorizzazione del patrimonio culturale pubblico secondo un approccio di co-progettazione pubblico-privato, rivolta alle tante cooperative che operano nel settore della cultura.
Tra gli appuntamenti online verranno indagate le nuove modalità preferite da millenials e nativi digitali per conoscere e fruire l’offerta culturale; l'Osservatorio Culturale del Piemonte chiama a riflettere su quali strumenti conoscitivi fornire ai decisori pubblici e privati, per disegnare policy efficaci a garantire un futuro al settore culturale e a ripensare gli attuali modelli di sostenibilità.
Dulcis in fundo, proprio sabato 26 settembre chiuderà la tappa bergamasca di ArtLab la sessione Verso Bergamo e Brescia Capitali Italiane della Cultura 2023, un'occasione di riflessione critica sulle esperienze delle città europee e italiane che si sono succedute dal 1985 come Capitali Europee della Cultura e dal 2015 come Capitale Italiana della Cultura. Gli interventi, affidati ad autorevoli protagonisti della selezione delle candidature, di studi di valutazione nonché di gestione di questi programmi, proporranno le principali lezioni emerse negli anni e le ricadute che ci sono state nelle precedenti capitali della cultura.
Per Nadia Ghisalberti, assessore alla Cultura di Bergamo, “il focus sul 2023 e tutti gli appuntamenti che lo precedono sono una grande opportunità per la città, che per quattro giorni si potrà confrontare con esperti nazionali e internazionali del settore, per mettere a fuoco le politiche e le prospettive future intorno a quattro temi fondamentali. Accanto ai Partenariati Speciali Pubblico Privati, che hanno visto il Comune di Bergamo e il TTB primi in Italia nella valorizzazione di un bene pubblico, quello della tutela delle professioni in ambito culturale è un tema molto attuale, emerso con particolare evidenza durante la pandemia. Terzo tema è il rapporto con l’Europa: fondamentale oggi è poter accedere – e non sprecare – le risorse destinate alla Cultura del Recovery Fund. Ultimo argomento, ma certamente centrale in una prospettiva futura, è indagare come la progettualità culturale possa essere strumento di sviluppo e crescita sociale in contesti periferici”.
