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LETTURE LENTE - rubrica mensile di approfondimento
di Elena Pianea e Mauro Savini

Da una lettura integrata delle voci di spesa preventivate nei 20 progetti dei Borghi linea A, solo il 2,5% delle spese è esplicitamente dedicato alla connettività e ai servizi digitali.
Possiamo dunque dire che i progetti presentati dai Comuni abbiano trascurato questo essenziale aspetto? In realtà questo dato, se non viene confrontato con un’analisi più approfondita dei servizi che in essi ci si prefigge di realizzare, poco racconta della propensione alla trasformazione digitale degli interventi. Appare però sufficientemente significativo per affermare che questa bassa percentuale dedicata al digitale debba costringere tutti gli attori coinvolti nell’attuazione a fare una riflessione critica sul tema e, inevitabilmente, impone un aggiornamento dei progetti in essere secondo due direttive principali:
1. E’ necessaria la redazione di specifici piani di connettività che interessino i territori-target dei 20 progetti. Piani che devono essere necessariamente collegati con i grandi piani nazionali (Piano BUL Aree Bianche e Piani Reti ultraveloci PNRR), proponendo, laddove necessario, un loro potenziamento grazie all’attivazione di proficue collaborazioni pubblico – privato. A questo fine, preliminarmente, risulta essenziale una approfondita mappatura che consenta di fotografare quali piani pubblici di intervento sono previsti ad oggi per ciascun territorio, quale la situazione che si sarà ottenuta nel 2026 a seguito degli interventi sui borghi con il PNRR e quali saranno ancora le aree non coperte, che dovranno essere oggetto di specifica programmazione. Parallelamente all’analisi dei piani di connettività, è necessario mettere in campo una ricognizione capillare sui servizi previsti nei progetti che permetta di avere un quadro generale e di censire quali siano gli interventi più redditizi, tali da procurare margini di spesa da reinvestire nelle strategie di piano a favore di quei servizi pubblici rivolti alle comunità che non producono utili ma che devono essere rivolti obbligatoriamente ai cittadini da parte dell’amministrazione pubblica (per esempio i servizi digitali delle biblioteche).
2. E’ fondamentale attivare nuove strategie innovative, anche attraverso l’organizzazione di un laboratorio di sperimentazione che possa essere messo a fattore comune di tutti i 21 borghi impegnati nella realizzazione dell’intervento PNRR che, partendo da una mappatura dei servizi digitali già previsti, possa mettere a fattor comune gli approcci in ottica di scambio di pratiche. Fino ad arrivare a meccanismi di aggregazione della domanda fra territori che possano “chiamare” una risposta del mercato più competitiva in termini economici e più innovativa in termini di proposta, anche utilizzando strumenti del c.d procurement innovativo (appalto di innovazione, procurement pre-commerciale) previsti nel nuovo Codice dei Contratti.

Analisi delle criticità individuate: Uno degli elementi maggiormente critici per i Comuni risulta essere la sostenibilità dei costi nel tempo, non solo per l’installazione delle nuove infrastrutture ma anche e soprattutto per la copertura dei canoni ordinari destinati alla connettività e al mantenimento dei servizi. Tali spese ricorrenti, infatti, vanno ad incidere annualmente sulla parte di spesa corrente dei bilanci comunali, sulla quale ci saranno margini di manovra sempre più ristretti a causa dell’entrata in vigore dei nuovi meccanismi di spending review legati all’applicazione del nuovo Patto di Stabilità.
Emerge, dunque, come indispensabile un intervento di sostegno e assistenza rivolto alle Amministrazioni finalizzato a redigere i piani di gestione della spesa ordinaria riferita alla connettività e al mantenimento dei servizi digitali.

Temi forti emersi dalla discussione comune: Emerge forte il tema della formazione riferita all’accesso ai servizi digitali, intesa in senso ampio ed articolato: innanzitutto è necessario attivare progetti di educazione digitale rivolti ai cittadini, tenendo conto delle diverse età anagrafiche e competenze; parallelamente risulta essenziale avviare percorsi di formazione e aggiornamento rivolti agli operatori comunali e ai lavoratori dei diversi settori coinvolti; infine, rappresenta un obiettivo strategico della formazione in ambito digitale rivolgere iniziative alle aziende del territorio, anche tenendo conto delle diverse ed interessanti opportunità che questo ambito può offrire per affrontare il tema critico della deindustrializzazione del territorio. La connettività e i servizi digitali portano con sè un nuovo modello di sviluppo che può ridisegnare il rapporto pubblico-privato. con particolare riguardo alle forme di collaborazione riferite alle micro e medie imprese. Riflettendo sul tema della formazione rimangono alcune questioni aperte: come affrontare la formazione dei formatori? In che forma e in quali contesti attivare la formazione?

Un secondo tema chiave individuato durante il confronto nel gruppo di lavoro è il tema dei servizi da progettare e programmare sui territori e nei borghi: alla luce della messa in opera dell’infrastruttura di connettività è necessario individuare quali servizi digitali possono essere essenziali e strategici per lo sviluppo del territorio sia in riferimento ai cittadini che alle imprese. In questo contesto, bisogna mappare i bisogni locali sia guardando ai servizi utili per la vita quotidiana che a quelli finalizzati alla cultura e alla valorizzazione del patrimonio.

Un ulteriore tema ritenuto ineludibile – accanto al tema della sostenibilità ambientale – è il tema della sostenibilità economica. Risulta imprescindibile la creazione e sperimentazione di nuovi modelli di sviluppo, di nuove forme di collaborazione pubblico-privato anche con riferimento alla governance dei diversi processi che i Comuni saranno chiamati ad attivare per la gestione delle attività culturali e di impresa nei borghi. Si pensi come, ad esempio, il partenariato speciale possa aprirsi a interessanti e utili esperienze, anche tenendo conto della necessità di individuare strade che consentano la più ampia partecipazione delle comunità.

In riferimento alle prospettive di lavoro da sviluppare si individuano quattro linee di intervento:

1. E’ urgente una precisa mappatura delle necessità di connettività sui territori; a questo fine, ANCI si rende disponibile ad attivare un raccordo con il Dipartimento per la Trasformazione Digitale incardinato presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri e con i diversi operatori privati delle telecomunicazioni, dando vita a un gruppo di lavoro che possa restituire un quadro aggiornato dei piani nazionali che interessano i 20 territori.

2. E’ necessario individuare le modalità più opportune per attivare al massimo la condivisione dei saperi, delle esperienze, dei modelli di processi sperimentati e messi a terra, anche in riferimento alle procedure amministrative.

3. Fin da ora risulta fondamentale lavorare sulle prospettive di integrazione con il territorio delle esperienze innescate dai e nei borghi, sia con sguardo rivolto all’oggi che con prospettiva strategica che faccia riferimento al dopo 2026. E’ necessario, fin da subito, costruire modelli metodologici che consentano di capitalizzare e replicare le diverse esperienze.

4. E’ auspicabile che possa essere riprogrammato un nuovo confronto sui servizi digitali quando le esperienze di realizzazione nei diversi borghi oggetto di intervento avranno un livello di sperimentazione e di sviluppo più maturo.

Elena Pianea Dal 2011 in Regione Toscana, si è prima occupata del sistema museale toscano come dirigente del Settore Musei ed Ecomusei e, in seguito, è stata responsabile del Settore Patrimonio culturale, Siti UNESCO, Arte contemporanea, Memoria con riferimento alle attività di conservazione, valorizzazione e promozione del patrimonio culturale, degli spazi e dei luoghi della cultura. Attualmente è direttrice della Direzione Beni, Istituzioni, Attività culturali e sport della Regione Toscana.

Mauro Savini Responsabile per il Dipartimento Innovazione, transizione digitale e giovani dell’ANCI.

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