Nel 2019 sono più di 18mila gli addetti delle biblioteche, in media tre per ogni struttura censita. Più della metà (il 59,4%) ricopre l’incarico di bibliotecario, il restante 40,6% svolge altre mansioni. In generale quattro addetti alla biblioteca su 10 (il 39,2%) svolgono la propria attività a tempo parziale. Il 39,7% del totale delle biblioteche ha un organico composto interamente da personale che opera in maniera volontaria e gratuita, quasi la totalità di queste biblioteche ha titolarità comunale (71,9%). E' il dato che emerge all'indagine “Biblioteche in Italia. Anno 2019” condotto dall'Istat.
Le biblioteche conservano e garantiscono agli utenti l’accesso a un patrimonio quantificabile in 268 milioni 207mila documenti, tra monografie, opere a stampa, audiovisivi, manoscritti, banche dati, periodici e Cd-Rom. Oltre la metà di tutte le biblioteche (il 51,0%) possiede fino a 15mila volumi, l’11,7% ha un patrimonio librario superiore a 50mila documenti. La maggior parte del patrimonio totale quantificato al 31 dicembre 2019 è posseduto dalle biblioteche civiche (il 51,1%), soprattutto del Nord Italia (33,8%), il 16,7% è presente nelle biblioteche statali e di amministrazioni centrali situate, nella maggior parte dei casi al Centro (il 12,3%). Il 12,2% del totale del patrimonio librario è presente nelle biblioteche a titolarità privata, l’11,7% nelle biblioteche di enti ecclesiastici o religiosi.
L’indice di dotazione, calcolato rapportando il patrimonio documentario posseduto, pari a 168 milioni 351mila unità, alla popolazione di riferimento, permette di valutare l’adeguatezza delle collezioni rispetto al bacino d’utenza potenziale presente nel territorio di appartenenza della biblioteca. A livello nazionale l’indice è di 4 volumi pro-capite, con in media più di 33mila documenti per struttura. Molte regioni raggiungono un indice di dotazione superiore alla media italiana: Valle D'Aosta (10 volumi pro-capite), Provincia di Trento (7), Toscana (7), Friuli-Venezia Giulia (6), Provincia di Bolzano (6), Emilia-Romagna (5) e Lazio (5). Ottengono un valore più basso, pari a 2 volumi per cittadino, la Calabria, la Campania, le Marche, il Molise, la Puglia e la Sicilia.
