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BOLOGNA VIA CLAVATURE. (CHIESA) SANTUARIO DI SANTA MARIA DELLA VITA. COMPIANTO IN TERRACOTTA, DI NICCOLO' DELL'ARCA, REALIZZATO NEL 1494. DA SINISTRA: NICODEMO, MARIA SALOME', MADONNA, SAN GIOVANNI, MARIA DI CLEOFA, MARIA MADDALENA

Prevalentemente nota nell’immaginario di tutto il mondo per lo splendore medievale ancora oggi visibile nei caratteri del tessuto urbano storico, a testimonianza della sua ascesa a centro cosmopolita tra i più importanti in Europa tra XIII e XIV secolo, Bologna conosce momenti di gloria anche durante la magnifica stagione del Rinascimento. Una nuova opportunità di riappropriazione e valorizzazione di questo patrimonio artistico di straordinario valore viene offerta dall’esposizione presso la Pinacoteca Nazionale di Bologna di un ospite d’eccezione come il Ritratto di Papa Giulio II di Raffaello, proveniente dalla National Gallery di Londra, al centro del progetto espositivo Giulio II e Raffaello. Una nuova stagione del Rinascimento a Bologna che viene presentata dall’8 ottobre 2022 al 5 febbraio 2023. Per celebrare lo storico arrivo di uno dei capolavori assoluti della ritrattistica del Rinascimento, commissionato da Papa Giuliano della Rovere a Raffaello e realizzato a Roma intorno al 1511-1512, tre delle principali istituzioni museali della città – Musei Civici d’Arte Antica | Settore Musei Civici Bologna, Genus Bononiae. Musei nella Città e SMA – Sistema Museale di Ateneo | Università di Bologna – promuovono una speciale iniziativa congiunta, coordinata dal Comune di Bologna, che consente una più ampia e approfondita immersione nel contesto della scena artistica dall’epoca bentivolesca fino all’incoronazione di Carlo V, e del ruolo cruciale avuto da Giulio II nelle vicende cittadine. Tale iniziativa si accompagna ad una campagna di promozione culturale e turistica dedicata.

La costruzione di una grande alleanza basata sull’integrazione di risorse e competenze tra enti pubblici e privati, a sostegno di un unico progetto culturale di grande rilevanza per la città, rientra nell’intenzione del Comune di Bologna di promuovere una sempre più stretta collaborazione con il sistema delle fondazioni e con il sistema privato per la valorizzazione dei patrimoni. Spiega Elena Di Gioia, delegata del sindaco alla Cultura di Bologna e Città metropolitana: “La mostra Giulio II e Raffaello è occasione preziosa per coinvolgere in primo luogo le istituzioni museali della città ad operare in maniera sistemica per creare, attraverso una narrazione diffusa nella città, un percorso che valorizzi il Rinascimento a Bologna come uno dei più significativi momenti della storia artistica italiana. L’itinerario rinascimentale parte dalla Pinacoteca con l’ospite Raffaello, per svilupparsi attraverso nove tappe che mostrano la ricchezza delle memorie del Rinascimento custodite nelle collezioni museali permanenti e nelle chiese o rappresentate dai palazzi sede dei musei. È un progetto di grande qualità che sicuramente solleciterà la curiosità dei residenti e dei numerosi turisti verso la scoperta della identità storica della nostra città”. Per rafforzare il coordinamento di tutte le iniziative di promozione turistica del territorio concorrono inoltre alla sinergia Territorio Turistico Bologna – Modena, Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Bologna, Azienda di Promozione Turistica della Regione Emilia-Romagna e Bologna Welcome.

Nella sua peculiare declinazione “rustica e fiera”, il Rinascimento a Bologna costituisce una delle vicende di primo piano della storia artistica italiana. Pur in un ininterrotto intreccio con la precedente tradizione di forme e materiali, a partire dalla seconda metà del Quattrocento la città partecipa alle novità umanistiche in un vivace clima di rinnovamento che favorisce uno straordinario impulso alla trasformazione della sua configurazione architettonica e infrastrutturale, e allo sviluppo di una multiforme cultura artistica capace di dialogare, oltre che con l’antico, con altri centri quali Firenze, Milano e Roma.

Anche se non sempre risulta possibile precisare modi e tempi dei cantieri in cui intervennero, è noto che tutti i grandi protagonisti e teorici del periodo – da Leon Battista Alberti a Donatello, da Michelangelo a Bramante, da Leonardo a Raffaello – hanno soggiornato o comunque operato per la città, contribuendo a mutarne la cultura artistica con nuovi linguaggi e sensibilità espressive. Sebbene le complesse vicissitudini politiche, che nel XV secolo videro contrapporsi la signoria dei Bentivoglio e il potere pontificio di Giulio II, abbiano causato la perdita di magnifici monumenti e di numerose opere d’arte, sono ancora numerosi i capolavori conservati in quasi tutte le chiese e i musei del centro storico che i visitatori possono ammirare.

In un’idea di esposizione diffusa che si dispiega a latere della mostra allestita nell’ala Rinascimento della Pinacoteca Nazionale di Bologna, il pubblico potrà percorrere un itinerario a tappe attraverso 9 luoghi emblematici in cui sono visibili opere fondamentali dei principali artisti che resero grandiosa la civiltà figurativa felsinea tra XV e XVI secolo: Niccolò dell’Arca (Bari, 1435 circa – Bologna, 1494), Francesco Raibolini detto il Francia (Bologna, 1460 circa – ivi 1517), Amico Aspertini (Bologna 1474 o 1475 – ivi 1552), oltre alla compagine dei ferraresi Francesco Del Cossa (Ferrara, 1436 – Bologna, 1478), Ercole de’ Roberti (Ferrara, 1451-1456 – Ferrara, 1496) e Lorenzo Costa (Ferrara, 1460 – Mantova, 5 marzo 1535).

L’interesse per l’arte del Rinascimento bolognese, del resto, è crescente anche a livello internazionale: basti pensare alla mostra Dessins Bolonais du 16e siècle dans le Collections du Louvre, a cura di Roberta Serra, che lo scorso 22 settembre si è aperta presso la Rotonda Sully del Musèe du Louvre, accanto all’iconica Piramide, in accompagnamento alla pubblicazione del volume 12 dell’Inventaire Général des Dessins Italiens, dedicato ai disegni bolognesi del XVI secolo presenti nelle collezioni del Louvre. Attraverso una selezione di quarantaquattro fogli – tutti realizzati da artisti bolognesi o che hanno fatto della città la loro patria d’adozione, attivi prima dell’arrivo dei Carracci – l’esposizione mette in luce l’evoluzione del disegno bolognese lungo tutto il Cinquecento.

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