Si arricchisce la Collezione di arte contemporanea di Fondazione Brescia Musei grazie alla generosa donazione di Paolo Ludovici di un nucleo di 27 opere del fotografo Maurizio Galimberti, parte del progetto fotografico State Fermi! Brescia, Piazza della Loggia 1974. Il 10 dicembre, infatti, il collezionista romano ha donato all’Istituzione culturale bresciana una selezione di scatti già esposti al Museo di Santa Giulia in occasione della mostra “Brescia, Piazza Loggia 1974”, allestita per celebrare il cinquantenario della strage di Piazza della Loggia, promossa dalla Fondazione Brescia Musei e curata da Renato Corsini, da un’idea di Paolo Ludovici stesso e Maurizio Galimberti. Il progetto sviluppato dal fotografo comasco traeva spunto da fotografie originali di Pietro Gino Barbieri, Silvano Cinelli, Renato Corsini e Eugenio Ferrari fornite dall’Archivio di Casa della Memoria, dall’Archivio storico Silvano Cinelli e dall’Archivio Corsini/Ferrari ed è stato uno degli appuntamenti della VII edizione del Brescia Photo Festival, promosso da Comune di Brescia e Fondazione Brescia Musei, in collaborazione con il Ma.Co.f – Centro della Fotografia Italiana, oggi Cavallerizza – Centro della Fotografia italiana, dal titolo Testimoni, un termine volto a evidenziare la capacità dei fotografi di documentare il presente favorendo la lettura della storia attraverso il racconto che ne fanno le immagini.
Partendo dalle fotografie scattate il giorno della strage dai fotografi presenti in piazza, ma anche da successive testimonianze come manifesti, scritte murali, fototessere, il reportage dei funerali e i disegni di bambini, Galimberti racconta quei tragici fatti, scomponendo le fotografie e le testimonianze originali dell’epoca e ricomponendole attraverso la sua cifra tecnica più caratteristica, il fotocollage e la polaroid. Il fotografo fornisce così una nuova, potentissima lettura artistica, in cui il valore storico e documentale di queste immagini originali è stato sottoposto a un processo di scomposizione e ricomposizione poetica in grado di generare un nuovo racconto, al fine di restituire un nuovo e diverso tono di drammaticità ai fatti documentati e stimolare inediti spunti di riflessione.
Maurizio Galimberti (Como, 1956) è attivo sulla scena artistica internazionale da più di trent’anni; è conosciuto in tutto il mondo, oltre che per la caratteristica poetica dei suoi progetti, anche per i ritratti di star come Lady Gaga, Robert De Niro, Johnny Depp e Umberto Eco e per aver realizzato pubblicazioni e mostre site specific su New York, Parigi, Milano, Roma e Venezia. È stato testimonial mondiale di Polaroid International e oggi è considerato dalla critica più un instant artist che non esclusivamente un fotografo. Questo importante arricchimento delle Collezioni contribuisce inoltre a consolidare il fondo di fotografia contemporanea che Fondazione Brescia Musei ha costruito e sviluppato negli ultimi anni attraverso un articolato programma di commissioni e acquisizioni. Un patrimonio che comprende opere di autori di rilievo internazionale e nazionale quali Alfred Seiland, con sei fotografie (di cui un dittico) commissionate nel 2020; Alessandra Chemollo, con 34 fotografie commissionate anch’esse nel 2020; Axel Hütte, con due fotografie (di cui un dittico) commissionate e acquistate nel 2023 e David LaChapelle, con una fotografia commissionata sempre nel 2023. Un corpus che testimonia l’attenzione dell’istituzione verso la fotografia come linguaggio privilegiato per interrogare il presente e per costruire una memoria visiva condivisa, in dialogo tra ricerca artistica e memoria civile.
“La potenza espressiva dell’installazione “State Fermi! – Brescia, Piazza della Loggia 1974”, realizzata per il cinquantenario della strage di Piazza della Loggia, è ancora impressa nella memoria di tutti noi – afferma Laura Castelletti, Sindaca di Brescia -. Scomponendo e ricomponendo materiali differenti, Maurizio Galimberti ha scavato a fondo nel tragico evento storico restituendolo al nostro immaginario ancora più vivo e sconvolgente. Per questo sono particolarmente grata, a nome della città, a Paolo Ludovici per questa generosa donazione, che arricchisce la collezione di arte contemporanea di Fondazione Brescia Musei con una selezione di immagini tratte proprio da quel progetto fotografico. Un gesto che significa davvero molto per la nostra comunità: un tributo alle vittime e un impegno a custodire la memoria di quella tragedia, per continuare a difendere i valori della democrazia e della libertà”.
“La donazione delle opere di Ludovici rappresenta per Fondazione Brescia Musei e per l’intera città un gesto di grande valore culturale e civile. Si tratta di lavori profondamente legati alla memoria della strage di Piazza della Loggia, un evento che segna in modo indelebile la storia e l’identità di Brescia e che continua a interrogare la coscienza collettiva. Accogliere queste opere nel patrimonio pubblico significa riconoscerne il significato simbolico e affidare all’arte il compito di custodire, trasmettere e rinnovare una memoria che appartiene a tutta la comunità. Questa donazione arricchisce inoltre in modo significativo il fondo dedicato alla fotografia contemporanea di Fondazione Brescia Musei, un ambito su cui l’istituzione investe da tempo con convinzione, consapevole del ruolo centrale che il linguaggio fotografico ha nel raccontare il presente e nel costruire nuove forme di narrazione storica e sociale”, commenta Francesca Bazoli, Presidente Fondazione Brescia Musei.
“Sono molto orgoglioso di entrare a fare parte della collezione permanente di Brescia, musei, grazie alla donazione delle opere sul mio progetto “State fermi”, nato da un’idea dell’amico e collezionista Paolo Ludovici, con a tema la dolorosa strage di Piazza della Loggia Brescia del 1974 – sottolinea Maurizio Galimberti -. Le immagini che ho realizzato rappresentano una forte componente progettuale del mio lavoro che è quella del ready made. Sul progetto di Brescia ho lavorato attorno a immagini realizzate dai fotografi Bresciani che all’epoca erano presenti in piazza della Loggia. Un lavoro per me, intimo e doloroso, un lavoro che ad ogni immagine mi ha bucato il cuore per l’orrore e la durezza della storia raccontata. Mi piace pensare che gli spettatori delle mie immagini, osservandole, possano avvertire la carezza che ho voluto dare alle vittime di quella terribile strage con i miei occhi, il mio cuore e le mani di mia madre, attraverso la mia Fotografia. Un’emozione intima e dolorosa che mi accompagnerà per il resto dei miei giorni, pensando alle immagini realizzate”.
