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Domani, martedì 22 dicembre, nuovo appuntamento della seconda edizione di “Racconti e paesaggio”, il progetto promosso dalla soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Cagliari e le Province di Oristano e Sud Sardegna, con la direzione artistica della soprintendente Maura Picciau in collaborazione con l’archeologa Gianfranca Salis. Tutti gli eventi in programma sono trasmessi in live streaming sulla pagina pagina Facebook della Soprintendenza Archeologica, belle arti e paesaggio di Cagliari e sul sito www.sabapca.beniculturali.it. A partire dalle 17.30 sarà presentato un importante volume dal titolo Antonio Taramelli e l’archeologia della Sardegna. All’iniziativa prenderanno parte i curatori del volume Massimo Casagrande, la soprintendente Maura Picciau e Gianfranca Salis. Saranno presenti Elena Calandra, Rossana Martorelli, Marco Milanese e Marco Rendeli.

Nato a Udine nel 1868  e morto a Roma nel 1939, Taramelli è stato direttore del museo di Cagliari, poi soprintendente alle antichità della Sardegna; si dedicò allo studio dei monumenti dell'isola e soprattutto della civiltà nuragica. Fu socio nazionale dei Lincei (1927) e senatore del regno (1934). In omaggio di quello che è considerato il più grande studioso della Sardegna, che con le sue ricerche ha dato un contributo fondamentale alla conoscenza della preistoria e della storia dell’Isola, la soprintendenza Archeologia, Belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Cagliari e le prov. di Oristano e Sud Sardegna, in collaborazione con la Sabap per le prov. di Sassari e Nuoro, hanno organizzato nel maggio del 2019  il convegno intitolato “Antonio Taramelli e l’archeologia della Sardegna, di cui oggi vengono dunque presentati gli atti. Gli studi di Taramelli portarono a uno straordinario arricchimento delle collezioni archeologiche del Museo Archeologico Nazionale di Cagliari e all’istituzione del Museo di Antichità e Arte di Sassari. Oltre alla mole di dati scientifici, l’eredità di Taramelli è legata al rigore metodologico applicato alla disciplina storico archeologica e alle prospettive di ricerca aperte dalla sua attività, che hanno costituito le basi per i futuri sviluppi della ricerca.

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