Oltre sé stessa Cinecittà si Mostra vuole celebrare anche tre grandi nomi del cinema italiano di cui quest’anno cade il centenario dalla nascita: Giulietta Masina, Alida Valli e Nino Manfredi che ricorda esponendo costumi unici e ricercatissimi a loro volta omaggio al lavoro di costumisti di primo piano. È anche grazie alla genialità e alla creatività di nomi come Danilo Donati (due Oscar), Piero Gherardi (due Oscar), Piero Tosi (Oscar alla carriera) Marcel Escoffier, e Lucia Mirisola se ancora oggi le maestranze italiane del cinema godono di una straordinaria reputazione internazionale.
Ben 8 i nuovi costumi allestiti lungo i percorsi Girando a Cinecittà e Backstage all’interno di Cinecittà si Mostra. Provenienti da importanti sartorie dello spettacolo come Collezione Costumi D’Arte – Peruzzi, Sartoria Farani e Collezione The One, gli abiti sono stati selezionati da Istituto Luce Cinecittà e A.S.C. l’Associazione Italiana Scenografi, Costumisti e Arredatori, attraverso la supervisione del presidente, il costumista Carlo Poggioli.
In ordine di percorso, a omaggiare Alida Valli è una splendida maxi teca con due abiti, uno da sera e uno da giorno indossati nei panni di Livia Serpieri in Senso (1954) di Luchino Visconti e creati da Marcel Escoffier assieme a un giovanissimo Piero Tosi. Gli accessori sono stati cortesemente prestati da E. Rancati storica attrezzeria scenica che da anni supporta e collabora con Cinecittà si Mostra.
A seguire un esempio del sodalizio tra il regista Luigi Magni e la costumista Lucia Mirisola, coppia nella vita oltre che sul set con due abiti creati per Nino Manfredi protagonista di In nome del popolo sovrano (1990) e La notte di Pasquino (2003). Lana grezza, cotone e juta sono invece le fibre naturali volute da Donati per una tunica africana realizzata per Polibo, uno dei personaggi dell’Edipo Re (1967) di Pier Paolo Pasolini, interpretato da Ahmed Belhachmi, il cui costume rappresenta l’unica eccezione agli omaggi per i centenari. Per questo abito Pikkio, casa di gioielli per cinema e teatro, ha realizzato una splendida corona ricostruita come l’originale andata perduta. Più avanti, nel corridoio finale della mostra, è collocato l’omaggio a Giulietta Masina, formato da due abiti da Giulietta degli spiriti (1965) e uno da Ginger e Fred (1986).
Per il primo film Piero Gherardi disegna per la Masina un guardaroba estremamente ricercato come si addice a una borghese di livello tra plissé e shantung di seta. Nostalgico e di grande impatto anche il vestito da ballo realizzato da Donati in chiffon avorio completamente ricamato con strass e canottiglie, e rifinito con vere piume di struzzo bianche, che l’attrice indossa per ballare con Marcello Mastroianni nella scena più famosa di Ginger e Fred. (segue)
