Si è aperta il 6 luglio la 74esima edizione del festival del cinema di Cannes, di nuovo in presenza, dopo un anno di sospensione a causa dell’emergenza sanitaria, con 24 film in concorso e un programma ricco di nuove proposte, a dimostrazione dell’entusiasmo per la ripartenza del cinema internazionale. Significativa la presenza dei film girati in Toscana, che Toscana Film Commission ha accompagnato nella loro produzione. Il film “Europa” del giovane regista e produttore fiorentino Haider Rashid, è stato selezionato in concorso alla Quinzaine des Réalisateurs, sezione che valorizza le visioni più originali e innovative nel panorama cinematografico internazionale. Il film è tra i vincitori del bando regionale, a sostegno delle nuove produzioni cinematografiche che scelgono la Toscana come set, lanciato pubblicamente da Toscana Film Commission, nell’ambito del programma Sensi Contemporanei Toscana per il Cinema. La pellicola racconta di Kamal, giovane iracheno che, fuggito dal suo paese per cercare di entrare in Europa attraverso la rotta balcanica e arrivato al confine turco-bulgaro, viene braccato dai cacciatori di migranti: solo e disperato, Kamal ha soltanto tre giorni per tentare di sopravvivere e arrivare a destinazione. Il film verrà proiettato nella giornata di mercoledì 14 luglio. Haider Rashid, nato a Firenze da padre iracheno, continua il suo racconto dei migranti e delle difficoltà di chi si trova a dover lasciare il proprio paese, realizzando con “Europa” un film immersivo, che fa tesoro della sua esperienza con il cinema in Virtual Reality, da lui utilizzato, come nel film “No Borders”, Premio MigrArti 2016 al festival di Venezia.
“La Bulgaria – ha dichiarato Rashid – è il paese in cui mio padre si è recato, quando è scappato dall'Iraq nel 1978 alla volta dell’Europa. Sebbene il suo viaggio sia stato diverso da quello che intraprende il protagonista del film, in qualche modo mi è sembrato ancora più giusto raccontare questa storia. Abbiamo effettuato sopralluoghi in Bulgaria, andando anche a visitare la foresta teatro della storia: lì abbiamo riscontrato la veridicità di quanto sarebbe stato rappresentato sullo schermo. Sono emersi i lati più oscuri e raccapriccianti della questione migratoria, poi integrati nelle successive stesure della sceneggiatura, che ho scritto con Sonia Giannetto, la cui collaborazione è stata importante anche per la concezione del suono, sceneggiato in modo tale da avere una valenza narrativa. L'intera storia e il lavoro della macchina da presa in “Europa” sono focalizzati sul protagonista, con l’idea che la macchina da presa potesse 'respirare' con lui”. (segue)
