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“Siamo felici di rinnovare la nostra collaborazione con Confedilizia. Insieme lavoriamo per promuovere iniziative che riconoscano l’importanza degli edifici d’interesse storico-culturale e per continuare un dialogo proficuo con le istituzioni allo scopo di tutelare gli investimenti che i privati compiono per preservare tali immobili – ha dichiarato Giacomo Di Thiene, presidente dell’Associazione Dimore storiche italiane -. Le dimore storiche, infatti, oltre ad avere un ruolo cardine per la loro storia e il loro valore artistico e culturale, costituiscono un vero e proprio polo di attrazione turistico nonché un volano per l’economia, in particolare quella dei piccoli borghi, che ospitano il 29% degli edifici storici. L’impegno con Confedilizia consente inoltre di rimarcare alcune richieste che Adsi da tempo rivolge alle istituzioni in campo fiscale, a partire dalle richieste di un allargamento del tax credit sulle spese di manutenzione e restauro degli immobili storici: agevolazioni che, se introdotte, andrebbero a beneficio delle micro e piccole imprese che operano nei territori dove le dimore insistono e garantirebbero la conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale privato che – come spesso sottolinea il ministro Franceschini – non è un patrimonio di serie B”.

Per Giorgio Spaziani Testa, presidente di Confedilizia “questo accordo con l’Adsi– che si inquadra in un rapporto in essere da sempre – rappresenta l’occasione per ribadire quanto essenziale sia compiere ogni sforzo per proteggere, curare e valorizzare il patrimonio immobiliare del nostro Paese, che in gran parte possiede anche un valore storico, artistico e culturale senza pari al mondo. In particolare, da tempo Confedilizia insiste sulla necessità di operare affinché la ricchezza costituita dai nostri borghi possa tornare ad essere vitale. E il turismo, in quest’ottica, tornerà ad essere uno snodo – passata l’emergenza pandemica – in cui la proprietà immobiliare privata diffusa potrà svolgere un ruolo fondamentale. Di qui l’esigenza, da un lato, di estendere al massimo l’ambito di applicazione degli incentivi fiscali per riqualificare gli immobili interessati dal punto di vista estetico, funzionale, di sicurezza, energetico e, dall’altro, di ridurre il macigno che sul patrimonio immobiliare in parola grava sotto forma di tassazione patrimoniale, attraverso quell’Imu che a partire dall’anno 2012 è stata quasi triplicata”.

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