Istituire una linea di credito del Mes dedicata al mondo della cultura “è una idea ottima. Non solo per questa fase ma soprattutto come rilancio del patrimonio culturale, che troverà, però, probabilmente l’opposizione di Mark Rutte (primo ministro olandese, ndr). Ce ne faremo una ragione e vedremo chi vince. Bray fa bene a battersi per questo, è la cosa giusta. E, ovviamente, tifo per lui”. Così lo storico Luciano Canfora commenta la proposta lanciata dal dg della Treccani, Massimo Bray.
“Sono realtà molto diverse: ci sono gli attori, i cantanti lirici, il cinema, il teatro. C’è, tuttavia, tutto un settore, cioè scuola, biblioteche, università, per il quale il rimedio c’è. Perché i nostri ragazzi non possono tornare a scuola hic et nunc? Perché i nostri istituti pagano i danni delle riforme degli ultimi anni, soprattutto della riforma Gelmini, che ha allargato il numero di studenti per classe rendendo difficile l’insegnamento – afferma Canfora in un'intervista ad Atlante.it, la rivista di cultura, società e geopolitica di Treccani -. Bisogna abbandonare la formula delle classi pollaio e arrivare a classi più piccole e a una didattica migliore. Bisognerebbe quindi invertire una tendenza nel bilancio dello Stato, investire nell’edilizia scolastica, non solo nell’assunzione di nuovi docenti”.
Prosegue Canfora individuando proprio nella forza della cultura la leva in cui investire per ripartire dopo la crisi pandemica, e conclude: “Più che una bacchetta magica ci vorrebbe buon senso, ma soprattutto senso dello Stato”.
