CINEMA
Segnali (molto) positivi arrivano dal cinema. Dopo il blocco d’inizio pandemia, è stato boom di produzioni. Il Governo ha fatto la sua parte: anche se non con sostegni diretti, il meccanismo di tax credit ha generato una ripresa superiore alle aspettative, ma mancano un confronto allargato, una programmazione strutturata e numerose maestranze, questione che può costituire un’opportunità di lavoro per i più giovani e non solo.
TEATRO
Al centro della riflessione sul teatro il confronto tra il Regio di Parma, lo Stabile di Torino e La Fenice di Venezia: direttori e presidenti hanno evidenziato come siano riusciti a trasformare l’inattività dei vari lockdown in una fucina di idee per prodotti culturali comunque fruibili e vicini al proprio pubblico. Anche se, come ha sottolineato la regista Francesca Chialà, già consigliere di amministrazione del Teatro dell’Opera di Roma dal 2013 al 2020, bisogna «riflettere sull’opportunità che tutti i teatri e il sistema televisivo hanno perso di creare una partnership forte. Doveva essere dato un mandato chiaro alla RAI che è TV pubblica, per dare visibilità ai numerosi progetti in atto. Abbiamo sentito tanto discutere della Netflix della cultura italiana, che però è arrivata tardi, è conosciuta da pochi e ha un’offerta a pagamento molto lontana dalle aspettative create». (segue)
