“Dopo venti anni di lavoro io e miei 23 colleghi, personale esternalizzato dei siti museali pugliesi – dichiara Grazia Maremonti, ex lavoratrice addetta alla biglietteria e al bookshop del Museo Archeologico Nazionale di Taranto – siamo stati lasciati a casa e i nostri diritti sono stati calpestati. Abbiamo sempre garantito un servizio di altissima qualità, in collaborazione con il personale del Ministero, ma la nostra azienda ha interrotto i servizi e le nostre attività sono state sostituite da un’app per la gestione della biglietteria”. La mobilitazione del 28 giugno sarà “una prima giornata di lotta – spiega l’Associazione Mi Riconosci -: il numero di musei in cui si perde il lavoro è ormai esorbitante; i salari vengono sempre più ribassati, arrivando in alcuni casi a 4 euro all'ora; le concessioni vengono rinnovate in deroga, al limite della legalità, favorendo solo i concessionari privati e mai arricchendo lo Stato in termini né economici né di servizi. Le diseguaglianze aumentano, sia nei salari e nei diritti, sia per l'accesso agli spazi culturali, e il Ministero non sta dimostrando in nessun modo di riuscire ad affrontare il problema”. “Scendiamo in piazza perché c’è bisogno di tracciare il futuro di questo settore – concludono gli organizzatori – un futuro diverso dallo sfruttamento quotidiano che viviamo e che non potrà prescindere da un serio programma di stabilizzazione di chi lavora e dalla creazione di un Sistema Culturale Nazionale che offra servizi culturali e lavoro di qualità”.
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