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“L’Istituto italiano per la storia antica esprime il suo più grande apprezzamento per il finanziamento, con legge dello Stato, previsto dall’articolo 5 del Decreto legge Cultura n. 201 del 27 dicembre 2024, recante misure urgenti in materia di cultura. La concessione di un contributo annuo, a decorrere dal 2025, consentirà di superare alcuni problemi che hanno finora caratterizzato la situazione della Giunta Storica Nazionale, dell’Istituto italiano per la storia antica e di altri tre Istituti storici ad essa collegati”. Così Umberto Roberto, Direttore dell’Istituto italiano per la storia antica, in un contributo depositato presso la commissione Cultura della Camera nell’ambito dell’esame in sede referente del Dl Cultura. “Come si evince dalla relazione del provvedimento, la Giunta Storica Nazionale coordina sette istituti operanti nel campo della ricerca storica, inseriti nel sistema strutturato a rete ai sensi dell’articolo 5, comma 2, del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 419. Come previsto dal decreto del Presidente della Repubblica dell’11 novembre 2005, n. 255, e ribadito dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica del 22 giugno 2023, n. 108, la Giunta Storica Nazionale ha funzione di coordinamento scientifico e amministrativo sui singoli enti della rete che godono, entro limiti ben precisi, di autonomia amministrativa e contabile. L’Istituto italiano per la storia antica fa parte di questa rete, rappresentando un importante riferimento a livello nazionale e internazionale per la promozione della storia antica, della cultura antichistica, della storiografia italiana sul mondo antico. Dal punto di vista dei finanziamenti, tuttavia, solo tre Istituti dei sette della rete sono finanziati per legge, peraltro con modalità tra loro diverse. Gli altri quattro Istituti – tra questi l’Istituto italiano per la storia antica – non hanno avuto finora la possibilità di contare su un finanziamento pubblico costante, usufruendo unicamente del contributo tabellare ex legge 254/1996. È evidente come questa situazione limiti la possibilità per l’Istituto italiano per la storia antica di portare avanti con efficacia le sue finalità e i suoi compiti di istituzione culturale pubblica. Grazie al contributo previsto dal provvedimento sarà possibile per l’Istituto amplificare la sua funzione di promozione scientifica della storia antica”.

Queste, prosegue l’Istituto italiano per la storia antica, “le principali criticità che il contributo consentirà di superare. Di particolare urgenza è la necessità di poter realizzare una pianta organica per dotare l’Istituto del personale necessario per supportare sotto il punto di vista amministrativo-gestionale e contabile l’attività scientifica della direzione e del Consiglio direttivo. Al momento, anche per ottemperare alle prestazioni e alle procedure previste dalla normativa, l’Istituto si avvale di collaborazioni esterne. Si tratta evidentemente di soluzioni temporanee e precarie. D’altra parte, la necessità di personale stabile è urgente anche per assolvere a un altro fondamentale compito dell’Istituto. Notevole è infatti il patrimonio documentario dell’Istituto che possiede una biblioteca specializzata e un archivio con importanti fondi – come quello del prof. Gaetano de Sanctis. In quanto ente pubblico, l’Istituto deve garantire la fruizione della sua biblioteca e dell’archivio a tutti gli utenti interessati. Si tratta di un presidio di cultura aperto al pubblico che ha bisogno di competenze e lavoro scrupoloso per migliorare la sua efficacia, accrescendo in modo selezionato il patrimonio librario e tenendo anche conto dei vantaggi derivanti dalla diffusione delle Digital Humanities. Il finanziamento in discussione porterà sicuri vantaggi anche per quanto riguarda il sostegno alla ricerca scientifica italiana sulla storia del mondo antico e l’incidenza della nostra antichistica a livello internazionale. Giova ricordare al riguardo che nell’ambito degli studi sul mondo antico, gli antichisti italiani sono tra gli studiosi più apprezzati nel mondo; e i risultati delle loro ricerche trovano ampia diffusione, versando costantemente importanti contributi alla conoscenza, al metodo e al dibattito internazionale. Ne sono una riprova il fatto che la lingua italiana è nell’ambito degli studi sull’antichità una delle lingue che gli studiosi nel mondo devono conoscere per formarsi e per tenersi aggiornati; e, allo stesso tempo, la qualità dei nostri studiosi che sovente occupano posti di grande responsabilità nelle università e negli enti scientifici all’estero. Occorre mantenere vivo questo patrimonio di conoscenza che rappresenta un’eccellenza nazionale a livello culturale di cui l’Italia può essere orgogliosa. Per questo scopo, l’Istituto italiano per la storia antica può e deve dare il suo
fondamentale contributo come ente pubblico aperto verso la cultura e la società italiana e aperto verso il mondo, dai paesi tradizionalmente legati all’eredità delle culture antiche a quelli che, affacciandosi sullo spazio del Mediterraneo, possono individuare nella cultura e nella ricerca storica un veicolo di dialogo e interazione”.

“Non c’è dubbio che il contributo in oggetto potrà rendere più solida e sicura la possibilità per l’Istituto di erogare borse di studio a giovani studiosi, soprattutto nella difficile fase del post-dottorato; potrà, allo stesso tempo, garantire una maggiore sinergia con il sistema universitario e le scuole per l’organizzazione – anche attraverso accordi e convenzioni – di eventi scientifici e percorsi di formazione dei docenti e degli studenti; potrà, inoltre, sostenere la pubblicazione di opere scientifiche di qualità, dall’edizione di fonti antiche alle monografie ai contributi metodologici derivanti anche dall’uso delle più moderne tecnologie digitali. Anche la costruzione di una rete di sinergie a livello internazionale potrà senz’altro trarre beneficio dalla sicurezza di un finanziamento stabile. Un filone di ricerca che è rientra nella missione dell’Istituto è lo studio della ricezione della cultura greca e romana nel dibattito culturale, politico, economico e sociale dell’Europa e di altri paesi nel mondo tra l’età moderna e quella contemporanea. Si tratta di un ambito scientifico di grande importanza e attualità, soprattutto per l’interazione che può sviluppare con gli altri ambiti storiografici e con il mondo della scuola. L’importanza dell’eredità greca e romana – dei suoi valori e delle sue istituzioni – è elemento di grande rilevanza nei nostri programmi scolastici e rappresenta un contributo irrinunciabile, anche dal punto di vista identitario, per la formazione culturale dei futuri cittadini italiani ed europei. Con il contributo in discussione si renderà possibile una serena e sostenibile amplificazione del ruolo che l’Istituto intende svolgere, rappresentando anche per il futuro un luogo di incontro e di discussione a disposizione del mondo della cultura, della scuola, della società in Italia e in Europa”.

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