“Massima soddisfazione per il progetto di legge in esame: il comma 1 dell’art. 3, in particolare, istituisce un fondo con una dotazione di 4 milioni di euro per l’anno 2024 per finanziare l’apertura di nuove librerie da parte di giovani fino a trentacinque anni di età. Sarà cura del MiC procedere con un decreto attuativo ai fini sia della definizione della tipologia di contributo, sia ai fini della quantificazione del contributo, della declinazione dei requisiti d’accesso da parte delle librerie nonché delle modalità di selezione. Per quanto concerne la definizione della tipologia di contributo, sarà opportuno valutare se riconoscere contributi interamente a fondo perduto o se prevedere contributi con fondo perduto pari – ipotizzo – al 50 per cento più un prestito a tasso di favore, per esempio dello 0,2 per cento annuo. Per quanto riguarda la modalità dei beneficiari del contributo, che potrebbe essere effettuata tramite l’attribuzione di un punteggio da una commissione di esperti, che tenga conto per esempio dell’ubicazione”. Lo ha sottolineato Paola Passarelli, direttrice della Direzione generale Biblioteche e diritto d’autore del Ministero della cultura, in audizione presso la commissione Cultura della Camera nell’ambito dell’esame, in sede referente, del Dl Cultura. “Soddisfazione anche per il comma 2 (che istituisce un fondo un con una dotazione di 24,8 milioni di euro per l’anno 2025 e di 5,2 milioni di euro per l’anno 2026 per l’acquisto di libri, anche in formato digitale, da parte delle biblioteche aperte al pubblico statali, degli enti territoriali e degli enti culturali che ricevono contributi pubblici, ndr): sarà cura del ministero emanare un nuovo dm attuativo. Apprezzamento anche per i commi 5 e 6 (che prevedono l’istituzione di un fondo nello stato di previsione del Ministero della cultura con una dotazione di 10 milioni di euro per l’anno 2025, finalizzato al potenziamento delle pagine dedicate a cultura, spettacolo e settore audiovisivo nei quotidiani cartacei, ndr) data la crisi che sta vivendo l’industria dell’editoria e dei quotidiani”.
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